Portafogli a doppio impatto in aiuto alla cura del cancro

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
19.5.2021
Tempo di lettura: 3'
La profittabilità è importante. Ma diventa un effetto secondario, quando al centro ci sono la ricerca medica e i pazienti. Ecco come puntare sulle aziende più interessanti del panorama globale dell'oncologia
L 'oncologia è tra i più interessanti settori della ricerca medica, dove si concentrano le maggiori spese per innovazione. Al tema dei tumori si legano numeri importanti: sono infatti la seconda ragione di decessi al mondo, nonché la prima per peso economico in termini di ricerca e sviluppo di cure medico-sanitarie. Abbiamo affrontato il tema con Sarvaas Michielssens, senior biotechnology analyst di Candriam.

Partiamo dai numeri: quali sono le cifre più rilevanti del settore e perché


Secondo i dati aggiornati a marzo 2021, negli Stati Uniti ogni giorno 1600 persone muoiono per via del cancro; ancora, circa il 40% della popolazione mondiale, indipendentemente che si tratti di donne o uomini, affronta in qualche periodo della propria vita una patologia oncologica. Al momento, sono state scoperte oltre 100 tipologie diverse di cancro, per ognuna delle quali servono studi accurati e precise soluzioni mediche. Se si considera inoltre un periodo compreso tra il 2018 e il 2040, si stima che le morti a causa del cancro saliranno al 72% della popolazione globale, passando da 9,5 a 16,3 milioni. Numeri alti che hanno spinto la scienza a trovare nuove soluzioni: al momento sono in fase di sviluppo oltre 1570 terapie differenti. Ma il lavoro non è semplice.

Si tratta di numeri importanti, certo. Ci sono altre ragioni che motivano la vostra alta convinzione?


Esattamente. La rilevanza del tema oncologico in portafoglio è chiara anche solo guardando i numeri. Ci sono poi delle ragioni profonde che incanalano il nostro sforzo di investitori nella ricerca. Il comparto oncologico è infatti in piena fase di sviluppo. I principali progressi compiuti sono suddivisibili in cinque categorie separate. Anzitutto, il tema della ricerca, essenziale nella fase di osservazione e studio della patologia, dal suo emergere alla possibile guarigione. Poi, la diagnostica, che contempla una più efficace attività di prevenzione, e la profilazione, che considera il tumore come il risultato di una serie di circostanze. Ruolo chiave giocano la tecnologia e la biotecnologia, intese come l'insieme di attrezzature mediche e di nuova generazione, atte a compiere passi avanti su temi quali la chirurgia ad alta precisione o il trattamento specifico di patologie. Infine, lo sviluppo di nuove terapie, farmaci e medicinali.

Abbiamo citato il tema della ricerca: in che modo sostenete i passi avanti del settore?


Con il fondo sosteniamo direttamente l'attività di ricerca nel mondo. Per farlo, riserviamo il 10% delle management fee ai maggiori istituti di ricerca contro il cancro, finanziando anche la ricerca universitaria e degli atenei. Procediamo inoltre tramite donazioni dirette in progetti che possono portare ad una evoluzione della materia. In tal senso, investendo nel fondo Candriam Equities L Oncology Impact si diventa parte attiva di questo processo di crescita e miglioramento.

Parliamo quindi della strategia Candriam Equities L Oncology Impact: di che cosa si tratta e come lavora il fondo?


Candriam Equities L Oncology Impact utilizza un processo di investimento di tipo bottom-up, applicando da prima uno screening tematico per quelle aziende (25 mila in tutto) che offrono un contributo alla cura del cancro; sulle realtà selezionate (circa 500) si effettua quindi un'analisi Esg per limitare l'universo investibile. Infine, nel passaggio dalle 300 potenziali aziende ai 55-85 titoli selezionati nel portafoglio, si applica un processo di valutazione per punti, che prende in considerazione riconoscimenti scientifici, attività di engagement con le aziende, valutazioni sul fronte vendite, parere dei medici e documenti finanziari. Il portafoglio investe principalmente in aziende a grande capitalizzazione (il 63% del totale), di cui un 66% relative al mercato americano (seguite dal 30% di aziende europee e dalla restante parte asiatiche). Lo split settoriale rispecchia quanto detto in precedenze: circa il 45% del portafoglio aggiornato allo scorso dicembre era composto da aziende del settore biotech; 29% dalle big del pharma; 15% dalle attrezzature in ambito scientifico; 7% e 4% rispettivamente da tecnologia medicale e servizi di healthcare, un settore che ha positivamente risentito dalla pandemia da coronavirus. Infine, il portafoglio si divide in base all'azione promossa dalle aziende verso i vari tipi di lotta al cancro. In particolare, tumori del sangue (i cosiddetti tumori liquidi), al colon, ai polmoni, melanomi, ai reni, al seno, alle ovaie, allo stomaco, a testa e collo.

Quali obiettivi persegue Candriam con questo prodotto?


Nel costruire questa strategia siamo partiti anzitutto da un punto di vista etico. Volevamo investire in qualcosa che desse modo alle persone di avere fiducia nel settore. Poi, certo: il comparto in sé presenta diverse potenzialità. Nel processo di valutazione di un'azienda cerchiamo di capire sempre quali siano le carte che vengono messe sul tavolo: oltre a una approfondita analisi finanziaria e dei fondamentali, ci interessa guardare quali sono i ritorni previsti per i pazienti, non solo per gli investitori. In tal modo interpretiamo la profittabilità del business come un side effect, che si lega al conseguimento dell'obiettivo: offrire una nuova opzione al paziente. Auspichiamo che si arrivi a un punto dove tutte le patologie tumorali avranno una cura. Tuttavia, il processo è lungo, ogni caso va trattato individualmente, e servirà certamente più di una decade per portarlo a compimento.

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