Ottobre rosso anche in Europa: investitori in fuga

Teresa Scarale
Teresa Scarale
30.11.2018
Tempo di lettura: 3'
Già i dati della mappa mensile del risparmio gestito di Assogestioni lo lasciavano presagire: il mese scorso è stato un "ottobre rosso" anche per la famiglia allargata del risparmio gestito europeo. Modalità risk off!

I deflussi netti sono stati 35,3 miliardi di euro, sia nel comparto azionario che in quello obbligazionario

Fra i due litiganti il terzo gode: i fondi monetari

I mercati ballerini del mese scorso hanno messo a dura prova la pazienza degli investitori europei, che si sono ritirati con decisione dai fondi del nostro continente. Stando agli ultimi dati diffusi da Morningstar, i deflussi netti sono stati 35,3 miliardi di euro.

In controtendenza invece i prodotti monetari, in linea con quanto visto per il mercato italiano. Per questi prodotti, gli afflussi sono stati record: pari a ben 52,8 miliardi di euro.

Modalità risk-off


Azioni


11,7 miliardi di euro. A tanto ammonta il drenaggio di soldi subito dai fondi azionari. I riscatti sono stati importanti anche e soprattutto perché hanno interessato pure i fondi "sicuri", quelli di tipo growth. A perdere "l'immunità" sono stati i fondi tecnologici: gli investitori non sono più disposti al rischio nemmeno per loro.

I comparti gestiti attivamente hanno perso 36,3 miliardi di euro, i fondi indicizzati hanno continuato a raccogliere entrate nette che ammontavano a circa un miliardo di euro, al di sotto dei livelli dei mesi precedenti, ma comodamente in terreno positivo. Nell'universo equity, i fondi gestiti attivamente hanno subito una disfatta, ma nemmeno i replicanti sono stati risparmiati, anche se su scala minore.

Obbligazioni


I fondi obbligazionari hanno perso 11,5 miliardi di euro: gli investitori in obbligazioni societarie hanno dovuto fare i conti con un allargamento degli spread.

Gli attivi e i passivi


I fondi a reddito fisso gestiti attivamente hanno subito deflussi per 13,2 miliardi, i fondi passivi hanno raccolto 1,7 miliardi, destinati principalmente ai fondi indicizzati non quotati.

I rimborsi dai prodotti attivi si sono attestati a 10,8 miliardi, mentre i comparti passivi hanno sfiorato il miliardo di euro di deflussi netti.

La fuga dal rischio non ha risparmiato nemmeno i fondi bilanciati e gli alternativi, con rispettivamente oltre sei miliardi di riscatti netti.
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Sean Scully, RED. Courtesy Sotheby's

La raccolta, per categorie


Il contesto di tassi di interesse in aumento ha probabilmente spinto gli investitori a ridurre la duration dei loro portafogli. Infatti:

  • alla fine di settembre, il Federal Open Market Committee ha alzato il tasso dei fondi federali di 25 punti base a un intervallo compreso tra il 2% e il 2,25%, continuando a prevedere un ultimo aumento dei tassi a fine 2018 e altri tre nel 2019;

  • La Bank of England ha alzato il tasso base allo 0,75% dallo 0,50% ad agosto, il livello più alto in quasi un decennio, e il mercato ora prevede che la banca centrale potrebbe aumentare i tassi di interesse due volte prima della fine del 2019. Entro il 2019 però, si dovrà ottenere più chiarezza sulla portata e la forma della Brexit. E' questo che rende imprevedibile la politica monetaria britannica per i prossimi dodici mesi;

  • Nel frattempo, la Bce procede con più cautela, nonostante il mercato stia iniziando a considerare un eventuale rialzo dei tassi nell'eurozona prima del previsto.


L'afflusso nei fondi obbligazionari a breve termine potrebbe, tuttavia, essere spiegato anche come un modo per gli investitori di sfuggire alla volatilità dei mercati azionari evitando i tassi di interesse negativi che penalizzano i fondi del mercato monetario. E' quindi naturale che questi prodotti figurino in primo piano tra le categorie preferite del mese scorso, con i fondi obbligazionari diversificati a breve termine emessi in sterline e i fondi obbligazionari euro a brevissimo termine che beneficiano fortemente.

I fondi obbligazionari in dollari: i numeri uno


Per quanto riguarda la categoria più venduta, quella dei fondi obbligazionari diversificati in dollari, gli afflussi sono riconducibili alla forte domanda verso due fondi obbligazionari di Ubs, Focused Sicav - High Grade Long Term Bond Usd (2,1 miliardi di euro di entrate nette) e Focused Sicav - High Grade Bond Usd (un miliardo). Di tratta di due comparti che tipicamente tendono a riflettere le modifiche nell'asset allocation attuate dal wealth management di Ubs.

Alternativi sempre più giù


Gli investitori hanno continuato a uscire dai prodotti alternativi, in particolare dai fondi multistrategy. Questi ultimi hanno segnato il loro quinto mese consecutivo di deflussi netti. I rimborsi sono stati motivati in larga misura dal gigante Sli Global Absolute Return Strategies Fund, il quale ha perso oltre 1,6 miliardi di euro. Si tratta di una strategia che ha sottoperformato pesantemente negli ultimi anni.

Azionari blend large cap terzultimi


I fondi azionari blend large cap sono stati la terza categoria più impopolare in ottobre. A pesare in questo caso sono stati i 3,1 miliardi di euro di deflussi netti segnati dall'Ubs Msci Acwi Etf.

I gestori protagonisti


Ubs è prima per afflussi nell'universo attivo, grazie soprattutto alle solide vendite dei suoi fondi a reddito fisso: tre miliardi di euro. Aberdeen è seconda, con il fondo Sterling Short Short Duration che è cresciuto di oltre 2,5 miliardi di euro.

Tra i fornitori passivi, vince Vanguard. La società americana ha goduto di ottimi incrementi verso i suoi fondi azionari globali a larga capitalizzazione e ai fondi globali di reddito fisso. iShares, il fornitore di Etf di BlackRock, ha registrato grossi afflussi verso suoi prodotti azionari: 740 milioni di euro. L'iShares S&P 500 Financial Sector Etf ha infatti segnato il miglior risultato mensile del 2018: 337 milioni di nuove sottoscrizioni.
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Leo Villareal, Luminal Gradient F... Courtesy Sotheby's
caporedattore

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