La carica dell'Esg: raccolta più che raddoppiata da inizio anno

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Alberto Battaglia
26.10.2021
Tempo di lettura: 3'
I fondi azionari sostenibili hanno raccolto il 30% degli afflussi globali da inizio anno; BofA ha fatto il punto sul settore

La crescita dei fondi Esg è proseguita con un'ulteriore accelerazione, nonostante i timori legati al greenwashing

Cosa c'è dentro questi fondi e quali performance stanno ottenendo? Sono alcune delle domande cui Bank of America ha cercato di rispondere nel suo ultimo rapporto intitolato: “Esg investing by the numbers”.

Spoiler: l'Esg sta lasciando sul tavolo ritorni interessanti in un particolare settore

Se gli afflussi di denaro osservati nei fondi d'investimento Esg potessero indicare quanto gli investitori siano sensibili alla lotta al cambiamento climatico, bisognerebbe concludere che la presa di coscienza si sta facendo estremamente diffusa. Nei primi nove mesi dell'anno la raccolta netta globale di questa categoria di fondi è cresciuta del 111% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con afflussi superiori ai 230 miliardi di dollari. Nella sola Europa l'incremento è stato del 100%, con oltre 23 miliardi di dollari in afflussi netti da inizio anno.

Da inizio anno, per ogni 10 dollari iniettati nei fondi azionari ben 3 sono andati verso i prodotti a etichetta Esg, secondo i dati Epfr, una società di ricerca finanziaria. Oggi quasi un fondo azionario globale su otto appartiene all'acronimo della sostenibilità ambientale, sociale e di governance.

Cosa c'è dentro questi fondi e quali performance stanno ottenendo? Sono alcune delle domande cui Bank of America ha cercato di rispondere nel suo ultimo rapporto intitolato:“Esg investing by the numbers”. La risposta al primo quesito dipende in buona parte dalle regioni analizzate. In America i fondi Esg tendono a sovrappesare il settore industriale, mentre in Europa si punta di più sulle utility e, in Asia, sui titoli tecnologici. Ma, in generale, è il comparto energetico ad essere quello meno presente nei fondi Esg. Questo è un elemento che secondo BofA costituisce “un'opportunità largamente mancata” in termini di performance, “per i fondi Esg”.

Da inizio anno (al 13 ottobre), infatti, l'applicazione dei criteri Esg (confronto tra primo e ultimo quintile nei rating “sostenibili”) ha mostrato una sovraperformance (alpha) di 48 punti percentuali per il settore energetico – la più elevata fra tutti i settori. Per fare un paragone, sono stati 29 i punti di alpha per le utility e -8 punti per il comparto industriale.



Parte di questo risultato ci sembra dovuto alla corsa dei prezzi osservata sulle materie prime energetiche, che hanno favorito alcuni dei settori che erano rimasti indietro nei mesi più acuti della pandemia. Allo stesso tempo, rimane oggetto di riflessione il fatto che i fondi che programmaticamente evitano alcuni settori possano lasciare sul tavolo anche ritorni notevoli. Come avevamo già raccontato alcuni giorni fa, è questa l'opinione di alcuni hedge fund manager che stanno registrando performance da capogiro investendo sui titoli scartati dalle strategie Esg.

Il quadro complessivo delle performance dei fondi Esg resta, tuttavia, favorevole da inizio anno. Secondo i dati BofA il 58% degli “indici regionali Esg che tracciamo” hanno ottenuto ritorni superiori ai benchmark non-Esg. “Per esempio, il Bloomberg Smart beta funds, un indice che include strategie growth, value, quality e altri temi, ha mostrato come solo il 40% di questi fondi abbia superato l'S&P 500 da inizio anno.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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