Italiani e risparmio: incapaci di pianificare e non digitali

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.1.2022
Tempo di lettura: 5'
L'ultimo rapporto Consob sulle scelte di investimento degli italiani fotografa un paese attratto dalle innovazioni finanziarie e digitali, ma ancora timoroso di abbandonare il conto corrente e soprattutto di programmare finanziariamente la propria vita. Il 39% fatica a far fronte alle spese e il 28% non riesce a gestire un'uscita imprevista di 1.000 euro
Per gli italiani il risparmio resta ancora una variabile residuale e non progettuale. Tuttavia, cresce il loro interesse verso mercati azionari, trading online, criptovalute e crypto asset in generale. È la fotografia del VII rapporto Consob sulle scelte di investimento degli italiani, presentato in forma virtuale l'11 gennaio 2022. Una raffigurazione che – seppur migliorativa – resta sempre adombrata dall'incapacità di pianificare finanziariamente la propria vita. «Da questo spaccato di sintesi emergono due fattori di rischio», ha osservato il presidente Paolo Savona, commentando lo studio.
«Gli investitori rivolgono richieste di compensare le perdite quando si realizzano e riversano sulle autorità di controllo finanziario come la Consob l'onere della loro protezione». Metà del campione (2700 intervistati in totale) «non ha fiducia in nessun intermediario del risparmio, e ciò è incoerente: non si gestisce il risparmio per conto proprio e ci si affida a un intermediario di cui non si ha fiducia». Il secondo è che «una larga maggioranza di investitori considera la garanzia di rimborso la principale variabile che influenza le loro scelte. Anche qui mi riferisco al mondo delle criptovalute: chi è che rimborsa le criptovalute? non si sa».

Il risparmio, prosegue Savona, è insieme alle esportazioni uno dei pilastri su cui poggia il benessere materiale e sociale dell'Italia. Poi, il riferimento al grado di istruzione finanziaria: «Un buon funzionamento e migliori informazioni migliorano la performance del mercato e quindi lo sviluppo del Paese. Un assunto valido, ma che i risultati di questo rapporto rivelano essere debole se l'ignoranza finanziaria è ancora forte» e se i risparmiatori «non sanno gestire» le informazioni.

Dal report si evince che le conoscenze finanziarie degli italiani restano molto basse. Le risposte giuste al questionario sono state il 50%, percentuale che diventa 40% se si considera il netting, ovvero la depurazione dalle risposte date a caso. Gli intervistati ne sono consapevoli, c'è infatti una domanda crescente di educazione finanziaria. La scarsa istruzione finanziaria è paradossalmente una caratteristica dei nuovi investitori (11% i nuovi entrati nel mercato nel 2021; 20% gli stabili; 8% coloro che ne sono usciti). Un aspetto che sorprende il commissario Consob Carmine di Noia. Fra i nuovi investitori si riscontrano anche situazioni di fragilità finanziaria.
Per quanto riguarda i risparmiatori più digitalizzati, il 28% usa servizi finanziari online più di quanto facesse prima della pandemia. La crisi sanitaria ha aumentato la propensione all'accantonamento monetario delle famiglie (il deposito in conto corrente è la scelta privilegiata). Circa il 27% ha avuto un calo del reddito familiare. Il 39% fatica a far fronte alle spese e il 28% non riesce a gestire una spesa imprevista di 1.000 euro.

Ugo Bassi, direttore DG Fisma Commissione europea, commenta che l'intenzione del piano d'azione Ue è quello di rendere l'Unione un luogo ancora più sicuro e agevole per il risparmio a lungo termine dei cittadini. Il riferimento è anche alla normativa Eltif (i fondi europei di investimento a lungo termine), per i quali si pensa di abbassare o eliminare alcune soglie di accesso.

Per quanto riguarda le scelte di investimento, il 34% degli intervistati dichiara di possedere almeno uno strumento finanziario. Questi i preferiti: certificati di deposito e buoni postali (43%), titoli di Stato italiani (25%), fondi comuni di investimento (24%), gestioni patrimoniali (14%), obbligazioni non finanziarie italiane (13%). Nei consigli finanziari preferisce il supporto informale, anche di parenti e amici. Gli investimenti sostenibili sono visti con apertura e positività.

Anche sul fronte delle competenze digitali applicate alla finanza, si registra una scarsa alfabetizzazione, ma il 60% degli intervistati è disposto ad aumentare le proprie conoscenze. Dal punto di vista socio-demografico e di attitudine personale, il popolo dei risparmiatori italiani si conferma avverso al rischio. Può essere tollerante alle perdite di breve periodo, purché compensate dai guadagni a lungo.

In generale, un risparmiatore su due si dichiara soddisfatto dalla propria situazione finanziaria. Ma bisogna ricordare, con il commissario Consob Carmine Di Noia, che «senza investimenti non c'è protezione. Gli italiani hanno una forte preferenza per la liquidità». E ricorda che «la Costituzione incoraggia il risparmio in tutte le sue forme».
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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