Fondi privati a prova di esg: ecco quali sono i più eco-friendly

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
2.12.2021
Tempo di lettura: 2'
I fondi privati possono giocare un ruolo importante nelle transizione energetica, ma individuare quelli che sono effettivamente attenti al clima non è facile. Ecco le categorie che hanno l'intensità di carbonio minore (e maggiore)

Msci ha analizzato in un suo recente report quali sono le categorie di fondi privati che sono più attenti al clima, andando a misurare l'intensità di carbonio per ogni categoria

I fondi Expansion-capital e Venture-capital hanno mostrato le più basse intensità medie di carbonio, in virtù della loro relativa focalizzazione su settori a bassa intensità

A livello di settore le utilities sono quelle che inquinano di più. L'intensità di carbonio ha raggiunto le 1.655 tonnellate di CO2 equivalente/USD 1 milione di vendite, circa 30 volte la media generale

All'inizio di quest'anno quasi 90 gestori di asset privati, che rappresentano oltre 700 miliardi di dollari di asset in gestione, hanno firmato l'Initiative Climat International dell'UN PRI, un impegno da parte della comunità finanziaria che mira ad accelerare la transizione verso emissioni nette pari a zero. Se da una parte l'impatto apportato da questi attori può essere significativo, per via della loro capacità di muovere rapidamente quantità di capitale verso obiettivi specifici, dall'altra per gli investitori, a causa dell'opacità intrinseca al settore, è difficile individuare quali sono i fondi che effettivamente sono più rispettosi del tema ecologico.
Msci in una sua recente analisi ha cercato di individuare quali nell'alveo dei mercati privati sono i segmenti la cui intensità di emissioni di carbonio è minore. Lo studio si è basato sul Burgiss Transparency Database, prendendo in considerazione le partecipazioni di 5,152 fondi, che per valutazione - 2,9 mila miliardi di dollari a novembre 2021 – rappresentano il 76% della valutazione totale dei fondi di private equity e di debito all'interno del Burgiss Manager Universe.

I fondi Expansion-capital e Venture-capital mostrano le più basse intensità medie di carbonio, in virtù della loro relativa focalizzazione su settori a bassa intensità. Su base aggregata, il 54% della valutazione delle partecipazioni di questi fondi risulta essere in tecnologia dell'informazione e servizi di comunicazione.
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I fondi distressed-debt hanno invece livelli eccezionalmente elevati di intensità di carbonio, a causa della loro maggiore esposizione a settori ad alta intensità di carbonio, con il 15% della valutazione delle loro partecipazioni sottostanti aggregate in energia, materiali e servizi pubblici. I fondi mezzanine e senior-debt hanno mostrato infine livelli molto più bassi, dato che le loro esposizioni ai settori delle utilities, dei materiali e dell'energia si attestano rispettivamente al 7% e all'8%.

A livello di settore sottostante, le utilities mostrano un livello di intensità media notevolmente alto. Le intensità di emissioni attribuibili ai settori dei materiali e dell'energia sono rispettivamente a 477 e 324 tonnellate di CO2 equivalente/USD 1 milione di vendite, mentre la intensità delle utilities hanno raggiunto 1.655 tonnellate di CO2 equivalente/USD 1 milione di vendite, o circa 30 volte la media generale.

L'esposizione ai mercati sviluppati ha dominato; la mappatura geografica del set di dati ha indicato che la maggior parte dei tipi di fondi erano prevalentemente esposti al Nord America e all'Europa, con il 61% e il 21% della valutazione aggregata delle partecipazioni sottostanti in queste regioni, rispettivamente, mentre l'esposizione ai mercati emergenti era molto ridotta.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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