Fondi attivisti, nel mirino 12 aziende quotate italiane

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Nei radar dei fondi attivisti ci sono 156 aziende quotate europee, di cui 12 italiane. Attenzione ai rischi

Su 1.715 aziende prese in considerazione in Europa, 156 saranno prese di mira dagli attivisti nei prossimi 12-18 mesi

In Italia ce ne sono 12

In Italia i settori più esposti sono quelli assicurativo/finanziario ed energy; in Europa, invece, è quello dei beni di consumo

Su 156 aziende target in Europa, 12 sono le società italiane quotate entrate nel radar dei fondi attivisti, che nei prossimi 12-18 mesi potrebbero essere prese di mira. Lo si apprende all'interno dell'ultimo report pubblicato dall'osservatorio di Alvarez & Marsal (A&M), società internazionale della consulenza specializzata nei processi di trasformazione aziendale e del business.

Settori
Ovviamente non viene fatto nessun nome, ma si apprende che i target in Italia sono soprattutto nel settore assicurativo/finanziario, energy e qualcosa in ambito industrial e farma. Il trend retailer, invece, per quanto sia importante in Europa, si sente meno nel nostro Paese perché meno rappresentato sul mercato italiano. In Europa, invece, in futuro il settore più esposto al rischio attivista sarà quello dei beni di consumo alle prese con la disruption generata dai canali retail alternativi, la contrazione della spesa dei consumatori e l'aumento dei costi. Seguono gli industriali, l'healthcare e l'It. Energia e materie prime al contrario non rientrano nel radar degli attivisti, grazie alla ripresa dei prezzi delle commodity che hanno spinto al rialzo i profitti.

I possibili rischi
Alvarez & Marsal mette poi in luce anche dai possibili rischi. “L'attivismo di alcuni investitori rappresenta una forte spinta alla trasformazione aziendale, ma potrebbe in alcuni casi portare a una distruzione di valore se fosse unicamente volta al trading speculativo di lungo termine. Prevenire eventuali attacchi sarebbe un beneficio per tutti, azionisti, lavoratori, fornitori e stakeholder", ha dichiarato Alberto Franzone, managing director di Alvarez & Marsal in Italia, società che, per stilare il rapporto semestrale sull'attivismo dei fondi e fare previsioni sulle società e sui mercati che hanno più probabilità di essere teatro di aggressione da parte dei fondi attivisti, ha incrociato le informazioni pubbliche di tutte le aziende quotate in 13 paesi europee, con una capitalizzazione di mercato superiore ai 200 milioni di dollari, prendendo in esame 42 indicatori quali quantitativi.
Il risultato è che su oltre 1.715 aziende prese in considerazione in Europa, di queste156 saranno prese di mira dagli attivisti nei prossimi 12-18 mesi.

I paesi più attraenti e quelli che lo sono di meno
Dalla ricerca è emerso che l'attrattività dell'Italia è aumentata insieme a quella di Francia, Germania e Regno Unito, mentre è diminuito l'appeal delle aziende svizzere e scandinave.
In particolare, l'Inghilterra si posiziona al primo posto con 60 aziende nel mirino, seguita dalla dalla Germania (18) e dalla Francia (17).

Curiosità
I fondi attivisti prediligono aziende i cui attivi sono superiori alla media del settore e con cda principalmente formati da uomini. Dall'analisi della composizione dei consigli di amministrazione è emerso infatti chiaramente che la maggiore presenza femminile nei board riduce la probabilità di finire nel mirino degli investitori attivisti.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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