Fondi attivi: ecco in quali settori battono la gestione passiva

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
17.2.2023
Tempo di lettura: 3'
Ha ancora senso investire in fondi attivi? Per Giovanni Folgori, co-founder di Euclidea, sì. Ecco perchè

Per i gestori attivi sovraperfomare il mercato è diventato un mestiere sempre più difficile. I numeri sono impietosi: stando ai dati SPIIVA solo un fondo su dieci riesce a battere la sua controparte passiva su un orizzonte di dieci anni. Statistica che rimane pressoché invariata a seconda dell’area geografica. Che sia l’azionario statunitense, che sia quello europeo o quello emergente, la musica non cambia. Che senso ha dunque investire nei fondi attivi? We Wealth lo ha chiesto a Giovanni Folgori, co-founder di Euclidea.

È vero che la gestione attiva è andata meglio di quella passiva nel 2022? 


Sì, soprattutto nella seconda parte dell’anno si è assistito ad una ripresa della gestione attiva e soprattutto nella parte azionaria. Tuttavia non va tratta la conclusione che i gestori attivi possano più facilmente interpretare un mercato. Ad esempio nel corso dello scorso anno sono passati diversi mesi prima che si assistesse ad un riposizionamento al di fuori del settore tech e che si intercettasse l’andamento positivo del settore energy. Nella parte bond i gestori attivi hanno a più riprese cercato di intercettare il massimo sui tassi di interesse senza realmente riuscirvi. Stiamo comunque parlando a livello esemplificativo perché poi ogni gestore attivo è diverso a modo proprio.


Come gestire il binomio attivo/passivo? 


Ad Euclidea siamo fermi sostenitori del principio che nei portafogli debbano coesistere gestori attivi e passivi. Nel mondo dei digital wealth manager questa è più una eccezione che una regola. La presenza di gestori attivi è supportata da diversi fattori: per primo la differenza di costo in classe tra gestioni attive e passive è, tutto sommato, modesta e anche in calo nel tempo. Per secondo i gestori attivi hanno un potenziale di over-performance stabile nel tempo in alcuni settori del mercato. Per terzo in momenti di forte cambiamento o turbolenza si può attingere all’interpretazione dei gestori attivi che può supportare la ricerca di performance a diversi livelli, sia di asset allocation che di sector picking e talvolta anche di stock picking.


Su quali settori crea più valore la gestione attiva? 


Normalmente i settori in cui viene creato maggior valore sono quelli del credito: high yield, convertibili, coco bonds, emerging market bonds, etc. Tuttavia in alcuni momenti, come ad esempio la seconda parte dell’anno corso, possono emergere altre aree in cui si crea valore come ad esempio la rotazione settoriale o l’applicazione di alcune strategie quantitative a livello macro.



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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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