Da tradizionali ad alternativi: gli asset manager cambiano veste

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
29.3.2022
Tempo di lettura: 2'
I grandi asset manager stanno sempre più puntando sulle asset class alternative, acquisendo società specializzate nei mercati privati

Stando ad un’analisi del Financial Times, i grandi gruppi di gestione del risparmio tradizionali stanno acquisendo specialisti alternativi al fine di ampliare la loro offerte nei mercati privati

Secondo un recente rapporto del Boston Consulting Group, a livello globale lo scorso anno le attività alternative hanno superato i 15 mila miliardi di dollari e il 15% del totale delle attività in gestione l'anno scorso

BCG ha stimato che gli asset alternativi rappresentano il 42% delle entrate dell’intero settore, percentuale destinata a salire al 46% entro il 2025

Come i mercati pubblici si stanno dimostrando essere preda di volatilità e incertezza e i giganti del private equity stanno portando a casa performance convincenti, alla ricerca di rendimenti i gruppi di gestione del risparmio tradizionali stanno guardando alle asset class alternative per ampliare la loro offerta. E così dai 9 di cinque anni fa ora i gruppi tradizionali con almeno 100 miliardi di dollari in attività alternative sono passati ad essere più di una dozzina. BlackRock, Invesco, PGIM guidano la carovana degli asset manager pronti a cambiare vesti.
Come riporta il Financial Times, diversi asset manager stanno acquisendo specialisti alternativi. AllianceBernstein, per esempio, la scorsa settimana ha annunciato l'acquisto di CarlVal Investors, mentre Franklin Templeton, dopo aver acquisito Lexington Partners lo scorso aprile, ha messo nel mirino i 200 miliardi di dollari. A BlackRock, dove le alternative investite in gestione sono più che raddoppiate in cinque anni fino a 265 miliardi di dollari, l'amministratore delegato Larry Fink ha dichiarato agli azionisti questa settimana che i piani per "accelerare la crescita nei mercati privati" sono centrali nella strategia del gruppo. Come si spiega un tale interesse? "I gestori patrimoniali stanno entrando in questo spazio d'investimento in quanto i loro investitori lo stanno chiedendo" ha detto al Ft Ju-Hon Kwek, responsabile della consulenza sulla gestione patrimoniale presso McKinsey. "Gli investitori stanno lottando per allocazioni a strategie di mercato privato di alta qualità. Tutti vogliono di più".
Le società di fondi si stanno concentrando su prestiti privati, immobili, infrastrutture e partecipazioni in società private, tutte aree in cui i clienti istituzionali hanno aumentato le allocazioni negli ultimi anni. Un recente sondaggio di Preqin ha rilevato che l'86% dei limited partner ha intenzione di aumentare l'investimento nei mercati privati nei prossimi dodici mesi.

I gestori di fondi sperano anche di capitalizzare su una prevista ondata di interesse da parte di ricchi clienti al dettaglio che cercano rendimenti stabili a lungo termine in un momento in cui le obbligazioni e le azioni sono state volatili. Secondo un recente rapporto del Boston Consulting Group, a livello globale, le attività alternative hanno superato 15 mila miliardi di dollari e il 15 per cento del totale delle attività in gestione (Aum) l'anno scorso, e si prevede che saliranno a 22 mila miliardi di dollari e al 16 per cento entro il 2025.
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Quota alternativa sugli Aum totali. Fonte: Financial Times
Investire in asset class alternative per i gestori è anche un modo per aumentare le entrate in un momento in cui le altre commissioni si stanno comprimendo e i fondi comuni non possono scommettere su maggiori flussi in entrate. Secondo l'Investment Company Institute, i flussi netti verso i fondi comuni a lungo termine statunitensi infatti sono stati negativi per sette degli ultimi otto anni. Gran parte di quei soldi sono stati indirizzati verso  gli etf, fondi quotati in borsa, generalmente dalle commissioni più basse.

Le alternative, al contrario, continuano a comandare commissioni di gestione più alte e hanno il potenziale per commissioni basate sulla performance. Secondo Bcg le asset class alternative rappresentano il 42% delle entrate dell'intera industria, percentuale destinata a crescere fino al 46% entro il 2025.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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