Verso i nuovi Pir, tetto di 15 milioni per Pmi

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Secondo la bozza del decreto attuativo sui Pir visionata dal Sole 24 Ore, è stato fissato un tetto di finanziamento di 15 milioni per ogni Pmi e l'obbligo di acquisire dall'impresa finanziata una dichiarazione che attesti il rispetto dei requisiti Ue

I nuovi Pir dovranno destinare il 3,5% dell'investimento a quote o azioni di fondi di venture capital e il 3,5% alle Pmi quotate all'Aim

La normativa potrà essere revisionata in futuro: secondo l'articolo 6 della bozza del decreto, si potrà procedere a una modifica normativa dopo il monitoraggio del Mise

La nube di incertezza che in Italia avvolge il mondo dei Pir potrebbe sparire a breve. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, infatti, sarebbe all'ultimo esame del ministero dello Sviluppo economico, dopo la messa a punto del ministero dell'Economia, il decreto attuativo relativo alla normativa su questi strumenti contenuta nell'ultima legge di bilancio. La bozza del decreto, visionata dal quotidiano economico, conterrebbe due importanti novità: un tetto di finanziamento a 15 milioni di euro per ogni singola Pmi e l'obbligo per gli operatori finanziari di acquisire dall'impresa finanziata una dichiarazione che attesti il rispetto dei requisiti imposti dall'Unione europea. Non è chiaro quando il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In base alla legge di bilancio, a partire dal primo gennaio 2019, i nuovi Pir dovranno destinare il 3,5% dell'investimento a quote o azioni di fondi di venture capital e il 3,5% alle Pmi quotate all'Aim. Una quota complessiva del 7%, di conseguenza, viene vincolata di fatto alle regole europee sul capitale di rischio, una manovra che rischia di irrigidire la normativa e le scelte degli operatori. Sempre secondo la bozza visionata dal Sole, sia le Pmi che si quotano sull'Aim, sia quelle oggetto di investimento da parte dei fondi di venture capital non possono ricevere risorse superiori ai 15 milioni. I fondi di venture capital, per accedere ai nuovi Pir, devono investire almeno il 70% del finanziamento ricevuto nelle Pmi che rispettano i requisiti Ue.

Resta aperta la possibilità di modifiche future, dato che stando a quanto prevede l'articolo 6 della bozza sul decreto il Mise – dopo 6 mesi dalla pubblicazione del provvedimento – dovrà procedere al monitoraggio e alla successiva valutazione degli effetti prodotti dalla nuova normativa. Questo valutando sia la raccolta sia il numero di negoziazioni, “anche al fine di valutare l'opportunità di interventi normativi ulteriori”, riporta ancora il Sole 24 Ore.

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