Veicoli elettrici in bolla? Ne rimarrà solo uno

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
17.3.2021
Tempo di lettura: 5'
Capitalizzazioni monstre, ascese vorticose di prezzo, produzione e utili compressi. Il tutto in un settore ad elevata competizione e ad alta intensità di capitale. Il 2020 dell'automotive solleva un dubbio: i veicoli elettrici si riveleranno una grande delusione per il mercato?

La capitalizzazione delle società produttrici di veicoli elettrici ha quasi raggiunto quella delle case automobilistiche tradizionali: cubano entrambe rispettivamente per mille miliardi di dollari

Tesla, arrivata ad essere tra le prime dieci società al mondo per valore di mercato, vale $752 miliardi: più di Toyota, la più grande casa automobilistica tradizionale, e Ferrari, la casa automobilistica dai margini di profitto più elevati, messe insieme

Secondo Research Affiliates i veicoli elettrici saranno una grande delusione per il mercato: le valutazioni attuali non sono compatibili con il carattere concorrenziale del settore

Il 2020 è stato un anno spettacolare per l'industria automobilistica con la capitalizzazione complessiva di mercato del settore che è più che raddoppiata nel giro di un anno. Un dato che si spiega alla luce della crescita esponenziale delle valutazioni delle società di veicoli elettrici: il comparto innovativo ora vale quasi quanto quello tradizionale. L'euforia monta sui mercati con sempre più investitori alla ricerca della Apple delle auto, ma c'è qualcuno che avverte: i veicoli elettrici saranno una “grande delusione di mercato”. Il mercato è infatti un gioco a somma zero: per uno che vince ci deve essere uno che perde. I prezzi attuali invece sembrano riflettere l'illusione che possano essere tutti vincitori. Ma il settore è altamente concorrenziale e ad alta intensità di capitale, con livelli produttivi esigui quanti i margini di profitto.

Questione di capitalizzazione


Research Affiliates, società leader nello sviluppo di analisi sull'asset allocation, ha condotto uno studio sul mercato automobilistico globale, prendendo in considerazione l'andamento dei principali player sul mercato – tradizionale e elettrico – negli ultimi tre anni. L'industria automobilistica globale ha aumentato del 70% la propria capitalizzazione arrivando a valere $2,16 mila miliardi. È interessante notare come tale performance sia da attribuirsi quasi esclusivamente agli ultimi dodici mesi. Il biennio 2018-2019 infatti ha comportato una perdita di valore per il settore, calo che è stato assorbito quasi esclusivamente dalle case automobilistiche tradizionali: il valore di mercato degli specialisti dei veicoli elettrici è rimasto invariato, per poi salire alle stelle nel 2020. Gli otto produttori di veicoli elettrici analizzati sono arrivati, dopo una crescita anno su anno del 618%, alla soglia dei mille miliardi di dollari: quasi quanto il valore combinato del comparto tradizionale (1,1 miliardi di dollari). Tuttavia, i ricavi di queste società non sono andati di pari passo con gli utili. Anzi. I ricavi totali sono rimasti a una piccola frazione (1/42) di quelli generati dalle case automobilistiche tradizionali.
Gran parte di questo risultato è imputabile alla sola Tesla. La società di Elon Musk è entrata a far parte delle prime 10 società al mondo per valore di mercato, raggiungendo il valore di $752 miliardi: il 75% del valore di mercato totale del gruppo elettrico e il 35% del valore di mercato dell'intero settore automobilistico. Ma anche escludendo Tesla dal computo della capitalizzazione di mercato, il valore di mercato combinato delle altre sette società di veicoli elettrici è di 268 miliardi di dollari, un terzo del valore di Tesla. Cosa si potrebbe comprare con tale cifra? Sia Toyota, la più grande casa automobilistica tradizionale per capitalizzazione di mercato ($ 228 miliardi a fine gennaio 2021) sia Ferrari, la casa automobilistica più redditizia. 268 miliardi di dollari è anche la capitalizzazione di mercato approssimativa di tutte le principali case automobilistiche tedesche - Volkswagen, Daimler e BMW - che insieme rappresentano il 17,6% delle vendite del mercato automobilistico globale.

Guadagni stellari: sono giustificati?


I numeri della capitalizzazione riflettono i grandi guadagni registrati dagli investitori che hanno scommesso sull'elettrico. Research Affiliates ha confrontato i guadagni che si sarebbero ottenuti investendo in ciascuna delle più grandi società automobilistiche pubbliche (1 febbraio 2020 – 31 Gennaio 2021). Per quanto riguarda le case automobilistiche tradizionali, sette non hanno recuperato completamente le perdite indotte dal covid, otto hanno invece più che raddoppiato il loro prezzo borsistico. Il valore di mercato di tutti gli otto specialisti di veicoli elettrici è invece più che raddoppiato: tre di queste hanno registrato performance nell'ordine dei tre zeri. Le azioni di Nikola, un produttore di camion a emissioni zero senza un piano chiaro su quando inizierà effettivamente a vendere autocarri, sono cresciute del 2800%; quelle di Nio, una start-up cinese di veicoli elettrici fino a poco tempo fa sull'orlo del collasso, del 2150%; quelle di Arcimoto, il produttore di veicoli elettrici a tre ruote, del 1770%. Come è logico dedurre da tali numeri, il rapporto prezzo/vendite per queste società è schizzato: il multiplo per Tesla nell'ultimo anno è stato di 28 volte, una distanza siderale rispetto al rapporto medio di 1,1 delle case automobilistiche tradizionali. Tesla non è l'unica né tantomeno la peggiore. Nicola Motor, fondata nel 2015, con ricavi quasi nulli e nessuna produzione effettiva fino ad oggi, ha un prezzo di 22.000 volte le vendite. Electra Meccanica, anch'essa fondata nel 2015, il primo produttore del veicolo elettrico a tre ruote, ha un prezzo di 600 volte le vendite.

Sarà una grande delusione per il mercato?


Tutti questi dati dovrebbero fare riflettere gli investitori: il mercato sta prezzando le società di veicoli elettrici come se fossero tutte destinate a diventare monopoli. Un risultato impossibile dato la rivalità tra queste società: la somma delle parti non può essere maggiore del totale. Per di più considerando che si tratta di un settore tecnologico ad alta intensità di capitale, dove la concorrenza consuma i margini di profitto. Se dunque il valore di Tesla – un terzo della capitalizzazione di tutto il settore automobilistico – riflette l'aspettativa degli investitori che in futuro la società di Musk guadagnerà quanto Ferrari e produrrà quanto Toyota, ciò si dovrebbe accompagnare all'aspettativa in senso contrario in termini di quota di mercato sulle varie Nio, Nikola e Arcimoto. Come si è visto ciò non accade; anzi: nuove società come XPeng e Li Auto hanno rispettivamente un prezzo di 47 volte e 52 volte le vendite, quasi il doppio del multiplo di valutazione di Tesla. La grande delusione del mercato potrebbe non essere troppo lontana.

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