Unigestion, nel 2020 più selettivi ed esigenti – We Wealth

Livia Caivano
Livia Caivano
13.12.2019
Tempo di lettura: 3'
Cosa succederà il prossimo anno? Intervista a Olivier Marciot director, senior portfolio manager e cross asset solutions di Unigestion

"L'azione delle banche centrali ha consentito un atterraggio così morbido e queste continueranno a fornire supporto nel prossimo futuro, limitando la volatilità degli eventi"

"Privilegiamo gli asset emergenti rispetto ai loro omologhi sviluppati e i titoli che pagano dividendi, il cui valore sembra molto interessante alla luce delle nostre aspettative di crescita economica futura, più costruttiva della media di mercato"

Quali rischi vede sul panorama macroeconomico? 

L'attuale scenario economico può essere sintetizzato come una combinazione di crescita soddisfacente, bassa inflazione e sostegno monetario accomodante. I nostri indicatori economici proprietari (Nowcaster) al momento indicano un basso rischio di recessione e una stabilizzazione del momentum, dopo la brusca e sincronizzata decelerazione verificatasi dal quarto trimestre 2018. L'azione delle banche centrali ha consentito un atterraggio così morbido e, a nostro avviso, queste continueranno a fornire supporto nel prossimo futuro, limitando la volatilità degli eventi. Il sentiment dei mercati è migliorato notevolmente nel corso dell'anno, e ancor di più recentemente, dopo che le tensioni commerciali si sono allentate, soffiando un vento di ottimismo tra gli investitori e alimentando un mercato “toro” con vitamine fresche.
Dove cercare il rendimento? O è invece preferibile tenere un atteggiamento prudente?

In questo contesto la nostra preferenza va agli asset legati alla crescita e più in particolare all'azionario. Tuttavia, dopo che le valutazioni si sono apprezzate per gli asset di rischio e il sentiment del mercato è salito su livelli più elevati, abbiamo iniziato a coprire parzialmente questo sovrappeso nell'azionario e nel credito con strutture opzionali per i futures sulle azioni. Inoltre, riteniamo che sia iniziata la rotazione tra e all'interno delle varie asset class. In questa fase avanzata del rally sono da preferire i segmenti “ritardatari”, meno costosi e ricercati. Privilegiamo gli asset emergenti rispetto ai loro omologhi sviluppati e i titoli che pagano dividendi, il cui valore sembra molto interessante alla luce delle nostre aspettative di crescita economica futura, più costruttiva della media di mercato.

 
Gestione attiva vs passiva: lo scontro si inasprirà il prossimo anno?

Questo scenario pone le premesse affinché i gestori attivi possano mettere in ombra le strategie passive, in quanto discriminazione e dispersione aumenteranno nei prossimi mesi. Il 2019 è stato un altro anno che ha visto un rally “di qualsiasi cosa” guidato dalle banche centrali, dove la parte più difficile è stata quella di rimanere investiti e resistere alle tentazioni di chiamate irrazionali ed entusiasmanti del mercato. Guardando avanti, ora che le aspettative verso l'azione dei policy maker sono più basse, aumenterà la necessità di essere più selettivi ed esigenti, così come la necessità di allocazioni agili e dinamiche.

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