Unicredit rivede i massimi da febbraio: il punto sul titolo

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Alberto Battaglia
22.9.2022
Tempo di lettura: 3'
Un ultimo mese nel segno della ripresa, rafforzato da dichiarazioni "toro" dell'ad Andrea Orcel sul 2023 accendono l'interesse del mercato sulle azioni Unicredit

Il titolo Unicredit, con un'altra seduta esuberante (+5,3%) è tornato ai massimi dal 28 febbraio e prova a recuperare le massicce perdite arrivate nei giorni immediatamente successivi all'inizio del conflitto in Ucraina. Negli ultimi sei mesi la banca guidata da Andrea Orcel ha recuperato il 16%, anche se il picco pre-guerra del 10 febbraio richiederebbe un ulteriore slancio del 39% circa, rispetto agli attuali livelli (22 settembre).

Le ragioni dell'ultimo rialzo sono legate al miglioramento delle stime sui risultati attesi dal gruppo nel 2023, anticipato dall'ad Andrea Orcel nel corso della della conferenza di BofA Merrill Lynch

Orcel ha rassicurato gli investitori sulle prospettive dei conti anche in caso di recessione - uno scenario che, per l'Eurozona, la stragrande maggioranza degli economisti ha già messo in conto fra fine anno e inizio 2023. "Se ci sarà una grave recessione siamo pronti ad affrontare ogni shock e ad avere performance migliori della media dei nostri competitor", ha dichiarato Orcel ribadendo che gli obiettivi "verranno raggiunti" anche nello scenario di contrazione economica. 

"Nonostante i rialzi dei tassi osservati nel corso del 2022, le banche, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, si sono mosse in linea con gli indici azionari di riferimento", ha dichiarato a We Wealth Edoardo Fusco Femiano, consulente finanziario e fondatore di DLD Capital Scf, "le valutazioni restano ad oggi interessanti, con un Price to Book Value intorno allo 0,5 ed un dividend yield nel range del 5-6% per i principali player europei". Numeri interessanti sotto il profilo dell'analisi fondamentale che mostrerebbero un'occasione d'acquisto finora "poco attenzionata" a livello settoriale da parte del mercato, ha aggiunto Fusco Femiano.


"La maggior avversione al rischio su questo settore è stata data in primis dallo scoppio del conflitto in Ucraina e, successivamente, dalla prospettiva di un rallentamento economico", ha dichiarato il consulente. Le autorità di vigilanza finanziaria europee, del resto, avevano recentemente indicato come l'arrivo del rallentamento economico avrebbe avuto un impatto sulla qualità del credito e lo stesso Andrea Enria, capo della vigilanza Bce, questa settimana ha invitato le banche ad accantonare più risorse, mettendo in conto un andamento dell'economia più negativo.

"Unicredit, insieme ad Intesa, sta cercando di dare maggior visibilità agli investitori soprattutto sul piano della redditività futura, sul quale tuttavia Intesa offre maggiori garanzie, nonostante Unicredit abbia lanciato un buyback su circa il 10% del capitale", ha affermato Fusco Femiano, "per la banca di Orcel saranno importanti i dati del terzo trimestre, dove vedremo se ci saranno aggiornamenti sul fronte del payout ratio, oggi è atteso per l’anno al 35%.

Unicredit, il dossier tedesco delle fusioni

Altro punto di grande interesse per il mercato sarà la strategia che Unicredit adotterà sulle acquisizioni - un tema che, alle giuste condizioni, Orcel ha sempre tenuto vivo nell'agenda della banca. In un'intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, Orcel ha dichiarato che la controllata Hypo-Vereinsbank vede operazioni di M&A come un "acceleratore" per  "creare valore nelle giuste condizioni... Un aumento significativo della nostra quota di mercato in Germania sarebbe positivo per Unicredit nel suo complesso". 

Orcel apre "un possibile risiko bancario che ha come obiettivo la Germania dove Unicredit è già presente con la controllata Hypo-Vereinsbank; un rafforzamento della propria quota di mercato nel paese potrebbe generare un effetto positivo anche per il titolo che a Piazza Affari sta vivendo un periodo di forti acquisti", ha dichiarato a We Wealth Federico Vetrella, Market Strategist di IG Italy. "Riteniamo dunque che l’assidua ricerca di Unicredit per una possibile fusione aziendale sia dettata principalmente dall’ad Orcel, esperto nelle operazioni di M&A, che ora intende creare un gruppo bancario pan-europeo con solide basi in un più ampio spettro di competenze". In questa logica "un’integrazione orizzontale con un partner affidabile potrebbe aiutare la banca italiana a diventare un leader nel settore bancario europeo". Sulla Germania l'ipotesi di accordo con Commerzbank, trapelate lo scorso maggio non sono più riemerse. 


Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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