Tetti di vetro: guadagneremo meno dei nostri genitori

Teresa Scarale
Teresa Scarale
28.8.2020
Tempo di lettura: 3'
Più i tuoi sono ricchi, meno guadagnerai. Quasi una legge probabilistica che trova conferma in tutte le generazioni che si sono susseguite dagli anni '80 a oggi. Tecnologia e sindacati deboli gravano sulla crescita salariale, principale traino del benessere. Ma un tocco roseo nel panorama c'è

Se per i nati da famiglia ricca negli anni '40 la probabilità di avere fortune ancora maggiori era del 41%, per i nati negli anni '80 questa tonfa all'8%. E le cose non vanno meglio per la classe media

In 54 anni gli stipendi sono cresciuti solo dell'11,7%

L'indice di Gini, misura principe della disparità nella distribuzione del reddito, segna per gli Usa iil valore più elevato fra i Paesi del G7

Guadagnare di più dei propri genitori è stata una regola fino all'inizio degli anni '80. La mobilità verso le classi sociali più elevate era la speranza “certa” delle madri e dei padri per i propri figli. Poi, qualcosa è cambiato. Per ogni nuova generazione diventa sempre più difficile eguagliare e superare il reddito di chi li ha messi al mondo. Il grafico di Visual Capitalist è impietoso:
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Courtesy Visual Capitalist
Il grafico illustra la probabilità che un trentenne Usa ha di guadagnare più dei propri genitori a seconda della ricchezza di questa ultimi. Al salire del reddito della famiglia di provenienza, crolla la probabilità che i loro eredi abbiano una vita più ricca della loro. Ciò vuol dire che i nati in famiglie ricche sono quelli che hanno minor probabilità di guadagnare più dei propri genitori. Se per i nati da famiglia ricca negli anni '40 la probabilità di avere fortune ancora maggiori era del 41%, per i nati negli anni '80 questa tonfa all'8%. E le cose non vanno meglio per la classe media: se negli anni '40 i giovani avevano una probabilità di fare meglio del 93%, negli anni '80 la percentuale è calata al 45%.
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Quali sono le ragioni dell'ascensore sociale bloccato? Innanzitutto la lenta crescita degli stipendi: in 54 anni, si è avuto un magro +11,7%. La difficoltà di passare a una classe economica superiore a quella di provenienza risiede nella stagnazione salariale (vedere alla voce mancata inflazione), ribadiscono gli analisti. Ma perché gli emolumenti – soprattutto quelli dei lavoratori meno istruiti – stentano a crescere? Per lo scarso potere sindacale, per il progresso tecnologico.
È però anche vero che molti beni di consumo sono diventati più accessibili, si pensi all'elettronica. In questo senso, le nuove coorti godono di un maggior benessere rispetto alle precedenti. Tuttavia, sono molto aumentati i costi di servizi essenziali come sanità e istruzione. Ma soprattutto si è acuita la diseguaglianza nella distribuzione del reddito fra classi sociali. L'indice di Gini, misura principe della disparità nella distribuzione del reddito (0 piena uguaglianza, 1 massima disuguaglianza), segna lo 0,434 per gli Usa. Si tratta del valore più elevato fra i Paesi del G7. I dati di Visual Capital riguardano gli Usa, ma si possono applicare anche all'Europa e al mondo occidentale in generale:
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E il sogno americano? L'American Dream si basa sull'assunto che chiunque può raggiungere (almeno) la classe sociale successiva. La mobilità sociale verso l'alto dipende da una crescita economica sostenuta e diffusa. Due aspetti che sono venuti a mancare negli ultimi decenni. C'è però un segnale positivo: guardando al grafico che segue, si potrà osservare la classe media superiore (upper middle class) dal 1967 al 2016 è cresciuta dal 6% al 33%. Contestualmente, la classe media si è ridotta dal 47% al 36%, mentre la classe media inferiore (lower middle class) è passata dal 31% al 16%. I dati sembrano raccontare che il sogno americano è ancora vivo, solo che raggiungerlo è diventato più difficile.
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