Tecnologici Usa, investire guardando ai bilanci (solidi)

Sofia Fraschini
10.6.2022
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Il sell-off di settore è una normalizzazione delle valutazioni data dalla nuova politica della Fed e dalla fine della pandemia. Ma può essere anche un'occasione d'entrata. I settori e i titoli a cui guardare

I titoli tecnologici a stelle e strisce sono quotati al Nasdaq. Un mare magnum di possibili investimenti tra i quali è difficile orientarsi.

Ma il  settore tecnologico offre ottime opportunità sul piano dei fondamentali:  società con tassi di crescita dei ricavi intorno al 30%-50% annuo, alta marginalità e prospettive di sviluppo importanti

Dopo quasi un decennio di sovraperformance annuale dei titoli tecnologici, favoriti dalla mancanza di crescita degli utili, dai bassi tassi e dalla pandemia, il trend è cambiato. Tra i titoli tecnologici, hanno sofferto di più le società a più alta crescita, più costose e meno redditizie. Ma è proprio ora che alcune valutazioni sono state ridimensionate che si potrebbero cogliere delle opportunità con il supporto di un consulente finanziario.
D'altra parte, l'S&P500 è composto per il 28% da titoli tecnologici, anche se la sua cosiddetta tech-dominance è molto influenzata da titoli legati ai servizi finanziari, che, come tali, dovrebbero essere riclassificati nel 2023. “Il peso del settore tecnologico sull'indice ha influenzato positivamente la performance negli anni post grande recessione, e anche nella correzione del 2020, ha favorito la tenuta dell'indice”, commenta Edoardo Fusco Femiano, fondatore di DLD Capital SCF spiegando che “oggi siamo nel pieno di una grande rotazione, da Growth a Value, e la propensione degli investitori verso il settore tecnologico si è rapidamente ridotta: infatti, ad oggi, il Nasdaq è l'indice che ha sperimentato la maggior flessione dai massimi storici di gennaio 2022”. Tuttavia, questi sell-off possono essere anche considerati occasioni di ingresso per chi vuole investire.

I conti tornano


La situazione dei titoli tecnologici andrebbe infatti letta più in profondità. “Se guardiamo ai recenti numeri emersi dalle trimestrali, quelli dei titoli tecnologici non sono stati deludenti e questo stato di cose è valso sia per le large, sia per le mega-cap, sia per i titoli a minor capitalizzazione. Sul piano economico e finanziario le megacap hanno evidenziato più luci che ombre, ma il mercato da tempo aveva incorporato nei prezzi aspettative molto alte: non dimentichiamoci che i titoli tecnologici, FAANG  (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) in primis, per molti mesi hanno sostenuto gli indici grazie alla loro forza relativa, pur non brillando per performance dei prezzi. In questo senso, Amazon è l'esempio più lampante” spiega Femiano. Sul lato delle small cap, queste vengono fondamentalmente giudicate dalla capacità di crescere sul fronte dei ricavi e, in questo senso, il primo trimestre ha confermato i numeri attesi: anche l'outlook fornito dal management non sembra risentire dei cambiamenti del contesto di fondo che abbiamo osservato in questi mesi. “Certamente – spiega l'esperto - la compressione dei multipli viene dalla normalizzazione del quadro monetario, la nuova politica della Fed. Ma una flessione di queste dimensioni implicherebbe un peggioramento strutturale del business che, oggettivamente, non si ritrova nei numeri societari”.

Le prospettive


Insomma, quello attuale è un quadro molto diverso rispetto alla flessione del 2002-2003, dove invece il peggioramento delle prospettive del business in molti casi si rivelò reale. “Per essere molto chiari: il mercato ha liquidato violentemente un po' tutto, penalizzando titoli che nei prossimi anni potranno fare molto bene in ragione di business solidi e con alta marginalità”, spiega Fiemano.

I titoli a cui guardare


I titoli tecnologici a stelle e strisce sono quotati al Nasdaq. Un mare magnum di possibili investimenti tra i quali è difficile orientarsi. Al momento, l'esperto suggerisce, più che guardare di FAANG, di prendere a riferimento il libro di Scott Galloway, the Four (Apple, Amazon, Facebook e Google), dove sono indicati i tratti i comuni che queste società hanno sul piano industriale: global business, con la possibilità di entrare rapidamente in molti settori, diventandone leader o, in ogni caso, main players. Da escludere Netflix, il cui modello di business da molti anni è esposto ad una concorrenza molto forte, che ne attacca il posizionamento di mercato e la profittabilità.

I settori di nicchia


Il settore tecnologico offre poi ottime opportunità sul piano dei fondamentali di business: parliamo di società con tassi di crescita dei ricavi intorno al 30%-50% annuo, alta marginalità e prospettive di sviluppo importanti. Oggi questi titoli sono stati oggetto di un violento sell-off e scambiano su multipli inferiori a quelli di titoli prettamente difensivi come i consumi di base. “In particolare, si tratta dei settori legati allo sviluppo di software, all'e-commerce e al fintech” : tutti ambiti con ottimi fondamentali.

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