I tassi Bce si preparano allo smaltimento del debito

Teresa Scarale
Teresa Scarale
22.4.2021
Tempo di lettura: 3'
La ripresa latita e, come da attese, Christine Lagarde ha lasciato fermo il pilota automatico della sua politica monetaria ultra accomodante: tassi invariati, così come i programmi di acquisto titoli. Un mix che si prepara a tenere basso il costo del debito pubblico anche per paesi come l'Italia, che viaggia verso un rapporto debito/pil del 160-170%. Ma fino a quando sarà possibile? Ne abbiamo parlato con il professor Tommaso Monacelli dell'Università Bocconi

La Bce lasciato invariati i suoi i programmi di sostegno e i tassi di interesse: il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%

Ma più passa il tempo, più la Bce dovrà fare i conti con il livello di indebitamento dei paesi dell’eurozona. Anche se non c’è ancora enfasi su questo punto, è chiaro che la Banca centrale sta trattando in maniera simmetrica inflazione e condizioni di finanziamento

L'insistenza che tutto il board ha da dicembre sul mantenimento delle condizioni favorevoli di finanziamento «non ha a che fare solo con la ripresa, ma con il servizio del debito»

La Banca centrale europea è rimasta ferma sulle sue posizioni super accomodanti (il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%). Né sarebbe potuto essere diverso, date le prospettive che permangono «nuvolose», per dirla come la sua presidente Christine Lagarde. La causa della domanda debole e della sfiducia dei consumatori si annida nella recrudescenza del covid e delle sue varianti e nell'andamento non lineare del piano vaccinale. Lo scopo della politica monetaria europea resta quello di «ridurre l'incertezza», dice Lady Euro (ormai l'incertezza ha preso il posto dell'inflazione nelle dichiarazioni d'intento). E lo fa ribadendo che il programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pepp) dalla capienza di 1850 miliardi di euro resterà almeno fino a fine marzo 2022, «e in ogni caso fino alla fine della pandemia».
Come nelle scorse conferenze, la presidente Bce dichiara che il pacchetto emergenziale «verrà usato tutto solo se necessario» e che in ogni caso Francoforte «continuerà a sostenere la ripresa economica». Ma «il vero problema è il debito sovrano che gli Stati Ue stanno accumulando», osserva il professor Tommaso Monacelli dell'Università Bocconi, raggiunto da We Wealth. «Più passa il tempo, più la Bce dovrà fare i conti – più che le altre banche centrali – con il livello di indebitamento dei paesi dell'eurozona». Anche se non c'è ancora enfasi su questo punto, è chiaro che la banca centrale (alle prese con un processo di revisione della sua politica monetaria di cui non si sa nulla e che dovrebbe terminare in autunno) «sta trattando in maniera simmetrica inflazione e condizioni di finanziamento».
Si è «sdoganata questa fraseologia delle favourable financing conditions» per mantenere condizioni ottimali del credito su tutta la filiera. Per come funziona l'economia europea, la facilità di accesso al credito per famiglie e imprese è cruciale. «Per la Bce presto si porrà il dilemma stringente se continuare o meno con l'acquisto dei titoli sovrani degli Stati membri Ue. Anche la sola decelerazione degli acquisti, per paesi come l'Italia (con un debito al 160-170%), comporterà momenti di tensione: i tassi tenderanno a salire, mettendo pressione sul costo del debito».

Per continuare a sostenere il costo del debito con tassi bassi, la Bce «avrà bisogno di 'un nuovo dizionario' in modo da poter continuare a giustificare l'acquisto di titoli». L'insistenza che tutto il board ha da dicembre sul mantenimento delle condizioni favorevoli di finanziamento «non ha a che fare solo con la ripresa, ma con il servizio del debito». Sarà un momento critico per i paesi che «si troveranno non solo con uno stock di debito elevatissimo, ma magari con governi populisti» poco inclini a sostenerne la gravità e a invertirne la dinamica.
Nella conferenza stampa del 22/04/2021, Lagarde ha confermato anche il reinvestimento degli interessi sul debito almeno fino a fine 2023. Oltre al programma Pepp, quello App (istituito da Draghi) continuerà, al ritmo di 20 milioni di euro al mese. Il Tltro3 ha avuto un ruolo cruciale nel supportare i prestiti bancari a imprese e famiglie, meno inclini a richiedere mutui per l'acquisto dell'abitazione. «L'attività economica nel quarto trimestre 2020 si è ridotta dello 0,7%», così come nel primo trimestre 2021. «Tuttavia nel secondo trimestre potrebbe esserci il punto di svolta», ha aggiunto la numero uno dell'Eurotower. Le misure di confinamento limitano ancora la ripresa dei servizi. Il consumo al dettaglio è salito a febbraio, ma è ancora sensibilmente inferiore ai livelli pre-pandemia.

Quanto alle sinergie col Next Generation Eu, Christine Lagarde risponde a chi glielo chiede che «tutti devono fare il proprio lavoro. Il nostro mandato è quello che riguarda la stabilità dei prezzi: siamo complementari alla Commissione nello svolgimento dei nostri mandati». E poi aggiunge che deve essere operativo senza ritardo.
caporedattore

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