Spread e inflazione, riunione Bce fra incudine e martello

Alberto Battaglia
20.7.2022
Tempo di lettura: 5'
L'entità del rialzo dei tassi non viene data più per scontata, mentre la situazione politica italiana aumenta le attese sui dettagli dello scudo anti-spread

A giustificare la grande attesa sulla riunione Bce del 21 lugli è l'incertezza che ancora aleggia su quella che sarà la portata del rialzo dei tassi e la potenza di fuoco dello scudo anti-spread.

Anche se la mossa preannunciata in via ufficiale dal board ha delineato un rialzo “soft” da 25 punti base, nelle ultime ore sono trapelate indiscrezioni su una discussione aperta anche a un rialzo da mezzo punto

Il 21 luglio la Bce si appresta ad affrontare una delle più attese riunioni della sua storia recente, con l'obiettivo di affrontare due questioni di scottante attualità: dare una risposta contro la crescita forsennata dei prezzi e e fornire dettagli sulla messa in sicurezza dei costi di finanziamento per gli stati più indebitati dell'Eurozona che, con la stretta monetaria, rischiano di lievitare oltre misura. Ci si aspetta, dunque il primo rialzo dei tassi dal 2011, ma anche la presentazione di un sistema che sia in grado di moderare l'allargamento (in una certa misura fisiologico) degli spread sui rendimenti del debito pubblico. A giustificare la grande attesa è l'incertezza che ancora aleggia su quella che sarà la portata del rialzo dei tassi e la potenza di fuoco di questo scudo anti-spread.

 

Anche se la mossa preannunciata in via ufficiale dal board ha delineato un rialzo “soft” da 25 punti base, i verbali Bce della riunione di giugno avevano mostrato come alcuni membri avessero sponsorizzato un inasprimento da 50 punti base. Le ultime indiscrezioni trapelate da alcune fonti riservate raggiunte da Reuters hanno confermato l'impressione che il Consiglio direttivo non procederà con il pilota automatico, ma che discuterà attivamente la possibilità di un rialzo da mezzo punto già dalla riunione del 21 luglio. “E' un'indiscrezione che potrebbe essere guidata dalla parte più 'falco' dell'Istituto, alla luce del forte rialzo dell'inflazione”, ha commentato il chief global strategist di Intermonte Sim, Antonio Cesarano. A giugno l'inflazione dell'Eurozona, secondo il dato definitivo Eurostat, è aumentata dell'8,6% allargando ulteriormente il ritmo dei rincari osservato a maggio (8,1%).


Lo scenario più probabile, però, è che il board si manterrà fedele alle comunicazioni ufficiali dei giorni scorsi: “La riunione della Bce del 21 luglio non dovrebbe riservare grosse sorprese sul fronte dei tassi”, ha dichiarato Cesarano, per il quale ci sarà un intervento da 25 punti base “con elevata possibilità di un rialzo di 50 punti base nella riunione di settembre”. Muovendosi “in questo modo, la Bce riuscirebbe anche a prendere tempo per capire esattamente come evolverà la situazione sul fronte delle forniture di gas russo prima dell'inverno”.

Dello stesso avviso anche Filippo Diodovich, senior market strategist di IG, “inevitabilmente ci sarà una lunga discussione sul programma di rialzo del costo del denaro ma la nostra view è che la Bce manterrà gli impegni presi dalla forward guidance con un rialzo di 25 punti base e si manterrà flessibile per i prossimi rialzi”. Secondo Diodovich “le pressioni inflazionistiche sono molto elevate e non sembrano aver raggiunto ancora il picco”  e nel caso dovessero crescere ancora “ci aspettiamo che la Bce possa anche decidere di accelerare notevolmente i rialzi dei tassi di interesse: non solo un aumento di 50 punti base ma anche una possibile scelta di 75 punti base”.

La partita sullo scudo anti-spread

Mentre in Italia le tensioni politiche hanno raggiunto un nuovo punto possibile rottura alimentando una temporanea ripresa dello spread Btp-bund (poi rientrata), è salita ulteriormente l'attesa sullo strumento che la Bce utilizzerà per disinnescare eventuali speculazioni sui debiti pubblici della periferia d'Europa. 


Quali condizioni permetteranno alla Bce di sbloccare gli acquisti aggiuntivi sui titoli bersagliati dagli investitori: questa la domanda fondamentale sulla quale il board è chiamato ad esprimersi. Il compito, non semplice, è riuscire a far passare questo meccanismo come un elemento necessario per la trasmissione della politica monetaria e, dunque, ricomprenderlo nel mandato Bce sulla stabilità dei prezzi. 


“Sarà importante che la Bce presenti il piano” sullo scudo anti-spread, “già il 21 luglio, ipotesi in parte messa in discussione da alcune recenti indiscrezioni della stampa”, ha commentato Cesarano. “Se, come probabile, il piano verrà presentato, il focus sarà soprattutto sul dimensionamento (auspicando che la Bce lo renda esplicito) e sulle condizionalità”, ha aggiunto lo strategist di Intermonte, “con riferimento a quest'ultimo tema, l'ipotesi è che le condizioni facciano riferimento a fattori in parte già in essere, come ad esempio il rispetto dei criteri per l'accesso ai fondi dei vari recovery plan nazionali e/o dei criteri del patto di stabilità e crescita, una volta che terminerà la sua sospensione tuttora in essere”. 


Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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