Sostenibilità: ecco cinque miti esg da sfatare

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
13.5.2021
Tempo di lettura: 3'
L'investimento esg è uno specchietto per le allodole, non genera rendimento, è una moda dei millennials... Ecco cinque miti in tema di sostenibilità da sfatare (o confermare)
Il mondo degli investimenti sta diventando sempre più verde e inclusivo. Il covid ha dato il cambio di marcia. Gli afflussi di capitale registrati a livello globale dai fondi esg nel primo trimestre del 2021 sono stati pari a 2 mila miliardi: più di quanto registrato negli ultimi quattro trimestri consecutivi. Ma, come il CFA Institute evidenzia, quando si parla di sostenibilità credere in falsi miti è molto facile: solo il 33% degli investitori professionali intervistati ritiene di avere conoscenze sufficienti in merito. Un'infografica di Msci, ripresa dal sito visualcapitalist, ha sfatato 4+1 dei miti esg che vanno per la maggiore.

Investire esg non genera rendimento


Falso. Considerando il periodo di tempo tra maggio 2013 e novembre 2020, le società ad elevato rating esg hanno generato l'1,31% in più rispetto al loro benchmark di riferimento, mostrando per di più una sostenuta crescita degli utili. Di contro le società con basso rating hanno registrato una sottoperformance dell'1,25%, riflettendo una crescita degli utili non adeguata. Uno studio del CFA Institute mostra che il 35% degli investitori professionisti investono in esg per migliorare i loro rendimenti finanziari.

Gli investitori sono esg di facciata, ma non di fatto


Falso. Gli asset in gestione (Aum) investiti negli etf a vocazione esg sono cresciuti da 6 miliardi di dollari a 150 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2020: una crescita del 2500%. Il tema a cui sono più sensibili i money manager è quello del cambiamento climatico in crescita del 39% nel biennio 2018 al 2020, con masse gestite pari a 4,19 mila miliardi di dollari. Seguono quello della corruzione (crescita del 10% a 2,44 mila miliardi), di governance (crescita del 66% a 2,39 mila miliardi), fonti rinnovabili (crescita del 81% a 2,38 mila miliardi) e retribuzione dei dirigenti (crescita del 122% a 2,22 mila miliardi).

La tematica esg elimina interi settori dai portafogli


Non necessariamente. Dipende dalla strategia del fondo. In Nord America per esempio, il 51% degli etf esg segue una strategia di integrazione della sostenibilità per supportare i rendimenti a lungo termine. Di contro il 22% di questi etf investe attuando uno screening di sostenibilità su ciascuna società e dunque settori come alcol, tabacco e petrolio difficilmente saranno presenti in portafoglio. In secondo luogo, generalmente le aziende sono valutate su base settoriale: si scelgono i leader a livello di sostenibilità e si lasciano perdere gli altri.

Solo i millennials investono esg


Falso. Sebbene l'investimento esg sia molto popolare tra i millennial, anche le altre generazioni vedono di buon occhio la sostenibilità. Nel 2019 uno studio di US SIF Foundation ha rilevato che l'85% della popolazione generale ha espresso interesse per questa tipologia di investimento.

L'investimento esg è qui per restare


Vero. In crescita del 28% solo nel 2020 oltre 3 mila firmatari si sono impegnati a rispettare i principi di investimento responsabile delle Nazioni Unite. A questi  si sono aggiunte 313 organizzazioni internazionali nel primo trimestre del nuovo anno. Da un punto di vista degli investimenti, centrale è la maggiore accessibilità all'investimento responsabile. Nell'ultimo decennio, il numero globale di etf esg è cresciuto da 46 a 497.

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