Settembre, il mese nero per Wall Street

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
1.9.2022
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Storicamente settembre è il mese peggiore di tutti per Wall Street. Ma se i mercati andranno giù non sarà per colpa della stagionalità

Dal 1950 ad oggi settembre è stato il mese con la peggiore performance dell'anno per il Dow Jones Industrial Average, l'S&P 500 e il Russell 1000

Due sono le tesi che supportano questa stagionalità: gli investitori prendono profitto a fine estate e i fondi scaricano le azioni in vista della chiusura dell’anno fiscale

Dopo aver toccato i minimi a giugno, i mercati sono stati protagonisti di un rally estivo che li ha portati a recuperare parte del terreno perso durante l’anno. Cosa aspettarsi nel prossimo mese? A ben vedere settembre non è un periodo favorevole agli investitori, anzi. Storicamente si tratta del mese in cui i principali indici azionari statunitensi sono andati peggio. 

Le performance negative di settembre

 

Come riporta Marketwatch, dal 1950, settembre è stato il mese con la peggiore performance dell'anno per il Dow Jones Industrial Average, l'S&P 500 e il Russell 1000 e il peggiore per il Nasdaq dal 1971 e per il Russell 2000 dal 1979. Le magre performance dei mercati a settembre inoltre sembrano essere più frequenti quando agosto si è chiuso in territorio negativo, come quest’anno. Mercoledì, ultimo giorno di contrattazioni del mese, le azioni hanno subito la quarta perdita consecutiva, lasciando l'S&P 500 in calo del 4,2% il Dow del 4,1% e il Nasdaq del 4,6% per il mese. "Quando l'S&P è stato in ribasso ad agosto, l'indice ha registrato un calo medio del 3,4% a settembre, mentre è stato piatto quando l'indice era in rialzo" hanno scritto gli analisti di Bespoke Investment Group che hanno aggiunto “Da settembre a dicembre inoltre l’S&P ha registrato in media una perdita dell'1,2% quando è arrivato a settembre con perdite da inizio anno e un guadagno del 3,3% quando è arrivato a settembre in rialzo". 

 

Le tesi della stagionalità 

 

Due sono le tesi che supportano la stagionalità negativa di settembre: gli investitori a fine estate tendono a prendere profitto e i fondi d’investimento scaricano le azioni in vista della chiusura dell'anno fiscale. Tuttavia a ben vedere, queste tesi non hanno basi solide. Se il primo behavorial bias fosse vero, si dovrebbe osservare lo stesso fenomeno differito di sei mesi nell'emisfero meridionale: cosa che non accade. In Sudafrica, per esempio, l'estate va da dicembre a marzo. Guardando le performance del FTSE Sudafrica dal 1988, aprile risulta essere il migliore mese di tutti. Anche la chiusura dell’anno fiscale non sembra essere sufficiente a spiegare i mesti risultati di settembre. Infatti non si nota una significativa differenza di rendimenti generati prima del 1986 e dopo il 1986, anno in cui tutti i fondi d'investimento sono stati obbligati ad adottare lo stesso anno fiscale. 


L'inflazione non si ferma


Dunque, è probabile che se settembre sarà un mese ancora in rosso non sarà tanto da imputarsi al passato quanto invece al presente. Il quadro macroeconomico non è infatti dei migliori. Da Jacksone Hole, non sono arrivate le rassicurazioni che si aspettavano i mercati. L’inflazione è una battaglia che non può essere persa. In altre parole, i tassi resteranno elevati ancora a lungo, il che potrebbe frenare ulteriormente l’economia. 

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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