Seminconduttori, carburante per la crescita di Cina e Asia

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Mike Biggs, Investment manager delle strategie obbligazionarie Local Emerging Market di GAM Investments, nella sua ultima nota sottolinea il ruolo dei semiconduttori nella spinta alla crescita di Cina ed Asia
Sono i semiconduttori ad alimentare principalmente la crescita della Cina e dell'Asia. Il volume delle esportazioni asiatiche infatti tende ad essere correlato con le vendite di semiconduttori. Indicatore di questo fenomeno è il prezzo delle Dram (dynamic random-access memory), le quali seguono l'indice Pmi della Cina, seppur con un certo ritardo. L'analisi è di Mike Biggs, Investment manager delle strategie obbligazionarie Local Emerging Market di Gam Investments.

Secondo l'analista, per una ripresa della crescita dei volumi delle esportazioni in Cina e negli emergenti è necessario un aumento delle vendite di semiconduttori. E si attende che questo si verifichi nel terzo trimestre dell'anno. I volumi delle esportazioni mondiali infatti sono ai minimi del periodo successivo alla crisi. Del resto la produzione industriale globale si è ridotta, soprattutto a causa del rallentamento nei mercati emergenti dell'Asia.

I semiconduttori salveranno la crescita della Cina?


Nel mentre in Cina i prestiti sono aumentati nel primo trimestre dell'anno. L'impulso positivo del credito dovrebbe spingere le vendite di proprietà immobiliari. Questo effetto si sta manifestando sulle importazioni cinesi in crescita, a beneficio degli esportatori asiatici. Per quanto riguarda il debito dei mercati emergenti, sono due i fondamentali importanti: la crescita globale e la bilancia dei pagamenti. L'elemento chiave è la bilancia delle partite correnti.

Quando gli Em si trovano in deficit, i rendimenti medi nei sei mesi successivi sono tipicamente piatti o negati e la volatilità dei tassi di cambio è elevata. Quando, invece, si trovano in surplus i rendimenti medi tendono a essere positivi e la valuta più stabile.

La bilancia delle partite correnti dei mercati emergenti è in un surplus positivo, anche se il deterioramento registrato ad aprile, imputabile all'Asia, suggerisce possibili rischi per il secondo trimestre dell'anno. Un'inversione di rotta in termini di crescita e di volumi dell'export, oltre a un dollaro stabile, sono i requisiti necessari per favorire una nuova fase del rally.

 

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