Schroders: l'India all'alba delle elezioni, buone prospettive

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Le elezion in India sono alle porte. Craig Botham, emerging markets economist, Schroders, affronta in un'analisi le prospettive post elettorali di un evento cui guardano tutti gli investitori con posizioni emerging. Con una raccomandazione: quella di non drammatizzare

Le elezioni politiche generali si terranno in India dall'11 aprile al 19 maggio 2019

La Tigre però è un Paese che avanza per gradi e che non ama gli scossoni. Quindi, dice l'analista di Schroders, gli scenari di medio periodo non cambieranno granché nel post elezioni, chiunque vinca

Le elezioni politiche in India sono in procinto di iniziare, salvo imprevisti. Le dimensioni del subcontinente sono tali da giustificare un periodo elettorale di oltre cinque settimane: dall'11 aprile al 19 maggio 2019. I risultati dovrebbero essere disponibili il 23 maggio, data in cui si scoprirà se il partito di Narenda Modi, il Bharatiya Janata Party (Bjp) resterà al potere o se invece tornerà l'Indian National Congress (Inc).

Secondo Craig Botham, emerging markets economist, Schroders, ci si potrebbe ritrovare in uno scenario di coalizione con una parte terza, con i due principali partiti rilegati a coprire ruoli di supporto. Ad ogni modo, l'economista riteniene che sia meglio non drammatizzare l'impatto delle elezioni sull'economia indiana, in evoluzione di per sé.

Elezioni in India: il retroterra


Secondo i sondaggi, la coalizione del Bjp potrebbe essere a rischio, come evidenziato dalle elezioni amministrative di fine 2018. Ma a causa dell'attentato pakistano che ha insanguinato il 14 febbraio 2019 uccidendo 40 poliziotti indiani, le cose potrebbero essere cambiate. Il primo ministro Modi ha infatti saputo gestire l'emergenza. Pare dunque probabile che il Bjp tornerà al potere, anche se verosimilmente con una maggioranza ridotta. Che cosa significa questo per l'India?

Il presidente Modi


Modi è stato eletto nel 2014, grazie alla fiducia nelle sue capacità di far riprendere l'economia e sostenere gli investimenti, grazie a riforme favorevoli alle imprese. L'entusiasmo poi si è fisiologicamente smorzato. Vi è stato il "grande errore politico della demonetizzazione" e la mancata approvazione delle riforme agraria e del lavoro.

L'importanza del consenso


L'economista di Schroders ritiene che l'esperienza di Modi rifletta più l'anima dell'India che le caratteristiche di Modi stesso. Una democrazia gigante con partiti regionali forti, con solo qualche rara maggioranza assoluta. Il sistema indiano non si presta a riforme rapide e cambiamenti drastici. Ad esempio, il Goods and Services Tax (Gst) è stato proposto per la prima volta nel 1999. Ma è stato approvato solo nel 2017.

Al bando i cambiamenti drastici


Per questo motivo, chiunque vinca le elezioni in India, non ci saranno cambiamenti radicali nelle politiche. Modi probabilmente continuerà a perseguire un'agenda pro imprese. Ma con una maggioranza ridotta gli risulterà ancora più difficile far approvare le riforme più dibattute. I mercati potrebbero preoccuparsi inizialmente per una vittoria di coalizione. Tuttavia le posizioni dei diversi partiti in termini di politiche sono meno distanti di quanto si pensi. E, una volta insediati, la realtà pratica delle cose ridurrà ulteriormente le differenze.

Qualche previsione


In termini di prospettive di mercato, le elezioni in India fanno pensare che siano improbabili forti reazioni ai risultati. L'eventuale mancanza della maggioranza assoluta non farà che smorzare i toni delle riforme più agguerrite. Quella agraria e del lavoro sono intanto state delegate ai singoli stati.

Per questo motivo, gli scenari del post elezioni in India non sono molto diversi l'uno dall'altro, qualunque sarà il vincitore. Ciò non vuol dire che la vittoria di Modi non potrebbe innescare un rally dei mercati. Né che la vittoria del partito rivale o un parlamento bloccato non porterebbe ad un sell-off. Tuttavia, l'economista ritiene che entrambe queste possibili reazioni saranno guidate dal sentiment. L'India di suo probabilmente vedrà un miglioramento macroeconomico graduale, con una conseguente positiva ricalibrazione delle essere prospettive di crescita.

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