Russia, è default! Cosa cambia per Mosca e per gli investitori?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
27.6.2022
Tempo di lettura: 3'
La Russia per la prima volta dal 1918 è andata in default. Ma a differenza di allora, secondo gli analisti, due sono le differenze: è stato indotto ed ha una valenza simbolica

Domenica è scaduto il termine del periodo di grazia concesso alla Russia sul pagamento di 100 milioni di interessi su obbligazioni estere, scadute lo scorso 27 maggio

“Riteniamo che il default sia da interpretare solamente come un evento simbolico visto che era ampiamente scontato dai mercati" ha commentato Filippo Diodovich

Come riporta Bloomberg, il Cremlino ha affermato che le accuse di default della Russia sono illegittime, in quanto il pagamento in valuta estera è stato effettuato a maggio

Alla fine sarà default. Il periodo di grazia di 30 giorni non è bastato, come ampiamente previsto, al Cremlino per onorare le proprie obbligazioni. La proroga di circa 100 milioni di dollari di interessi sui titoli di Stato russi, dovuti inizialmente lo scorso 27 maggio, è scaduta infatti domenica sera senza alcun segno di pagamento. Si tratta del primo default della Russia dal 1918, anno in cui Mosca si dichiarò inadempiente sia sulle proprie obbligazioni denominate in rubli sia sul proprio debito estero.

L'inadempienza sui pagamenti originariamente in scadenza il 27 maggio arriva mesi dopo il crollo del debito pubblico russo di quest'anno, innescato dall'invasione dell'Ucraina voluta dal presidente Vladimir Putin. In Asia, le obbligazioni con scadenza 2036 erano scambiate a circa 0,20 dollari. Come si è arrivati a questi prezzi? “È stato un percorso lungo, iniziato con le prime sanzioni dopo l’invasione dell’Ucraina con restrizioni europee e americane al mercato dei capitali e dei beni della banca centrale russa sui vari territori alleati. La situazione si è poi aggravata con la decisione del dipartimento del Tesoro statunitense di interrompere la capacità delle banche russe di effettuare pagamenti in dollari attraverso le banche americane, togliendo di fatto modo a Mosca di adempiere a suoi obblighi” spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro.

 

Quali ora le conseguenze per Mosca e i suo creditori? “Crediamo che il default tecnico della Russia, scaturito dal mancato pagamento di interessi in dollari su due obbligazioni in valuta estera, abbia un effetto molto limitato nel breve periodo per il Cremlino e abbia conseguenze molto peggiori per i creditori che dovranno decidere se passare immediatamente alle vie legali, o aspettare per cercare di capire se le sanzioni saranno allentate nel medio periodo o se la Russia riuscirà a trovare una via alternativa per fare arrivare i fondi ai propri creditori” commenta Filippo Diodovich, senior strategist di Ig, che è dell’avviso che invece sui mercati non si creeranno  grossi scossoni.

 

“Riteniamo che il default sia da interpretare solamente come un evento simbolico visto che era ampiamente scontato dai mercati. Le autorità finanziarie di Mosca hanno cercato mezzi alternativi di pagamento per evitare il danno di immagine e un probabile aumento dei costi per finanziarsi in futuro. Le agenzie di rating avevano già ritirato i giudizi sul debito russo quindi anche da questo punto di vista non ci saranno conseguenze” conclude Diodovich. Anche per Debach non si verificheranno reazioni borsistiche significative: “Nel breve non sono attese maggiori implicazioni, con i mercati che già di fatto scambiavano in tale scenario. Sarà necessario continuare a monitorare l’evoluzione delle prossime settimane e in particolare le decisioni degli obbligazionisti, i quali potrebbero perfino accettare compromessi pur di rivedere i propri investimenti”.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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