Ripresa economica: tra le imprese torna un cauto ottimismo – We Wealth

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In vista della ripresa, nella seconda metà dell'anno, la fiducia delle imprese a livello globale è tornata a crescere. Ma non mancano le criticità. L'indagine di Grant Thornton

A livello globale, nel secondo semestre 2020, il 57% delle imprese ha dichiarato la propria fiducia nella ripresa economica per i prossimi 12 mesi (+14% rispetto al primo semestre)

A detta di Grant Thonton questo clima di rinnovato ottimismo è da attribuire soprattutto a un miglioramento considerevole delle aspettative di investimento e di esportazione

Restano ancora caute le previsioni sui ricavi e la redditività a causa di condizioni di finanziamento deboli e carenza di ordini

Dopo il forte calo registrato nel primo semestre, la seconda metà dell'anno ha visto un clima di rinnovato ottimismo tra le imprese. Ma le cicatrici lasciate dalla crisi pandemica frenano ancora le aspettative, soprattutto per quanto riguarda i ricavi e la redditività. Questo il quadro emerso dall'ultima edizione dell'International Business Report (Ibr), ricerca condotta dal network di consulenza internazionale Grant Thornton su un campione di dirigenti di circa 10 mila imprese del mid-market presenti in 29 Stati.
Stando allo studio, nel secondo semestre 2020, il 57% delle imprese ha dichiarato la propria fiducia nella ripresa economica per i prossimi 12 mesi. Una crescita di ben il 14% rispetto al primo semestre. In particolare, l'Italia ha registrato un +10%, con il 33% delle imprese positive sull'andamento dell'economia mentre l'Europa si è fermata a un +7%, con solo il 36% di imprese fiduciose. A detta di Grant Thonton questa rinata fiducia è da attribuire soprattutto a un miglioramento considerevole delle aspettative di investimento e di esportazione. Nello specifico, il 34% imprese prevede di far crescere le proprie esportazioni nei prossimi 12 mesi (contro il +25% del 1°semestre 2020). Una percentuale che in Italia è raddoppiata rispetto alla prima parte dell'anno, passando dal 32% al 16%. Sul fronte delle aspettative sullo sviluppo degli investimenti, gli aumenti più significativi riguardano quelli in costruzioni (+32%), in impianti e macchinari (+38%) e nell'incremento del personale qualificato (+45%). Ma non mancano le criticità, e le preoccupazioni derivanti dalla forte incertezza economica che caratterizza l'attuale periodo storico continuano a pesare sulle attese dei business. Nonostante il 45% delle aziende preveda un aumento dei propri ricavi nei prossimi 12 mesi (11 punti percentuali in più rispetto al semestre), il dato rimane al di sotto dei livelli pre-Covid del 2019 (con un valore medio superiore al 50%). Anche in termini di redditività la percentuale resta inferiore alla media storica, sebbene si registri un aumento considerevole del numero di imprese che si attende una crescita su questo fronte per il 2021 (dal 32% al 44% del secondo semestre 2020). In Europa e in Italia la percezione sulla redditività si mostra piuttosto debole rispetto alla media globale, con rispettivamente il 29% e il 28% delle aziende positive a riguardo. Le condizioni di finanziamento deboli e la carenza di ordini sono, a detta delle aziende, tra i fattori di maggior impedimento alla ripresa.

“Al fine di sostenere la crescita, anche nell'ottica di un possibile ulteriore inasprimento causato da un nuovo lockdown generalizzato, è fondamentale continuare a concentrare le proprie risorse sui fattori di competitività individuati dalle imprese e sulla pianificazione di strategie prioritarie, quali: la corretta identificazione di clienti/prodotti/mercati target, l'adozione di tecnologie innovative e sicure, la programmazione degli strumenti per affrontare la competitività dei mercati, ma anche il saper cogliere la sfida dell'evoluzione dei nuovi trend di consumo” ha dichiarato Alessandro Dragonetti, managing partner & head of tax di Bernoni Grant Thornton.

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