Quattro indicatori per monitorare la ripresa della Cina

Livia Caivano
Livia Caivano
17.3.2020
Tempo di lettura: 3'
Inquinamento, importazioni, forza lavoro e settore immobiliare. Ecco cosa bisogna tenere d'occhio per capire cosa succederà nel paese nel dopo-coronavirus, secondo Ben Luk, senior multi asset strategist di State Street Global Markets

La priorità per il governo sarà il rilancio della domanda interna

Non è atteso un grande impatto da un'eventuale manovra accomodante della Pboc

Secondo i primi dati ufficiali cinesi, pubblicata dopo le festività del Capodanno Lunare, la crescita del paese nel primo trimestre è molto rallentata. “Quando i funzionari hanno messo in lockdown il paese per prevenire la diffusione del coronavirus – spiega Ben Luk, senior Multi Asset strategist di State Street Global Markets - le vendite al dettaglio, gli investimenti in attività illiquide e la produzione industriale hanno riportato un calo a due cifre nei primi due mesi dell'anno e sono risultati molto più deboli rispetto al consensus”.
Questa però non è stata una grande sorpresa per i mercati, così “il mercato azionario nazionale e lo Yuan cinese, onshore e offshore, sono rimasti relativamente stabili dopo la pubblicazione dei dati”, prosegue Luk. “Visto il crollo degli indici pmi manifatturiero e dei servizi all'inizio di questo mese, questa è stata essenzialmente un'anticipazione di cosa dobbiamo aspettarci dai dati della Cina”.

Ecco i paramentri che la divisione ricerca di State Street monitora per misurare la ripresa dell'economia cinese dopo il crollo riportato a febbraio:

  1. Gli indicatori sull'inquinamento pubblicati dall'Environmental Protection Agency (Epa) e dal Department of Statestatunitensi mostrano che le principali città tier1 indicano ancora un momentum in ambito manifatturiero al di sotto della media. I livelli di inquinamento a Shanghai, Pechino e Guangzhou non hanno riportato un forte calo, ma centri di produzione tier2, come Chengdu e Shenyang, hanno registrato un miglioramento marginale.

  2. Secondo l'indice WeBank China Economic Recovery (Wcri) ci sono voluti circa 40 giorni dopo il Capodanno lunare affinché la forza lavoro tornasse a pieno regime nel 2019, mentre l'indicatore attuale indica una capacità del 75%. La situazione è fortemente migliorata rispetto al 45% registrato a fine febbraio.

  3. Le importazioni di minerali ferrosi hanno registrato un calo a gennaio, per poi toccare i minimi storici a febbraio. A marzo, però, i livelli sembrano più promettenti e si auspica che gli stimoli fiscali possano offrire un nuovo impulso all'economia.

  4. È ragionevole aspettarsi un forte calo della superficie totale immobiliare venduta all'inizio di ogni anno per via delle festività del Capodanno lunare, ma di solito c'è una ripresa circa un mese dopo le festività. Tuttavia, agli inizi di marzo, la media della superficie lorda venduta si è attestata a 0,8 milioni di metri quadrati, rispetto ai 2,1 milioni del periodo 2017-2019, fattore che indica come nel 2020 il dato sia inferiore del 61% rispetto alla media triennale.


“Man mano che assistiamo a dei segnali di miglioramento in termini di offerta, i funzionari cinesi dovranno lavorare per rilanciare i consumi interni – prosegue lo strateigst - Visto che le banche centrali di tutto il mondo si stanno indirizzando verso una risposta coordinata e stanno portando i tassi di interesse ai livelli registrati durante la crisi finanziaria globale, riteniamo che anche la People's Bank of China seguirà la stessa traiettoria di stimoli monetari. Anche se non possiamo escludere che la PBoC possa spingere al ribasso il tasso benchmark dopo averlo lasciato praticamente invariato dal 2015, l'impatto di questa decisione sull'economia reale sarà piuttosto limitato. Il tasso benchmark è già vicino ai minimi degli ultimi decenni, in quanto la PBoC ha già ridotto i tassi in modo aggressivo durante il crollo del mercato del 2015, e molti nuovi prestiti non utilizzano più il tasso benchmark come riferimento, ma piuttosto il medium-term lending facility".

"È molto più efficace abbassare prima quest ultimo e poi il Loan Prime Rate per fornire finanziamenti ai consumatori e alle banche con meno buffer di capitale. E inoltre l'utilizzo di strumenti di finanziamento mirati da parte delle banche cinesi, come il Pledged Supplementary Lending, è fondamentale per stimolare gli investimenti in infrastrutture e per estendere il pagamento degli interessi e la riduzione delle imposte per le imprese private. A nostro avviso, un mix di stimoli monetari e spesa fiscale è necessario per sperare in una ripresa nel secondo trimestre, dopo il crollo riportato nei primi due mesi”.

 

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