Quanto saliranno ancora i tassi? Prova a spiegarlo l'ultimo studio di AXA

Teresa Scarale
Teresa Scarale
22.3.2018
Tempo di lettura: 5'
L'ultimo studio condotto da AXA sui tassi illustra una loro crescita lenta ma costante.

Nell'ultimo anno i tassi delle obbligazioni decennali USA sono saliti dal 2,04% al 2,89% odierno, mentre il rendimento dei Bund è salito di 16 punti base, a 58 p.b. nell'arco dello stesso periodo.

Considerando l'impatto delle politiche attuali, AXA prevede che il tasso di interesse a breve negli USA si attesterà all'1,25% entro il 2020.

Per quanto riguarda i tassi a lungo, l'analisi prevede che i rendimenti decennali negli Stati Uniti saliranno entro la fine del 2020 al 4% e il rendimento dei Bund al 2%.

Nell'ultimo anno i tassi delle obbligazioni decennali USA sono saliti dal 2,04% al 2,89% odierno, mentre il rendimento dei Bund è salito di 16 punti base, a 58 p.b. nell'arco dello stesso periodo. Partendo da questi dati oggettivi, AXA ha condotto un'analisi dell'andamento dei tassi. Gli anni di stagnazione trascorsi hanno infatti diffuso una sensazione di dubbio circa il se e il quando questi torneranno a salire. Nel suo studio, AXA arriva a stimare che il tasso di interesse a breve USA giungerà all'1,25% entro il 2020.

Per i tassi di interesse a lungo termine invece, AXA considera l'effetto della fine del quantitative easing e l'intensificarsi dell'incertezza della politica monetaria. Sulla scorta di queste analisi, sono state tratte tre osservazioni. Primo, considerando le aspettative inflazionistiche, il rendimento decennale USA viene visto dirigersi verso il 4% entro il 2020.

Ciò riflette l'attuale accelerazione economica, che probabilmente negli Stati Uniti proseguirà ancora, dato che gli indicatori sono sempre più robusti. Inoltre, la maggior parte degli indici del settore manifatturiero USA (i cosiddetti ISM, dall'Institute for Supply Management) ha registrato livelli che non si vedevano del 2004. Allo stesso modo, in Europa gli indicatori economici confermano le previsioni per una crescita del PIL nell'Eurozona oltre il consensus al 2,7% nel 2018. L'inflazione dovrebbe quindi avvicinarsi al 2% nel 2019.

Negli USA invece dovrebbe attestarsi oltre tale soglia. Secondo, una eventuale crescita dei tassi – magari per via dei dazi commerciali – potrebbe mettere sotto pressione i tassi di interesse. Mario Draghi, in occasione della recente conferenza stampa ha confermato il processo in corso di normalizzazione della politica monetaria. Aggiungendo poi che il calo della domanda di obbligazioni da parte della BCE dovrebbe bilanciare domanda e offerta, mettendo ulteriormente sotto pressione i tassi. A ciò lo studio di AXA aggiunge il rischio politico italiano e geopolitico in Asia e in Medio Oriente. Infine, lo studio considera la possibilità di una nuovo mondo in cui i tassi di interesse, per quanto crescenti, siano ancora inferiori ai livelli pre-crisi, mentre il livello del debito resta più alto e lo spazio di manovra fiscale risulta ristretto.
caporedattore

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