Quali saranno le sfide del prossimo decennio per i millennial?

Rita Annunziata
2.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Secondo un sondaggio condotto dall'Unesco nell'anno della crisi, il cambiamento climatico e la scomparsa della biodiversità rappresentano le sfide globali più urgenti del prossimo decennio. Soprattutto per i millennial. Ma non sono le uniche

L'Unesco ha lanciato un sondaggio a livello mondiale per consentire a oltre 15mila cittadini di condividere le proprie opinioni sulle sfide più urgenti del prossimo decennio. Un panel composto per il 57% da under 35

Il cambiamento climatico e la scomparsa della biodiversità sono considerate problematiche cruciali dal 67% degli intervistati, guadagnando il primo posto in tutte le regioni e secondo tutti i dati demografici

Seguono “violenza e conflitti” (per il 44%), “discriminazione e disuguaglianza” (43%), “mancanza di cibo, acqua e alloggi” (42%) e “salute e malattia” (37%). Ma con dei distinguo. Ecco anche le possibili soluzioni, a partire dalla cooperazione internazionale

Nel cuore del primo anno pandemico, tra maggio e settembre 2020, l'Unesco ha lanciato un sondaggio a livello mondiale per consentire a oltre 15mila cittadini di condividere le proprie opinioni sulle sfide più urgenti del prossimo decennio (un panel composto per il 57% da under 35 e per il 35% da giovanissimi con un'età inferiore ai 25 anni). Risultati, spiega l'organizzazione delle Nazioni Unite, che presentano un quadro d'azione chiaro e sistematico, in grado di “arricchire la riflessione globale come parte di una rinnovata spinta per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030”. A partire proprio dal clima e dalle diseguaglianze.
Stando al report conclusivo The world in 2030, infatti, il cambiamento climatico e la scomparsa della biodiversità sono indicate come sfide cruciali dal 67% degli intervistati, guadagnando il primo posto in tutte le regioni e secondo tutti i dati demografici. Nel dettaglio, i millennial e i post-millennial sono per lo più preoccupati dell'incremento dei disastri naturali e delle condizioni meteorologiche estreme, dell'impatto della perdita della biodiversità sulle persone, dell'inquinamento dell'oceano, dell'innalzamento del livello del mare e del rischio di conflitti o violenze. Problematiche, si legge nel rapporto, cui ritengono si possa rispondere investendo nell'energia verde e nelle economie sostenibili, insegnando la tematica della sostenibilità puntando sull'istruzione, creando fiducia nella scienza e nelle decisioni basate sulla scienza, ma anche con un'efficace cooperazione internazionale.

Le successive quattro sfide globali identificate sono “violenza e conflitti” (per il 44%), “discriminazione e disuguaglianza” (43%), “mancanza di cibo, acqua e alloggi” (42%) e “salute e malattia” (37%). Anche se si evidenzia una certa variazione tra regioni e dati demografici. Le donne e le minoranze che hanno partecipato al sondaggio, per esempio, hanno classificato la discriminazione e le diseguaglianze come la seconda sfida globale per importanza dopo il cambiamento climatico e la scomparsa della biodiversità, mentre le comunità indigene dell'Asia e del Pacifico hanno citato al secondo posto le problematiche relative a salute e malattia.

Ad ogni modo, per tutte le sfide gli intervistati sembrerebbero aver dato costantemente priorità alle soluzioni relative all'istruzione, alla scienza e alla cooperazione internazionale (come citato per la tematica del clima e della biodiversità). “È interessante notare come queste proposte fossero in linea con le risposte fornite alla domanda sulle aree che ritenevano più bisognose di ripensamento alla luce della pandemia da covid-19”, scrivono al proposito i ricercatori. Quanto ai suggerimenti relativi all'istruzione, si parla in particolare della formazione in materia di sostenibilità, scienza, tecnologia e salute, della promozione della non violenza, della tolleranza culturale, dei diritti umani e dell'uguaglianza di genere, fino all'insegnamento del pensiero critico, dell'alfabetizzazione mediatica, dell'educazione civica e del patrimonio culturale.
Per quanto riguarda invece le soluzioni incentrate sulla scienza, viene citata la creazione di fiducia nella scienza, l'agevolazione dello “scambio scientifico” e della “scienza aperta” e il perseguimento di soluzioni concrete basate sulla scienza. Inoltre, il rapporto tra uomo e natura (45%), la cooperazione scientifica e la condivisione della ricerca (40%) sono stati individuati anche in riferimento ai temi bisognosi di ripensamento a seguito della crisi pandemica. Chiudono il cerchio le soluzioni incentrate sulla cooperazione internazionale, che vanno da un'efficace cooperazione internazionale in sé per sé alla promozione del dialogo tra paesi, fino allo sviluppo di meccanismi e strumenti internazionali specifici per affrontare le singole sfide.

“Man mano che i risultati vengono rilasciati e ci spostiamo nel nuovo decennio, gran parte del mondo rimane nella morsa della crisi globale”, spiegano i ricercatori. “Di fronte non solo a questa emergenza ma alle molte sfide che il mondo dovrà affrontare fino al 2030, i risultati di questa indagine presentano un chiaro mandato alla comunità mondiale”, aggiungono, sottolineando come l'istruzione, la scienza e la cooperazione internazionale rappresentino il primo tassello di un percorso che rende necessario ricostruire il rapporto tra uomo e natura e la fiducia nel multilateralismo, ma anche come sia necessario riconoscere le “complessità contestuali e demografiche e abbracciare la diversità come uno strumento per rivelare e affrontare tali sfide”.

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