Private equity: meno investimenti ma più raccolta

Redazione We Wealth
Redazione We Wealth
19.11.2019
Tempo di lettura: 3'
Calano le operazioni di private equity a livello globale ma gli investitori non sembrano spaventati. Secondo Paul Newsome, head of Investment Solutions - Private Equity di Unigestion i dati di settembre 2019 indicano che a livello globale la raccolta ha registrato il miglior terzo trimestre degli ultimi cinque anni

Il valore aggregato globale delle operazioni di private equity concluse nei primi tre trimestri del 2019 è stato pari a 269 miliardi di dollari, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso

Nel terzo trimestre la raccolta è stata pari a 417 miliardi di dollari, dato superiore del 21% rispetto allo stesso periodo del 2018

Il valore aggregato globale delle operazioni di private equity dei primi tre trimestri del 2019 è stato di 269 miliardi di dollari, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2018. Mentre su base trimestrale i contributi a livello regionale mostrano segni di volatilità, la generale tendenza ribassista è simile in Nord America, Europa e Asia.

"Lo stesso quadro viene raccontato dalle exit a livello globale - racconta Paul Newsome, head of Investment Solutions - Private Equity di Unigestion - Nonostante l'elevato livello registrato nel secondo trimestre, il valore globale aggregato di queste per i primi tre trimestri del 2019 è stato di 256 miliardi di dollari, in calo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il maggior contributore al calo è stato il volume di ipo, inferiore di quasi il 40%."

"Tuttavia, questo rallentamento globale delle attività di investimento e di exit non sta scoraggiando gli investitori. Nel terzo trimestre abbiamo visto un ulteriore rialzo aggregato del capitale raccolto dai fondi di private equity, che ha portato la raccolta a 417 miliardi di dollari, dato superiore del 21% rispetto allo stesso periodo del 2018. Di conseguenza, il dry powder ha raggiunto i 740 miliardi di dollari.

La fetta più grossa del mercato continua a fare notizia: nel terzo trimestre, imprese come Permira (11 miliardi di euro) e, in particolare, Blackstone (26 miliardi di dollari), hanno registrato una raccolta fondi da record. Nel dettaglio, tra le società di private equity attualmente in fase di raccolta, solo il 13% punta a fondi di dimensioni pari o superiori a 500 milioni di dollari, eppure questa rappresenta più di due terzi del capitale aggregato preso come target. Pertanto, la grande maggioranza dei private equity in attività sono gestori di fondi buyout di piccole dimensioni e tra i meno conosciuti".

Allo stesso modo, anche se può risultare più interessante  l'acquisizione da quattro miliardi di sterline del fornitore britannico aerospaziale e della difesa Cobham da parte di Advent, (pari a 15 volte il valore dell'ebitda), le numerose operazioni nella fascia bassa del mercato forniscono un indicatore più interessante di ciò che sta accadendo nell'economia reale. "Ad esempio, nel maggio 2019, uno dei nostri gestori ha acquisito un produttore italiano di stampi per estrusione di alluminio per 170 milioni di euro, ovvero 8 volte l'ebitda. L'azienda impiega 700 persone e vende i suoi prodotti tecnologicamente avanzati ad oltre 250 clienti in tutto il mondo nel settore dei trasporti e delle costruzioni".

L'evoluzione del mercato secondario

"Mentre nel 2019 l'attività complessiva di investimento in private equity è stata piuttosto contenuta, l'attività di investimento secondario si candida ad un anno record. Da una parte, i prezzi medi nelle operazioni secondarie si sono avvicinati al 100% del nav, suggerendo che lo sconto tradizionalmente previsto agli acquirenti secondari sia quasi del tutto evaporato. Dall'altro, il mercato secondario si è trasformato, negli ultimi anni, sviluppando una serie di nuove operazioni specializzate".

Liquidità su misura

"Per gli investitori secondari dotati di esperienza e risorse adeguate, un vantaggio fondamentale delle ristrutturazioni dei fondi è l'opportunità di condurre una due diligence molto dettagliata su ciascuna delle società del portafoglio sottostante con il pieno supporto del general partner. Questo implica incontri con i management team, la raccolta le informazioni chiave e la scelta dei modelli finanziari: lo stesso livello di diligence che si avrebbe in genere per un investimento diretto.

Per la ristrutturazione di fondi più piccoli, è comune vedere un approccio più personalizzato, in base al quale un investitore secondario è in grado di selezionare le migliori società in portafoglio, sviluppare una struttura adeguata con il general partner e negoziare le condizioni ottimali. Anche se potenzialmente più difficili da trovare - e più complesse da eseguire rispetto alle operazioni nella fascia più alta del mercato - queste soluzioni di liquidità su misura e di taglia più piccola possono fornire agli investitori secondari l'accesso a portafogli di alta qualità a valutazioni attrattive. Riteniamo che il mercato secondario continuerà a crescere, alimentato dalla volontà sia dei LP che dei GP di ottenere liquidità utilizzando metodi sempre più innovativi, soprattutto quando l'exit complessiva dei private equity è in calo.
Dato che a fine 2018, gli asset gestiti dal mercato del private equity superavano i 4 trilioni di dollari, con 90 miliardi di dollari, il mercato secondario rappresenta soltanto la punta dell'iceberg".

 

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