Pil in calo del 10,7% a gennaio: rimbalzo a rischio nel 2021

Rita Annunziata
19.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel mese di gennaio è atteso un crollo del pil del 10,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Uno scenario che, secondo Confcommercio, non consente di escludere un mancato rimbalzo dell'economia italiana nel 2021. Carlo Sangalli: “Le imprese hanno bisogno di indennizzi immediati”

Confcommercio: “Ambizioso il target governativo di crescita attorno al 6%, una scommessa molto rischiosa giocata sulle capacità di utilizzo delle risorse europee”

L'Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) riporta un andamento particolarmente negativo nel mese di dicembre, con una contrazione dell'11,1%

Il 2020 si chiude con un crollo del -14,7%, trainato dal -30,3% per i servizi e dal -7,9% per i beni. Fanno eccezione le spese per l'alimentazione domestica

L'eredità dell'anno pandemico pesa sul 2021, che si apre con segnali di peggioramento della situazione sanitaria e il conseguente prolungamento delle misure di contenimento dei contagi in diverse aree del globo. Uno scenario che, secondo l'Ufficio studi di Confcommercio, non consentirebbe di escludere “un mancato rimbalzo dell'economia italiana” nel corso dell'anno, “deludendo le aspettative di un concreto recupero di un'ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi partite nel 2020”.
Stando all'ultimo numero di Congiuntura Confcommercio, infatti, per il mese di gennaio è atteso un calo congiunturale del prodotto interno lordo (al netto dei fattori stagionali) dello 0,8%, per un crollo del 10,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che “pone una seria ipoteca sull'evoluzione del primo trimestre con evidenti conseguenze sulle performance complessive dell'anno in corso”, si legge nella nota, e che rende “ambizioso il target governativo di crescita attorno al 6%, ormai una scommessa molto rischiosa tutta giocata sulle capacità di utilizzo rapido ed efficace delle risorse europee”.

Al mese di dicembre, inoltre, l'Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) riporta un andamento particolarmente negativo, con una contrazione dell'11,1% (seppure più contenuta rispetto al -16,2% di novembre). Il 2020 si chiude dunque con un crollo del -14,7%, trainato dal -30,3% per i servizi e dal -7,9% per i beni. Fanno eccezione unicamente le spese per l'alimentazione domestica (+2,1%) e per le comunicazioni (+8,7%). “Per molte imprese che operano nei comparti del turismo in senso lato, dei servizi ricreativi, dell'abbigliamento, delle calzature, dei mobili e dell'arredamento, l'uscita dalla crisi diventa sempre più complessa, aumentando la probabilità che molte di queste fuoriescano dal mercato”, spiega la confederazione, sottolineando come “il possibile deciso impoverimento del sistema imprenditoriale italiano rappresenti un ulteriore elemento di criticità per la ripresa e il suo consolidamento”.
Sebbene alcuni settori abbiano beneficiato del tentativo delle famiglie di conservare una certa “normalità” durante le festività natalizie (come i beni e i servizi per la comunicazione, per la cura della persona e per la casa, ma anche alimentari, bevande e tabacchi), altri hanno infatti riportato riduzioni ampiamente superiori al 50%: dagli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-62,8% a dicembre su base tendenziale), ai servizi ricreativi (-91%) ai trasporti aerei (-87%).

Quanto alle stime sul mese di gennaio 2021, l'ufficio studi si attende un aumento dello 0,3% in termini congiunturali dei prezzi al consumo, in gran parte determinato dalla ripresa dei prezzi energetici regolamentati e non, per una variazione nulla su base annua. “Il 2021 inizia più in salita del previsto: ancora emergenza covid, dati sui consumi in calo e pil in forte riduzione – commenta Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – Difficile immaginare il rimbalzo previsto dal governo nei prossimi mesi. Una situazione gravissima che rischia di peggiorare con la crisi politica in atto. Le imprese, che sono allo stremo, hanno bisogno di tre certezze: indennizzi immediati e commisurati alle perdite subite, regole chiare sulla riapertura delle loro attività e un progetto condiviso sull'utilizzo efficace del Recovery plan”.

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