Petrolio al rialzo dopo l'attacco agli oleodotti americani

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
11.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Il cyber-attacco alla Colonial Pipeline ha avuto ripercussioni, seppur contenute, sul prezzo del petrolio. Ma il rincaro si potrebbe fare ancora più acuto se le forniture di carburante non saranno ripristinate al più presto

La Colonial Pipeline, la rete di oleodotti da 8.850 chilometri, che trasporta 2,5 milioni di barili al giorno di benzina, diesel e altri prodotti raffinati in tutti gli Stati Uniti, a seguito di un attacco hacker, ha interrotto la forniture di carburante

I prezzi della benzina sono aumentati, spingendo il prezzo medio nazionale di un gallone di benzina a 2,96 dollari al gallone. Anche il greggio è stato trainato al rialzo, ma la fiammata si è esaurita in poche ore, con il Wti che ha concluso la seduta di lunedì intorno a 65 dollari al barile

Il cyberattacco alla Colonial Pipeline, l'oleodotto più importante degli Stati Uniti che collega il Texas al New Jersey estendendosi per 8800 chilometri, rischia di avere ripercussioni sul prezzo del greggio non solo americano. L'oleodotto, come si evince dal sito web della società, infatti trasporta più di 100 milioni di galloni al giorno (circa il 45% del carburante consumato sulla costa orientale) e se non ripristinerà al più presto la corretta fornitura di benzina, diesel, jet fuel e olio combustibile ci potrebbero essere guai innanzitutto per i consumatori statunitensi. Soprattutto ora che si va verso l'estate, la domanda di petrolio è fisiologicamente più alta e per di più l'emergenza covid sembra sempre più sotto controllo.
Gli effetti negli Stati Uniti si sono già ampiamenti osservati. A seguito della notizia, stando ai dati dell'American Automoobile Association il prezzo del petrolio è aumentato del 4 per cento domenica, e di più dell'1,5 per cento lunedì, arrivando fino a 2,96 dollari per gallone e a 2,98 dollari martedì, il prezzo più alto dal 2014. A innescare l'aumento dei prezzi è stata la reazione di panico dei consumatori che sono corso ai distributori per fare il pieno. Secondo i dati raccolti da GasBuddy, lunedì, la domanda di benzina negli Stati Uniti è salita di circa il 20% rispetto allo stesso giorno della settimana precedente. Anche sui mercati la faccenda non è passata inosservata. I prezzi dei futures sul petrolio sono aumentati del 1% lunedì mentre Wti e Brent, dopo essere andati al rialzo, si sono riposizionati rispettivamente attorno ai 65 e 68 dollari al barile, entrambi in aumento di mezzo punto circa. Se fino adesso gli effetti sono tutto sommato stati contenuti, il rincaro dei prezzi si potrebbe fare più acuto se Colonial Pipeline non ripristinerà al più presto il servizio.
Nel mentre intanto sono stati resi noti gli artefici dell'attacco all'oleodotto. Secondo l'Fbi si tratta di una banda criminale con legami nell'Europa dell'Est conosciuta come DarkSide. Il solo intento degli hacker, come da loro affermato lunedì, era solo quello di fare soldi. L'attacco era stato finalizzato infatti tramite un “ransomware”, un software malevolo installato dagli hacker che blocca alcune funzionalità, le quali possono essere sbloccate solo con il pagamento di una certa somma di denaro in riscatto. DarkSide ha inoltre negato qualsiasi legame con paesi terzi. “Siamo apolitici, non prendiamo parte a questioni di geopolitica, non abbiamo bisogno di legarci a un governo e cercare altre motivazioni. Il nostro obiettivo è fare soldi e non creare problemi alla società”. Al momento, l'oleodotto resta chiuso, ma la Colonial Pipeline ha comunicato di star lavorando per ripristinare il servizio entro la fine della settimana.

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