Intelligenza artificiale: Nvidia e le altre aziende su cui puntare

Alberto Battaglia
23.8.2023
Tempo di lettura: 3'
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, oltre alle aziende che abilitano l'Ia, c'è un gruppo di società che beneficeranno più di altre in termini di produttività da qui al 2030

Il 33% dei costi salariali dell'azione media dell'indice Russell 1000 è potenzialmente esposto all'automazione dell'Ia, afferma la banca d'affari

Questo significa che alcune aziende per le quali molto di questo lavoro è ottimizzabile dall'Ia, ci sarà una crescita degli Eps molto più elevata

L'intelligenza artificiale potrà dare una spinta alla produttività di numerose imprese, non necessariamente coinvolte nello sviluppo e nelle tecnologie che abilitano l'Ia. Dall'healthcare ai media, gli analisti di Goldman Sachs sono convinti che sia possibile individuare alcune aziende che, grazie all'implementazione dell'Ia cresceranno molto più della media. E' quanto si afferma in rapporto realizzato dagli strategist della banca d'affari Ryan Hammond e David Kostin, per i quali un gruppo selezionato di azioni migliorerà i suoi Eps del 72% in più rispetto alla media, fra il 2025 e il 2030.

 

All'origine della spinta-Ia

“Il 33% dei costi salariali dell'azione media dell'indice Russell 1000 è potenzialmente esposto all'automazione dell'Ia e il costo del lavoro rappresenta il 14% del fatturato”, hanno affermato gli analisti di Goldman, “la potenziale spinta derivante dall'aumento delle vendite aumenterebbe i guadagni dell'11% e la riduzione del costo del lavoro aumenterebbe i profitti del 26%, a parità di condizioni".


Per alcune società, come vedremo, la banca d'affari prevede un balzo in avanti ancora più importante. Mentre l'attenzione si concentra su Nvidia, Tesla, Microsoft e altri titoli già fortemente acquistati nel corso di questo 2023, l'Ia presenta altre opportunità su un secondo gruppo di azioni di “beneficiari a lungo termine dell'Ia”


Se l'azione mediana nel Russel 1000 vede un aumento dei profitti del 19%, fra 2025 e 2030, un gruppo che rappresenta appena l'8% dell'indice vedrà aumentare i propri utili di almeno il 60%. 


"La stima dell'aumento degli utili indotto dall'Ia è probabile che si verifichi nei prossimi anni, ma dovrebbe riflettersi precedentemente nelle valutazioni dei titoli”, ha affermato Goldman Sachs, “tuttavia, l'impatto finale sul prezzo delle azioni dipenderà dalla capacità delle aziende di utilizzare l'Ia per incrementare gli utili...I benefici più ampi e a lungo termine derivanti dall'adozione dell'Ia saranno per le aziende che la sfrutteranno per migliorare la produttività, portando a maggiori ricavi, margini più elevati o una combinazione di entrambi".


Per calcolare il miglioramento atteso dall'introduzione dell'Ia per ciascun azienda, gli strategist della banca d'affari hanno stimato “il potenziale aumento degli utili per azione legato alla produttività derivante dall'aumento dei ricavi o dei margini, utilizzando una combinazione delle stime a livello aziendale della quota della massa salariale esposta all'automazione dell'Ia e del rapporto tra costo del lavoro e i ricavi". 


Come sottolineato dal alcune voci critiche, uno dei timori collegati all'uso dell'intelligenza artificiale è che ricorrere alle “macchine” aiuta la produttività nella misura permetta di ridurre il lavoro umano e suoi relativi costi. Con la conseguente riduzione della “quota della massa salariale” sui conti dell'azienda, come sottolineato da Goldman Sachs. Secondo un sondaggio di Fortune/Goldman Sachs, il 74% degli amministratori delegati della lista Fortune 500 prevede che l'adozione dell'intelligenza artificiale ridurrà il fabbisogno di forza lavoro entro i prossimi cinque anni, mentre il 22% pensa che lo farà già dall'anno prossimo


Ia, le aziende che avranno il maggior balzo a lungo termine

Goldman Sachs ha calcolato le principali beneficiarie a lungo termine nel mercato americano, considerando di quanto gli utili potranno migliorare rispetto alle stime di base. Nella top ten delle società nella posizione più vantaggiosa (fra quelle, come detto, non sviluppatrici della tecnologia) svetta Guidewire Software, con un miglioramento degli utili pari al 388% rispetto allo scenario base, fra il 2025 e il 2030

Seguono: 

  • Clarivate Analytics (+232%), 
  • Alteryx (+203%), 
  • MongoDB (+193%),
  • Nutanix (+177%), 
  • Smartsheet (+171%),
  • il social network Pinterest (+162%).
  • Snowflake (+154%), 
  • Robert Half (+150%),
  • Tenet Healthcare (+135%).


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Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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