Moody's: banche e coronavirus, in arrivo ondata di Npl

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.3.2020
Tempo di lettura: 2'
Un'altra conseguenza del coronavirus sarà l'aumento dei debiti per imprese e famiglie, e con essi la crescita della quota di Npl sulle banche italiane. Lo dice anche Moody's. Ma la Bce sarà comprensiva
Il coronavirus sta infettando anche le banche, facendo aumentare gli Npl (non performing loan, crediti non performanti) in seno ai loro portafogli. A lanciare l'allarme è l'agenzia internazionale di rating Moody's in data 9 marzo 2020. La Bce però fa subito sapere che, date le circostanze, potrà aumentare la tolleranza sui prestiti concessi dalle banche operanti nelle zone a rischio essendo connesse a doppia mandata con imprese e famiglie in difficoltà. A dirlo è Ignazio Angeloni, membro del Supervisory board.
Più nel dettaglio, Moody's prevede che la diffusione globale del coronavirus causi una recessione in particolare nel primo semestre 2020, compromettendo la qualità degli asset e la loro redditività.

Moody's prevede che l'economia ripartirà nel secondo semestre grazie agli "sforzi globali per arrestare la diffusione del virus” e “forse” al “clima più caldo”. Continua l'agenzia che “sia le banche più piccole sia le istituzioni più grandi e più diversificate saranno esposte a un indebolimento dei loro crediti”. Il motivo è che “gli effetti del virus ridurranno a livello globale la produzione e smorzeranno la domanda interna in Europa”.

Coronavirus, cosa fare per gli Npl in crescita delle banche


L'impatto negativo sul credito, tuttavia, sarebbe limitato. L'Italia (Baa3 stabile) è il paese europeo più colpito finora dall'epidemia. “Una prolungata fase dell'epidemia farebbe pressioni sui piccoli istituti di credito con elevata esposizione nelle aree colpite".

Anche Ignazio Angeloni però si allinea con tutto il gotha delle istituzioni europee nello spiegare che la Bce aumenterà la sua tolleranza nei confronti dell'Italia (fonte Omfif - the Official Monetary and Financial Institutions Forum).

Angeloni riconosce che non siamo in “una situazione normale”. Le banche per loro natura sono in contatto diretto con imprese e famiglie, sopportano il peso maggiore dello shock. Ma “sono anche in grado di mitigare l'effetto di quello shock”. Per esempio, in Italia è allo studio la sospensione dei pagamenti dei mutui. […] La Bce può adottare misure utili e inviare segnali positivi".

La Bce potrebbe decidere innanzitutto di non aumentare i requisiti patrimoniali delle banche per i nuovi prestiti collegati all'epidemia. In secondo luogo, per il periodo interessato, la Banca centrale europea potrebbe mettere in pausa i requisiti di accantonamento per i prestiti in sofferenza. Infine, potrebbero stabilirsi consultazioni frequenti con le banche più esposte. In tal modo, si potrebbero ricevere feedback tempestivi sulle ulteriori eventuali misure da adottare.
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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