Mille e una notte addio, Uae e Arabia tagliano sugli expat

Teresa Scarale
Teresa Scarale
21.7.2020
Tempo di lettura: 2'
Addio stipendi d'oro da expat e vita in prossimità delle sabbie del deserto d'Arabia. Per molti espatriati nelle terre della penisola arabica la crisi covid ha significato anche dover salutare il loro status
Il coronavirus ha colpito anche gli espatriati di Uae e Arabia Saudita. Secondo quanto riporta il Daily Telegraph, molti lavoratori britannici negli Emirati Arabi Uniti sono rimasti senza lavoro a causa della pandemia e hanno dovuto vendere le loro proprietà per potersi permettere di tornare a casa. Gli Expat costituiscono il 90% dei 9,6 milioni di abitanti degli Emirati. Molti vivono a Dubai da 25 anni, e la reputano la propria casa. Ma viverci è costoso, e “non c'è rete di protezione sociale per gli stranieri”, dice uno degli intervistati.
Oxford Economics stima che gli Emirati perderanno 900.000 unità di posti di lavoro. Un portavoce del governo di Dubai fa sapere che le autorità desiderano essere in grado di “ridare il benvenuto” a chi adesso è costretto a trasferirsi. C'è però anche un fenomeno inverso: chi ha trascorso il lockdown nei paesi d'origine sta tornando a Dubai.

In Arabia Saudita, più di 1,2 milioni di lavoratori internazionali stanno per lasciare il Paese. Il ministero dell'Interno conferma i dati. Nei primi sei mesi dell'anno, 300.000 persone hanno già lasciato il regno del Golfo. Una quota importante (178.000) fra questi hanno approfittato della “Awdah”, la procedura che agevola il trasferimento degli stranieri. Ma la tendenza era già in atto dal 2019, quando 445.000 espatriati hanno lasciato il Paese. Il motivo è che il regno saudita sta cercando di promuovere l'occupazione locale (ferma, secondo gli ultimi dati, al 12%). Ora, con la crisi, ammortizzatori sociali come la Saned (sorta di integrazione salariale) saranno destinati di preferenza ai sudditi rispetto agli stranieri.

La politica di ridurre nel settore privato l'impiego di forza lavoro internazionale per favorire quella interna sta interessando tutti i paesi dell'area. È di qualche settimana fa per esempio l'annuncio da parte del primo ministro del Kuwait che l'emirato ha intenzione di ridurre la sua popolazione internazionale dall'attuale 70% del totale al 30%.

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