Mercati in bolla, ma non nel tech: parola di Cathie Wood

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
22.12.2021
Tempo di lettura: 2'
Secondo Cathie Wood, ceo di Ark Invest, il mercato è effettivamente in bolla, eccezion fatta per i soliti sospetti, i titoli tech

Quartz, sito di informazione economico finanziaria, in un suo recente articolo ha evidenziato come per Cathie Wood i mercati siano in bolla

Wood sostiene che dopo 11 mesi di caduta libera i titoli stay at home sono entrati in un territorio di forte sottovalutazione rispetto al loro potenziale di crescita

Dal capitombolo da covid del marzo 2020 i mercati hanno iniziato una lunga corsa al rialzo, con i prezzi delle azioni che nell'ultimo anno hanno raggiunto i massimi di tutti i tempi, sostenuti da bassi tassi di interesse, l'aumento dell'attività retail e il piano di stimolo dei governi. Le startup ne hanno approfittato, con quotazioni da raccolte record. Per alcuni si tratta di reminiscenze di dot-com. Per altri, no. Tra questi c'è Cathie Wood, la stock picker rockstar che scommette sul tech e che avverte che la bolla è altrove. In un post sul blog del 17 dicembre, Wood ha infatti affermato che sono gli investimenti che normalmente pensiamo essere "scommesse sicure" - in particolare, i fondi indicizzati – quelli in reale pericolo di bolla, con il loro prezzo che è aumentato oltre il valore sottostante.

In difesa dei titoli "stay at home”


Di solito, quando gli osservatori del mercato si preoccupano di una bolla azionaria additano le startup tecnologiche come Zoom e Peloton come le maggiori indiziate, alla luce di un apprezzamento che in alcuni casi raggiunge le quattro cifre. Nel 2020 tale ascesa di prezzo l'hanno conosciuta i titoli “stay at home”, aziende che hanno sviluppato gli strumenti per il lavoro, lo shopping, l'esercizio e la connessione con i propri cari da casa, che hanno beneficiato della pandemia. Ma non appena le nazioni ricche hanno iniziato a distribuire i vaccini e i loro cittadini hanno iniziato a passare del tempo fuori casa, questi cosiddetti titoli sono crollati. Mentre la maggior parte degli investitori vendeva, la società di investimento di Wood, ARK Invest, comprava un sacco di azioni "stay at home", quali Zoom, la piattaforma di telemedicina Teladoc, e la società di firma elettronica DocuSign. Lei sostiene che dopo 11 mesi di caduta libera, questi titoli sono entrati nel territorio del “deep value", ovvero sono scambiati ad uno sconto significativo rispetto ai loro guadagni e al potenziale di crescita.

mercati bolla

"La crisi del coronavirus ha cambiato in modo permanente il modo in cui funziona il mondo, catapultando i consumatori e le aziende nell'era digitale molto più velocemente e profondamente di quanto sarebbe stato altrimenti" ha scritto Wood

Fondi indicizzati in bolla


Nel frattempo, Wood sostiene che i fondi indicizzati, che mirano a ridurre il rischio comprando alla cieca un'ampia fascia di azioni delle più grandi aziende sul mercato, abbiano raggiunto valutazioni gonfiate e sproporzionate rispetto alla loro performance sottostante. Il prezzo di un fondo che traccia l'S&P 500 ha raggiunto livelli record nelle ultime settimane, e il rapporto prezzo-utili dell'indice azionario si è librato sopra i livelli del 2020, anche se a livelli ancora lontani dagli analoghi rapporti dei titoli “stay at home”. Il p/e di Zoom ad esempio è di circa 54, più del doppio rispetto a quello dell'S&P fermo a 24. A ciò Woods replica che nel primo caso le valutazioni si avvicinano al valore reale, nel secondo invece il prezzo degli etf è sempre più scollato dalla performance sottostante delle imprese che rappresentano.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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