Mercati globali, giocare in difesa per attaccare meglio

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In questo scenario, Banor Capital suggerisce di adottare un atteggiamento di prudenza. L'approccio value investing sui mercati per fronteggiare volatilità e incertezze

“La prudenza serve molto a chi investe oggi sui mercati”, Francesco Castelli, Banor Capital

In questo contesto, meglio utilizzare un approccio di lungo periodo, selezionando i titoli sulla base della sostenibilità degli utili e del posizionamento competitivo delle aziende

“Se difendi bene, attacchi meglio”. Così Beppe Bergomi, giovanissimo Campione del mondo nell'82 e storico capitano dell'Inter, ha raccontato come affrontare le sfide al Salone del Risparmio, ospite di Banor Capital alla conferenza “Il buono, il brutto e il cattivo dei mercati globali”.

“Sono sempre stato un difensore. La difesa è la strategia di gioco dei giovani che alleno”, ha spiegato Bergomi illustrando la famosa strategia del catenaccio e del contropiede, non senza particolari autobiografici: “Appartengo a quella generazione di giocatori vissuta quando il calcio era ben lontano da essere il business che è adesso, e quando ho smesso di giocare ho dovuto continuare a lavorare. Per difendere il mio patrimonio mi affido a persone più esperte, professionisti che lo fanno di mestiere e penso serva molta prudenza”.
“La prudenza serve molto a chi investe oggi sui mercati”, conferma Francesco Castelli, responsabile fixed income di Banor Capital, che vede nella strategia del catenaccio e del contropiede la metafora calcistica dell'approccio value investing ai mercati (approccio più prudente tra i vari modi di selezione dei titoli).
“Le piazze globali hanno riscoperto dall'inizio dell'anno la volatilità e reagiscono a ogni piccola tensione e incertezza - prosegue Castelli - Sui mercati obbligazionari la prudenza è ancor più necessaria perché la strada è in salita: è un'asset class che oggi offre molto poco, con i tassi che hanno già raggiunto il punto minimo dopo trent'anni ininterrotti di discesa nel luglio di due anni fa e hanno invertito la marcia. In questo contesto, l'aumentata volatilità potrebbe far emergere qualche opportunità tra titoli high yield, ma bisognerà sceglierli accuratamente e soprattutto essere pronti ad agire.
Per questo motivo, ai nostri clienti consigliamo di attendere, tenere la liquidità per cogliere le opportunità nel momento giusto”.

 

Il value investing 


Il value investing è la strategia di Warren Buffett, il guru della finanza Usa che dal '65 investe con rendimenti doppi a quelli della media del mercato statunitense. “La nostra filosofia guarda al lungo periodo, studia e seleziona i titoli in portafoglio valutando la sostenibilità degli utili, il posizionamento competitivo delle aziende, le barriere all'ingresso del mercato di riferimento. Facciamo un'analisi settoriale globale. Cerchiamo di cogliere il momento giusto, quello in cui il mercato cade in errore e li sottovaluta per comprarli e contrattaccare. Poi, teniamo la posizione, senza fretta di rivenderli. Se crediamo in un titolo lo teniamo in portafoglio per anni”, commenta Castelli, che vede delle opportunità da selezionare con attenzione anche nel settore delle materie prime e nei finanziari.

 

Il futuro: i giovani e i talenti


Dopo aver analizzato i mercati, gli occhi sono andati sul futuro. Al Salone del Risparmio, infatti, grande attenzione è stata data ai talenti e ai giovani.
“Il calcio di trent'anni fa lasciava più spazio ai giovani talenti, aveva il coraggio di metterli in campo e valorizzarli. Dobbiamo farlo anche noi”, dichiara Bergomi. Senza giovani non c'è, infatti, futuro. Un modo di pensare, che rappresenta un punto fisso nella strategia di crescita di Banor che, non a caso, ha istituito una nuova classe Unicef del fondo Banor Sicav EuroBond, a sostegno del progetto contro la mortalità infantile di Unicef Onlus nel mondo.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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