Mercati di nuovo giù: Bce e inflazione Usa affossano i listini

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
10.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Il rialzo dei tassi annunciato dalla Bce e l’inflazione Usa che ha toccato un nuovo record hanno mandato le borse in tilt

Per la prima volta dal luglio 2011, la Bce è tornata a parlare di aumento dei tassi di interesse. Annunciato un rialzo del 0,25% a luglio

Pubblicato il dato sui prezzi al consumo di maggio, che si è rivelata oltre le aspettative. Negli Stati Uniti un’inflazione così alta non si vedeva dal 1981

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta di venerdì, perdendo il 4,93% del suo valore. Apertura in rosso per Wall Street, con l'S&P 500 giù del 2,7%

Dopo giorni dove sulle borse azionarie aveva prevalso il sereno, i mercati sono di nuovo andati al ribasso. Negli Stati Uniti, come in Europa. Lo scossone sulle rispettive piazze finanziare ha il solito comun denominatore: l’inflazione. Da una parte i dati sull’aumento dei prezzi al consumo, dall’altra l’annuncio da parte della Bce di un rialzo dei tassi già a luglio ha tinto nuovamente di rosso i listini.

La conferenza della Bce tenutasi giovedì ad Amsterdam non è riuscita a tranquillizzare i mercati, anzi. A seguito delle parole della Lagarde, che di fatto ha annunciato un rialzo dei tassi di un quarto di punto già a luglio, a cui farà probabilmente seguito un ulteriore rialzo da mezzo punto a settembre, le borse europee hanno chiuso, e riaperto il giorno dopo, in profondo rosso. Maglia nera è Piazza Affari, che in una sola seduta ha perso più del 4,5% toccando i minimi da più di un mese. A soffrire di più delle manovre della banca centrale europea è stato il comparto bancario, con Bper che ha registrato, dopo avere presentato il nuovo piano industriale per il 2022-2025, una giornata da incubo, perdendo più del 13%. Unicredit e Intesa San Paolo – le due più grandi banche del paese - hanno perso entrambe più del 7%


Anche dall’altra sponda dell’Atlantico, le borse hanno registrato una due giorni da dimenticare, per via dei dati sull’inflazione di maggio. I timori della vigilia sono stati più che confermati, con l’inflazione che si è attestata al di sopra di quanto previsto dagli analisti. L’indice dei prezzi al consumo lo scorso mese è infatti salito dell’8,6% - contro l’8,2% atteso – con il dato “core”, quello depurato dai prezzi dei generi alimentari e dall’energia – che si è attestato al 6%, contro il 5,9% stimato. Più che su base annua a spaventare gli investitori è stata la variazione mensile. Rispetto ad aprile infatti l’inflazione è cresciuta dell’0,6%, il che ha lasciato molto incertezza circa la direzione futura che prenderanno i prezzi e se il picco è già stato raggiunto o meno. Wall Street venerdì ha aperto in territorio largamente negativo, con l’S&P 500 che a metà giornata perdeva il 2,7%.


Per quanto riguarda le altre classi di attività, l’obbligazionario è andato sotto pressione soprattutto in Italia, dove si è innescata una pioggia di vendite che ha portato il btp a prezzare al 3,76% e lo spread btp-bund a toccare quota 223 punti base, il massimo da maggio 2020. Sul mercato valutario invece l’euro, “tradito” dalla Bce, ha perso terreno rispetto al dollaro, con il cambio euro/dollaro che si è spinto fino al 1,06, per poi recuperare a 1,065. Infine anche il petrolio ha registrato una seduta non positiva, con il Brent che ha perso l’1,8%.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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