Mercati al ribasso: colpa di tassi e vaccini

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
26.2.2021
Tempo di lettura: 3'
I mercati azionari hanno subito una brusca frenata nell'ultima settimana: gli investitori temono l'inflazione, ma il cigno nero era ed è tutt'ora il covid

Giovedì l'aumento del Treasury a 10 anni al 1,5% ha innescato una perdita di oltre 2 punti percentuali a Wall Street. Anche il resto del mondo ha chiuso in rosso

Secondo Filippo Diodovich il rischio di inflazione è attualmente sovrastimato e il reale pericolo rimane una campagna vaccinale inefficace

A detto di Enrico Vaccari un ritorno dell'inflazione provocherebbe un movimento degli indice contenuto, a fronte di movimenti settoriali più ampi

Wall street è in rosso: lo S&P 500, l'indice di riferimento per il mercato azionario statunitense, ha perso il 2,45% nella sola giornata di giovedì. Il risveglio del giorno dopo non è stato migliore, pressoché per tutti i mercati, in particolare quelli asiatici. L'indice più ampio di MSCI di azioni Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è scivolato di oltre il 3% al minimo di un mese, la sua più ripida perdita percentuale di un giorno da maggio 2020. Come si spiegano questi cali?
I driver sono due: le aspettative di inflazione in aumento e una campagna vaccinale a rilento. “Le preoccupazioni su un possibile aumento dell'inflazione esistono e sono reali come ha confermato anche il capo economista della Bank of England, Andy Haldane, che ha paragonato l'inflazione a una tigre appena svegliata che sarà difficile da domare” spiega Filippo Diodovich, senior strategist di Ig. Tale aspettativa è sposata dagli investitori, che nelle ultime settimane sono fuggiti dal comparto obbligazionario. Giovedì i tassi dei Treasuries decennali Usa hanno superato nell'arco di poche ore la soglia dell'1,45% schizzando anche oltre l'1,6%, all'1,614%, al record dal febbraio 2020, con un movimento che alcuni trader hanno chiamato 'flash move', per poi chiudere al 1,51%. Tuttavia secondo Diodovich “i rischi su un possibile forte aumento delle pressioni inflazionistiche sono al momento sovrastimati, con il presidente del Federal Reserve System Jerome Powell che cercherà nuovamente di calmierare i mercati con le parole ma non con interventi di politica monetaria”.

In un contesto in cui l'inflazione è sparita dai radar delle autorità da dopo la crisi del 2008, un aumento dei prezzi potrebbe essere benefico per economia e in parte anche per i mercati. Sicuramente sarebbe meno dannoso di un rallentamento nella distribuzione dei vaccini e dunque della ripresa economica. A dirlo è Enrico Vaccari, responsabile clientela istituzionale di Consultinvest, che tuttavia sottolinea come la campagna vaccinale in paesi importanti come Stati Uniti, Inghilterra e Israele stia seguendo la tabella di marcia. “È ancora presto per dire che siamo alle porte di uno storno violento: al netto di nuove varianti immuni al vaccino è più probabile che si verificheranno correzioni ordinarie di mercato”. In questo scenario di crescita foriero di inflazione dunque non si verificherebbero grandi scossoni, quanto piuttosto una riallocazione settoriale. “Da una parte i titoli tech per via dei multipli alti e per la loro natura deflazionistica sarebbero penalizzati; dall'altra i settori ciclici, le commodieties e il settore bancario gioverebbero di un ritorno dell'inflazione” spiega Vaccari che chiosa “ci sarebbero movimenti indici molto contenuti, a fronte di movimenti settoriali molto ampi”.

Infine non è scontato che a fronte del ritorno dell'inflazione, la risposta delle autorità sarà una stretta monetaria. “Al netto che il mandato di Powell è in scadenza ad inizio 2022 e che i “falchi” potrebbero optare per una politica meno accomodante, un aumento dei tassi è improbabile per due ragioni: non si vuole fermare anzitempo la ripresa economica e anche in ottica più a lungo termine l'inflazione renderebbe molto più sostenibile il debito pubblico sia per gli stati che per le banche centrali che lo detengono” conclude Vaccari.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti