Mercati al rialzo: benvenuti nell'era delle microbolle

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
10.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Non una grande, ma tante piccole: sui mercati si stanno creando delle microbolle. Energie rinnovabili e criptovalute sono i settori più interessati, mentre ci sono 30 titoli da cui è meglio stare alla larga

Quartz, rivista statunitense di economia e politica, ha osservato che piuttosto che di bolla sarebbe più corretto parlare di tante piccole bolle

Energie rinnovabili, criptovalute, veicoli elettrici, gaming, biotecnologia e gaming sono i settori più a rischio bolla

Un ulteriore aumento dei tassi d'interesse innescherebbe il sell-off azionario. Se gli investitori non risultassero essere indebitati, i danni per l'economia sarebbero limitati

Indici azionari ai massimi storici, ipo miliardarie, singoli titoli, come Tesla, e singoli asset, come Bitcoin, alle stelle. Molti si sono chiesti se questi non siano chiari segni di una bolla finanziaria. La risposta potrebbe benissimo essere sì, ma con una sfumatura: alcuni esperti pensano che ci sia una serie di microbolle che gorgogliano tra gli investitori piuttosto che un'unica grande bolla generale.
"Credo al 100% che parte del mercato è in una bolla", ha affermato Stephanie Link, capo stratega degli investimenti presso la società di gestione patrimoniale Hightower Advisors, intervistato da Quartz. Secondo Link, le azioni che sono tanto popolari su Reddit sono probabilmente il miglior esempio dell'euforia irrazionale degli investitori, ma, per fortuna, sono solo una piccola frazione del mercato complessivo. “A differenza della bolla delle dot-com nel 2000, il settore tecnologico e delle comunicazioni, che costituisce quasi il 40% dell'indice S&P 500, non è nel territorio della bolla”. Secondo JPMorgan le sacche di euforia più importanti sono su energia rinnovabili, criptovalute e veicoli elettrici. Saxo Bank si è spinta oltre elencando 30 titoli, principalmente incentrati su biotecnologia, software, media e giochi, il cui prezzo è scollegato dai fondamentali economici. Tra questi compaiono nomi importanti: società appena quotate, dalle ipo miliardiarie, come Snowflake e Airbnb, e colossi la cui capitalizzazione vale quanto un paese, quali le cinesi Kuashiou Tecnology a Nio.
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Bolle senza ripercussioni reali


I risvolti della bolla dalle molte bolle, è che gli effetti sarebbero marginali al mercato, come è stato per moli altri casi storici. Secondo John Turner, coautore di Boom and Bust: A Global History of Financial Bubbles, infatti la maggior parte delle bolle hanno avuto ripercussioni limitate al settore in cui si sono verificate. Questo fu il caso, ad esempio, del Messico del 1825, quando le miniere messicane, le società di nuova costituzione e le obbligazioni latinoamericane furono travolte da un febbrile boom finanziario. La buona notizia è che queste frenesie speculative quando implodono non portano necessariamente con sé nel baratro l'intera economia. “Lo scoppio di tali bolle è dannoso per l'economia solo se gli investitori hanno preso in prestito per investire negli asset della bolla", ha detto Turner.

L'importanza dei tassi


Alcune microbolle potrebbero essere in procinto di scoppiare. Il produttore di auto elettriche Tesla e la società di esercizi online Peloton, che ha avuto rally strabilianti nel 2021, sono tra i titoli con le peggiori performance quest'anno nell'indice Nasdaq 100 ad alto contenuto tecnologico, con un calo del 12% o più. A testimonianza del fatto che non tutto il mercato si muove all'unisono la catena di hotel Marriott e Trip.com hanno registrato la stessa performance ma con il segno positivo. La miccia che potrebbe far saltare il banco delle microbolle sono i tassi di interesse, da sempre un fattore chiave che aiuta a gonfiare - e ora a sgonfiare - il boom delle azioni. Il rendimento del debito pubblico statunitense a 10 anni è aumentato a circa l'1,6%, rispetto al minimo storico, in oltre 150 anni di storia borsistica, dello 0,5% registrato l'anno scorso. Nel mentre l'economia americana prende slancio e quei rendimenti potrebbero salire ancora più in alto, spingendo gli operatori a ripensare i paradigmi che hanno alimentato il mercato negli ultimi 12 mesi.

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