Mercati 2022: alla ricerca di una nuova normalità

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
18.11.2021
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Secondo Ubs per i mercati il 2022 sarà un anno dal doppio volto, con tassi di crescita economica e inflazione elevati nel primo semestre che diminuiranno nel secondo semestre. Per chi guarda a più lungo termine le migliori opportunità sono nella transizione ecologica e nelle nuove tecnologie: intelligenza artificiale, big data e cybersicurezza

Ubs Wealth Management ha pubblicato il report Year Ahead 2022, con il quale ha presentato la view d'investimento della banca per il prossimo anno

Nello scenario base Ubs si aspetta circa i principali indici azionari  che l'S&P 500 chiuda il 2022 a 5200 punti, l'Eurostoxx 50 a 5000 punti e l'Msci Em a 1450 punti

Iniziamo l’anno con una posizione positiva sui “favoriti dalla crescita globale”, tra cui le azioni dell’Eurozona, e sul dollaro statunitense. Più sul lungo termine, vediamo opportunità nelle nuove tecnologie, nella transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio" ha commentato Mark Haefele

Nuovo anno, nuovo outlook. A poco più di un mese dalla fine del 2021 - che, salvo imprevisti dell'ultima ora, sarà ricordato come uno dei migliori anni per Wall Street - gli investitori si chiedono dove andranno i mercati il prossimo anno? A tale domanda ha provato a dare una risposta il consueto report di fine anno di Ubs Wm, che ha indicato buone stime per il 2022. La graduale riduzione degli stimoli monetari non dovrebbe infatti precludere rendimenti positivi sui mercati azionari. Se le cose dovessero andare per il meglio l'S&P 500 chiuderebbe l'anno a 5200 punti, l'Eurostoxx 50 a 5 mila punti, e l'indice Msci Em a 1450 punti. Rispetto alle quotazioni del 18 novembre 2021, si tratterebbe di un guadagno rispettivamente di oltre l'11%, il 14% e il 9%. Di contro nello scenario più negativo, ma meno probabile, le perdite si attesterebbero intorno al 15%% per tutti e tre gli indici.
Di mezzo c'è lo scenario di base, per il quale Ubs stima l'S&P 500 a 5200 punti, l'Eurostoxx 50 a 4750 e il Msci Em a 1400 punti. Al netto delle stime, ecco le principali indicazioni d'investimento emerse dal report:

  • Mercati favoriti dalla ripresa dei commerci internazionali. La crescita economica rimarrà probabilmente elevata nel primo semestre del 2022, favorendo i titoli ciclici, tra cui le azioni giapponesi e dell'Eurozona, le mid-cap USA, i finanziari globali, le materie prime e i titoli energetici.

  • Cercare opportunità nel settore sanitario. La crescita è destinata a essere robusta all'inizio del 2022, avvantaggiando i settori ciclici, ma nel corso dell'anno un rallentamento dovrebbe cominciare a favorire segmenti più difensivi del mercato, come il settore sanitario.

  • Cercare rendimenti non convenzionali poiché i tassi di interesse, i rendimenti obbligazionari e gli spread del credito sono ancora storicamente bassi. Alcuni investimenti alternativi come hedge funds e private markets possono consentire di migliorare la diversificazione di portafoglio.

  • Posizionarsi per un dollaro USA più forte poiché il connubio tra tapering della Fed e rallentamento della crescita globale favorisce il dollaro americano rispetto alle valute legate a politiche monetarie più accomodanti, come l'euro, lo yen e il franco svizzero.


Sui mercati obbligazionari, l'high yield asiatico offre rendimenti interessati e, avvicinandosi al 2022, UBS mantiene la sua preferenza per gli investimenti sostenibili per i clienti privati che investono a livello globale.

Per quanto riguarda il discorso legato all'inflazione, Ubs è dell'opinione che l'inflazione statunitense rimarrà su livelli elevati all'inizio del 2022 per poi scendere gradualmente verso il 2% entro la metà del 2022. Le principali banche centrali opereranno una stretta graduale, ma mantenendo un atteggiamento accomodante. In questo scenario di base la Fed concluderà il tapering entro la metà del 2022.
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Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, ha dichiarato: “Man mano che gli impulsi alla crescita economica legati alla pandemia cominciano ad affievolirsi, intraprendiamo un viaggio che ci porterà a scoprire se stiamo entrando in un nuovo regime economico a più lungo termine. Iniziamo l'anno con una posizione positiva sui “favoriti dalla crescita globale”, tra cui le azioni dell'Eurozona, e sul dollaro statunitense. Più sul lungo termine, vediamo opportunità nelle nuove tecnologie, nella transizione verso l'azzeramento delle emissioni di carbonio e nella forza delle alternative per sbloccare il rendimento e gestire la volatilità”.

Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management in Italia, ha aggiunto: Crescita, inflazione e politiche economiche resteranno i principali motori dei mercati nei prossimi mesi. Gli investitori continueranno a interrogarsi su come si comporterà l'economia globale e sulle implicazioni per le diverse asset class. Nel complesso continuiamo a vedere un contesto favorevole per il mercato azionario, con una crescita economica a buon ritmo e utili aziendali in ulteriore aumento”.
Al netto dell'andamento dei mercati nel 2022 e guardando invece al prossimo decennio gli effetti di alcuni trend di lungo termine come digitalizzazione, conversione verde dell'economia, invecchiamento della popolazione, deglobalizzazione e redistribuzione saranno sempre più evidenti.

La pandemia ha accelerato molti di questi temi creando incertezza ma anche interessanti opportunità di investimento sul lungo termine. Ad esempio, i ricavi cumulativi di nuove tecnologie quali intelligenza artificiale, big data e cybersicurezza, dovrebbero crescere da 384 miliardi di dollari statunitensi nel 2020 a 620 miliardi di dollari statunitensi nel 2025. Per cogliere la crescita in queste aree, gli investitori potranno considerare oltre alle mega-cap e concentrarsi sulle mid-cap che potrebbero rivelarsi la “prossima grande occasione”. Inoltre, il private equity potrebe consentire di avere esposizione a società che si trovano oggi nella fase iniziale della loro crescita.

Allo stesso tempo, la transizione verso l'azzeramento delle emissioni di carbonio sembra destinata a diventare uno dei trend d'investimento più importanti del prossimo decennio. Per riuscire ad azzerare le emissioni saranno necessari investimenti globali nelle rinnovabili per 50.000 miliardi di dollari USA a decennio fino al 2050, mentre il 50% delle riduzioni di emissioni dovrà arrivare da tecnologie non ancora sviluppate. Questo crea opportunità nelle greentech, nelle soluzioni per aria pulita e riduzione di carbonio, nonché nelle strategie di trading di carbonio.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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