In attesa del meeting Bce, l'Ocse vede nero sull'Italia

Teresa Scarale
Teresa Scarale
6.3.2019
Tempo di lettura: 3'
L'ultimo outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è impietoso per l'Italia. L'Ocse infatti indica lo Stivale come l'unica economia avanzata in recessione. Fanno peggio solo Turchia e Argentina. E intanto si attendono le nuove mosse della Bce

Per la Penisola si prospetta il peggior anno di crescita del Pil dal 2013. Se i dati saranno confermati, una manovra correttiva sarà inevitabile

In un contesto di inflazione praticamente inesistente, il rallentamento generale di Eurolandia spinge la Bce verso azioni di tipo accomodante, anche se non si prospetta un ritorno al Qe

La bacchettata dell'Ocse all'Italia


Unica fra le grandi economie globali a registrare una crescita negativa. Questa l'infausta previsione dell'Oecd per il nostro Paese nel 2019. L'Ocse è la prima grande istituzione a vedere nubi così fosche per il 2019 economico dell'Italia. Il taglio alle previsioni è di ben 1,1 punti percentuali, facendo calare la previsione sulla crescita del Pil a -0,2% per il 2019. In un contesto di generale rallentamento, tanto globale quanto europeo, l'Italia è l'unica economia a finire in recessione. Fanno peggio solo Turchia e Argentina. Per il 2020 invece la nuova previsione si ferma ad una crescita dello 0,5%.

Manovra correttiva in vista


Il passaggio del tasso di crescita del nostro Pil 2019 dall'1% previsto dal governo al -0.2% avrebbe però pesanti implicazioni in tema di conti pubblici. Il che renderebbe inevitabile una manovra correttiva entro luglio. Il complicarsi del quadro economico europeo giunge in concomitanza con la nuova riunionte dell'Eurotower.

E intanto, sul fronte Bce, si corre ai ripari


Del rallentamento dell'Eurozona non potrà non tenere conto la Banca Centrale Europea nella sua riunione periodica. E gli asset manager sono concordi. Ad esempio, secondo Gero Jung, economista capo di Mirabaud Am, è probabile che il 7 marzo 2019 la Bce annunci un nuovo programma di prestito bancario (Tltro). Dello stesso avviso anche Nomura, anche se la banca di investimento giapponese è convinta che lo stesso non sarà annunciato formalmente giovedì 7 marzo ma a giugno. Si allinea alle previsioni di Mirabaud e Nomura anche T.Rowe Price.

Anche per Mirabaud l'outlook per l'Eurozona prevede una sottoperformance in termini di crescita del Pil. Lo scenario di base per una crescita del Pil reale dell'1,5% è definito dallo stesso Jung ottimistico. In particolare, l'analista prevede che le autorità monetarie europee ridimensionino le prospettive di crescita per il 2019 dall'1,7%, all'1,3%. "A nostro avviso, al meeting di questa settimana anche le stime sull'inflazione potrebbero essere riviste al ribasso considerato che lo scorso mese l'inflazione core dell'indice dei prezzi al consumo (cpi) si è attestata solo all'1%".

Nuova liquidità per le banche, ma senza Qe


Il nuovo probabile programma di prestito bancario (se varato) sarà dunque accessibile a tutte le banche, consentendo loro di attingere nuova liquidità e rinnovare i prestiti esistenti. Tuttavia, tanto la moderata inflazione che il nuovo Tltro non sono segnali di un nuovo programma di Qe. "I dati sono deboli, non disastrosi", sottolinea l'economista. A tal proposito, un punto positivo è il continuo miglioramento del mercato del lavoro. Mentre, "stando agli ultimi sondaggi Pmi, è probabile che l'attività domestica compensi la debole attività industriale", conclude Gero Jung.
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Fonte Bloomberg
caporedattore

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