M&a, liquidità e digitale: il settore bancario guarda al 2022

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
11.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Dopo un biennio fatto di paure e rilancio il settore bancario è pronto per il nuovo anno. Ecco quali sono le sfide e le opportunità che attendono le banche nel 2022

S&P Global nel report "The Big Picture: 2022 Banking Industry Outlook" ha analizzato qual'è lo scenario del settore bancario per il prossimo anno

Secondo le stime di S&P Global la liquidità in eccesso in seno alle banche diminuirà nel 2022 e nel 2023, attestandosi sopra i 2.900 miliardi di dollari

Costi e preferenza dei clienti per il canale digitale hanno portato alla chiusura delle filiali: nell’ultimo anno solo negli Stati Uniti sono state chiuse 3.488 filiali

Gli sforzi del governo degli Stati Uniti per inondare i mercati di contanti all'indomani della pandemia si sono dimostrati un'arma a doppio taglio per le banche: da una parte hanno sostenuto i mutuatari dall'altra ha inondato le istituzioni di denaro in eccesso. Allo stesso tempo, la pandemia ha spinto molti clienti bancari a condurre affari attraverso i canali digitali, compresi quelli offerti dalle fintech ben finanziate. In un ambiente di guadagni difficili e in un panorama competitivo che è in continua evoluzione, alcune banche stanno lavorando per modernizzare le loro offerte, mentre altre stanno perseguendo fusioni di fronte a sfide scoraggian...

Record di m&a bancarie in vista


Dopo un primo trimestre a rilento, il ritmo delle operazioni di m&a bancarie negli Stati Uniti è aumentato notevolmente perché le preoccupazioni sul credito hanno incoraggiato molti acquirenti a rivolgersi alle operazioni straordinarie. Le pressioni fondamentali sui ricavi, con il desiderio di investire in tecnologia e ridurre i costi dovrebbero sostenere un ulteriore rimbalzo dell'attività di m&a bancaria e portare i valori aggregati delle operazioni nel 2021 e 2022 ai livelli più alti dalla crisi finanziaria globale. Alla fine di agosto, S&P Global aveva previsto che quest'anno si sarebbero verificate circa 230 operazioni con un valore aggregato di 63,3 miliardi di dollari. Ma anche questa stima di attività record potrebbe rivelarsi troppo conservativa. Fino al 13 ottobre, 166 accordi bancari con un valore complessivo di 57,3 miliardi di dollari sono emersi.

Meno filiali, più digitale


La pandemia ha accelerato notevolmente il ritmo dell'adozione del digitale, poiché i clienti sono passati dal visitare le filiali alle transazioni sui canali digitali. Le banche statunitensi hanno risposto spendendo di più in tecnologia e chiudendo filiali ad un ritmo record. Entrambe le tendenze dovrebbero continuare con l'aumento dell'attività m&a che permette futuri investimenti tecnologici e un maggiore consolidamento delle filiali. Un anno dopo l'inizio della pandemia, più della metà degli intervistati al sondaggio annuale di S&P Global Market Intelligence sul mobile banking negli Stati Uniti, condotto nei mesi di febbraio e marzo 2021, ha dichiarato di visitare meno frequentemente le filiali. Tra gli intervistati, più del 65% ha utilizzato le app bancarie più frequentemente e il 90% di questi ha indicato che continuerà o aumenterà l'utilizzo di queste anche dopo il covid. Risultato: le banche hanno chiuso molte più filiali nel 2020 che in qualsiasi altro periodo degli ultimi 10 anni. Nell'ultimo anno solo negli Usa hanno chiuso 3.488 filiali, contro l'apertura di 1.074 sedi.

Le fintech fan paura


Diverse aziende fintech, soprattutto quelle operanti nei pagamenti mobili, nel prestito digitale e nella gestione degli investimenti, hanno costantemente ampliato il loro ventaglio di prodotti offerti, conquistando quote importanti di mercato. Solo nel secondo trimestre negli Usa le aziende fintech hanno attratto quasi 7,5 miliardi di dollari in finanziamenti di capitale di rischio attraverso 194 transazioni, per un aumento di quasi il 70% su base annua. Le aziende che operano nel settore dei pagamenti hanno attirato la maggior parte del capitale. Diversi aziende hanno registrato un picco di utenti, grazie all'aggiunta di servizi non di pagamento come il conto corrente o la compravendita di azioni, che le hanno rese degli hub finanziari mobili. Il che proietta queste società in diretta competizione con le banche tradizionali.

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