L’inflazione: quale impatto sulle casse dello Stato?

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Nicola Dimitri
28.6.2022
Tempo di lettura: 3'
A dispetto di un contesto economico particolarmente difficile, l'economia italiana sembra aver ripreso slancio dopo la lenta partenza di gennaio

Benché l’inflazione porta a crescere i rendimenti delle obbligazioni, quindi la spesa per interessi, nel breve periodo essa può generare un effetto positivo sulle casse dello Stato

All’impulso inflazionistico derivante dal comparto energetico si è aggiunto l’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari causato dalla guerra in Ucraina

Come noto, anche a causa delle conseguenze negative della guerra in corso, le maggiori economie del mondo, tra cui l’Italia, stanno attraversando turbolenze economiche particolarmente rilevanti che, non hanno, stando a quanto ritenuto da commentatori, ancora mostrato i loro effetti negativi.

La Bce, le istituzioni europee, l’Ocse e le banche nazionali mettono in guardia gli attori politici ed economici dei rischi avversi dell’inflazione che, in questo momento storico, sta caratterizzando l’andamento economico e finanziario dell’Europa e non solo.

Tuttavia, come segnalato in un recente report dell’Osservatorio sui Conti Pubblici, dell’Università Cattolica di Milano, tra le tante conseguenze negative correlate all’inflazione occorre evidenziare che, almeno in un primissimo momento, questo fenomeno, che si contraddistingue per l’aumento medio dei prezzi a salari invariati, potrebbe generare risvolti positivi per le casse dello Stato.

Nel succitato report, dal titolo “L’impatto dell’inflazione sui conti pubblici: lo stato ci guadagna (per ora)”, è specificato che l’aumento improvviso dell’inflazione potrebbe, entro l’arco di un periodo di tempo ristretto, influire positivamente sulle entrate dello Stato rispetto alle spese primarie, con un miglioramento del saldo primario.

A certe condizioni, spiegano gli autori del report, l’inflazione erode il valore reale dei titoli di debito pubblico (quindi, il peso del debito pubblico) non indicizzati in circolazione. In buona sostanza, benché l’inflazione porta a crescere i rendimenti delle obbligazioni, quindi la spesa per interessi, nel breve periodo essa può generare un effetto positivo sulle casse dello Stato e in particolare sul rapporto debito/Pil che potrebbe nel 2022 ridursi a 35 miliardi di euro.

Ad avviso del Mef, a dispetto di un contesto economico e geopolitico estremamente sfidante, l'economia italiana ha ripreso slancio dopo una partenza lenta a gennaio. Il robusto incremento del Pil previsto per il secondo trimestre dovrebbe portare la crescita acquisita al secondo trimestre in linea, se non al disopra della previsione media annua del Def (3,1%). La seconda metà dell'anno si presenta più sfidante, anche per via della salita dei tassi di interesse e dello spread, ma la crescita trimestrale del Pil dovrebbe rimanere lievemente positiva.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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