L'importanza degli intangibili nella performance

Teresa Scarale
Teresa Scarale
29.5.2018
Tempo di lettura: 3'
I cosiddetti intangibili sono la capacità innovativa, l'utilizzo efficiente delle materie prime e dell'energia, l'efficienza operativa e la valorizzazione del capitale umano. Tutti fattori da includere nei nuovi modelli di analisi della performance

Cosa si intende per intangibili

La sostenibilità paga. Molto

Gli "intangibili" sono concettualmente collegati ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dalle Nazioni Unite nel settembre 2015.

Cosa sono gli intangibili


“Secondo uno studio della società di analisi statunitense, Ocean Tomo, tra il 1975 e il 2015 il peso degli asset intangibili, cioè quelle caratteristiche che esulano dall'analisi finanziaria tradizionale ma che concorrono a creare valore, sull'S&P 500 è salito dal 17% all'87%. Leggendo questo dato al contrario, si può dedurre che, se fino al 1975 i bilanci finanziari hanno catturato quasi il 90% del valore di mercato delle grandi società americane, ora solo poco più del 10% può essere spiegato dall'analisi finanziaria tradizionale basata su principi contabili”. Sono le parole di Simona Merzagora, Managing Director di NN Investment Partners.

Gli intangibili sono indicatori per misurare la capacità di innovare di un'azienda. Si tratta dell'utilizzo efficiente delle materie prime e dell'energia, dell'efficienza operativa. E naturalmente della valorizzazione del capitale umano.

Per non restare esclusi da questo processo si rendono necessari nuovi modelli di analisi, questi, che includono fattori non tradizionali di rischio e rendimento.

Studi realizzati da NNIP in collaborazione con l'European Centre for Corporate Engagement (Ecce) dell'Università di Maastricht mostrano che l'integrazione dell'analisi dei fattori Esg (Environmental, Social, Governance) nei processi d'investimento influisce anche sui rendimenti.

In che modo gli Esg influiscono sui rendimenti?


In campo azionario:

  • I titoli azionari con momentum positivo in base al punteggio Esg hanno sovraperformato quelli con momentum negativo;

  • L'esclusione dei titoli azionari controversi ha determinato indici di Sharpe più elevati.


In campo obbligazionario societario:

  • Il passaggio da un punteggio Esg medio a punteggi massimi comporta una comprovata riduzione dello spread;

  • Questo è particolarmente dimostrabile per il fattore governance, che influisce in modo particolare su numerose tipologie di obbligazionari e di emittenti.


Secondo la ricerca di NNIP, la sensibilità degli italiani verso le tematiche connesse alla sostenibilità ambientale è in forte crescita. L'ultima rilevazione dell'Osservatorio sullo stile di vita sostenibile realizzato da LifeGate in collaborazione con Eumetra MR, mostra che in Italia sono quasi 38 milioni gli individui interessati a questi temi. Ovvero il 74% della popolazione. Il che segna una crescita di quasi 10 milioni in più rispetto al 2017.

La tavola rotonda di NNIP


I dati sono stati resi noti nel corso della tavola rotonda di oggi 29 maggio 2018 di NNIP. E hanno confermato questa tendenza anche nel campo degli investimenti. L'8% degli intervistati è infatti a conoscenza dell'esistenza di soluzioni d'investimento che dedicano una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale. Si tratta di circa 4 milioni di italiani, con un trend incrementale del +2% rispetto al 2017. Di questi, il 2% ha già investito parte dei propri risparmi in fondi d'investimento sostenibili. Si tratta dunque di circa 1 milione di italiani. Il restante 6% invece non ha ancora deciso se scegliere questa tipologia di prodotti.

Il 24%, ne ha sentito parlare ma non sa esattamente di cosa si tratta e il 68% non ne ha, invece, mai sentito parlare. Relativamente alla propensione alla scelta di differenti opportunità di investimento, a parità di rendimento il 76% del campione intervistato opterebbe per un investimento sostenibile.

Cosa significa per la catena del valore applicare queste scelte?


Francesco Bicciato, segretario del Forum per la finanza sostenibile. "Dai 50 investitori iniziali del 2006, oggi siamo quasi a 2000. A livello globale rappresentano 80.000 miliardi di Aum. Ovviamente il cambio è stato radicale. Cito solo qualche esperienza. Deutsche Bank evidenzia che il 90% degli investitori ha avuto un impatto positivo dagli Esg. La domanda è aumentata sia dal punto di vista istituzionale (es. fondi pensione) che retail. E' un aspetto che sta cambiando si generazione in generazione. Uno studio recente di Schroders ha evidenziato che il 51% dei millennials è interessato a prodotti finanziari sostenibili. I baby boomers sono invece fermi al 30%".

"La legislazione è sempre più presente. Questo passaggio spinge ulteriormente gli investitori verso questa tipologia di investimenti. Infine, aderire agli Esg aumenta moltissimo la reputazione".

 

 

 
caporedattore

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