L'asse franco-tedesco a Davos scrive le regole per la ripresa

Laura Magna
Laura Magna
26.1.2021
Tempo di lettura: 3'
La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Marcon individuano nella digitalizzazione e nell'economia verde priorità molto chiare. E aprono al multilateralismo oltre che a un maggior coordinamento globale nella gestione delle crisi come quella da cui ancora fatichiamo a uscire 

“Il vaccino mostra che possiamo trovare una via d'uscita da questa pandemia, ma sarà molto più difficile di quanto pensiamo”, secondo Merkel. È necessario ora costruire business resilienti che conservino un cuscinetto su cui scaricare eventuali nuovi choc

L'essere umano deve essere riportato al centro, secondo Macron. Il modello del capitalismo e dell'economia di mercato "non può più funzionare" in quanto "l'accelerazione" della finanza e della digitalizzazione hanno spezzato il "compromesso" che lo legava "alla società democratica, alla libertà individuale e all'espansione della classe media"

L'asse franco-tedesco rinasce a Davos. Ma nell'ottica della collaborazione tra gli Stati e del multilateralismo. L'Europa core tende la mano a quella che un tempo era definita periferia, da un lato Angela Merkel che invita a realizzare "sforzi concertati", con un ruolo centrale del G20. “La presidenza italiana lavora esattamente in questa direzione"
Sforzi concentrati per investire in digitalizzazione e transizione verde, obiettivi che la Germania definisce “priorità molto chiare”. Le stesse individuate dal presidente Emmanuel Macron: “l'economia di domani deve pensare all'innovazione, con l'uomo al centro, e deve costruire la sua competitività nell'alveo delle considerazioni sul clima”. Macron apre allo stesso modo della Merkel a un maggior coordinamento internazionale per la gestione della pandemia che è ancora un'emergenza.

Merkel: servono cooperazione e visione di lungo termine 


Dunque da dove si parte per attuare la ripresa globale dell'economia (e dell'Europa in particolare)? Merkel ha sottolineato che gli investimenti effettuati tramite i finanziamenti europei del Recovery Fund "devono guardare al lungo termine, allo scopo di poter essere più solidi in futuro" nell'eventualità di nuovi shock.
Intanto, nel breve termine si guarda ai programmi vaccinali, che stanno procedendo con successo e dimostrano il valore della cooperazione internazionale. “Il vaccino mostra che possiamo trovare una via d'uscita da questa pandemia, ma sarà molto più difficile di quanto pensiamo”. Ma dalla pandemia si possono trarre alcune lezioni importanti per la Germania e per il mondo, a partire dall'interconnessione inevitabile, generata dalla globalizzazione e che invita a pensare insieme le strategie; fino alla consapevolezza della nostra vulnerabilità come parte della natura.

La pandemia ha mostrato che l'Europa può funzionare come Unione, ma “bisogna aumentare la velocità: la burocrazia l'ha rallentata”. Bisogna dunque evitare chiusure e aprirsi al mondo per affrontare la questione del cambiamento climatico e anche lo stesso Covid 19. "Questa è l'ora del multilateralismo".

Wto di nuovo al centro del commercio internazionale


Ci vuole perciò maggior trasparenza e bisogna rafforzare il ruolo del Wto, essenziale per il commercio mondiale. Il fatto che Biden abbia riportato gli Usa in questo contesto è un "messaggio molto positivo". “Se vogliamo accordi multilaterali, è necessario stabilire standard comuni per quanto riguarda le condizioni di lavoro e l'ambiente. Dobbiamo essere molto veloci nel trovare nuove risposte alla digitalizzazione”, aggiunge Merkel. Intanto l'accordo commerciale tra Unione Europea e Cina ha portato a un "salto di qualità nelle relazioni reciproche. Possiamo fare di più grazie a una reciprocità sulle linee della trasparenza, dei sussidi e degli standard di lavoro".

Costruire business resilienti


Il modo in cui concepiamo i business in tempi di pace “tende a sfruttare tutto lo spazio di manovra che abbiamo, non c'è un cuscinetto di sicurezza. Ma nel mondo connesso, un evento lineare può portare a uno non lineare. I buoni eserciti sanno che hanno bisogno di arruolare riservisti in caso di guerra, quindi sarebbe una buona norma se esaminassimo dove è necessario tenere un cuscinetto di sicurezza, presumendo che le cose non saranno sempre perfette e dovremo affrontare di volta in volta problemi diversi e imprevedibili”. La Merkel definisce questo aspetto "agilità cautelativa", un approccio graduale e la ricerca di soluzioni. “Con l'uomo al centro, ma allo stesso tempo dobbiamo stabilire alcune regole e ripensare questo in tempi di sovranità digitale”.

Il valore dell'individuo al centro, secondo Macron


C'è un'altra lezione che deriva dalla pandemia e che ricorda il presidente francese Macron: ovvero che l'uomo resta il centro di ogni cosa, della crisi sanitaria, in cui è prioritario salvare vite e anche dell'economia. Il presidente ha esortato le aziende a svolgere un ruolo attivo nella lotta alle disuguaglianze all'interno della società e ad essere anche responsabili delle conseguenze climatiche delle loro azioni.

Il capitalismo non funziona più


Il modello del capitalismo e dell'economia di mercato "non può più funzionare" in quanto "l'accelerazione" della finanza e della digitalizzazione hanno spezzato il "compromesso" che lo legava "alla società democratica, alla libertà individuale e all'espansione della classe media". Lo ha detto Macron, sottolineando che ovviamente "il capitalismo e l'economia di mercato non si possono certo liquidare in fretta, dal momento che hanno tirato fuori dalla povertà molti milioni di persone e offerto accesso a beni e servizi in un modo senza precedenti. Allo stesso tempo, però, hanno espulso dal ciclo
produttivo altre centinaia di milioni di cittadini che hanno dovuto subire shock economici legati alle delocalizzazioni, hanno perso il lavoro e sentono di aver perso la loro utilità".
Macron ha poi puntato il dito sulla "disconnessione tra la finanziarizzazione e la catena del valore" che "è una cosa negativa quando concentra troppi fondi in attività poco
rischiose". Inoltre, ha aggiunto il presidente francese, "i social network hanno globalizzato l'immaginazione, facendo sì che le persone si confrontassero l'una con l'altra su scale mai
viste prima". "In questo modo abbiamo creato due re del sistema, i produttori e i consumatori, a spese dei lavoratori e ciò ha creato esternalità negativa per l'ambiente e ha alimentato la crisi della democrazia".

La crisi della democrazia


L'accelerazione dell'innovazione e il cambiamento di paradigma in corso apriranno nuove questioni legate alla democrazia, alle disuguaglianze, a questioni economiche e sociali, secondo Macron. “A guidare la nuova rivoluzione saranno le tecnologie dell'intelligenza artificiale, dell'intelligenza quantistica, e l'insieme delle due, ha precisato. Tale accelerazione investirà tutti i settori produttivi, cambierà profondamente il modo di affrontare problemi come le pandemie e i cambiamenti climatici ma "provocherà disuguaglianze ancora più spiccate, problemi sociali ed economici che dobbiamo iniziare a considerare sin da oggi". Ma "le nostre economie devono investire in queste innovazioni più velocemente, in modo da poter rispondere più velocemente alla sfida dei cambiamenti climatici", ha precisato.

Il cambiamento climatico e la pandemia


L'uscita degli Usa dall'accordo sul clima di Parigi ha costituito "un rischio enorme" ma "il castello di carte non è cascato". Macron ha sottolineato l'importanza della conferenza Onu sul clima che dovrà raggiungere l'obiettivo di stilare "regole comuni sulla biodiversità". E ha ricordato che nella pandemia “la Francia ha perso oltre 73.000 vite, più di Spagna, Italia e Germania. Più di un milione di persone sono state vaccinate in Francia ma, a differenza di molti dei suoi vicini europei, non è in lockdown. Gli esperti stanno monitorando attentamente l'impatto che tale approccio ha sul tasso di infezione”, ha spiegato l'inquilino dell'Eliseo. Le parole di Macron hanno molto peso nel momento in cui molti paesi in Europa stanno valutando i vantaggi di un maggiore coordinamento per superare la crisi ancora in corso e mentre la nuova amministrazione Biden segnala la sua intenzione di rafforzare le relazioni transatlantiche, attraverso la Nato e rafforzando la partnership degli Stati Uniti con l'Unione europea.

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