La pandemia ha cambiato le preoccupazioni degli italiani

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In vetta alla classifica delle paure si trovano: gravi malattie, disoccupazione e perdita dell'autonomia finanziaria

Le nuove abitudini hanno contribuito ad abbattere i timori relativi a furto o danneggiamento d’auto, ad una aggressione o ad un attentato terroristico

Lato economico, il 64% degli intervistati ha subito o pensa che subirà̀ una riduzione delle entrate

Gravi malattie, disoccupazione e perdita dell'autonomia finanziaria sono i rischi per i quali vorrebbero essere maggiormente protetti gli italiani. Esigenze diverse rispetto alla precedente edizione del report pubblicato da Bnp paribas cardif in collaborazione con Ipsos. In un mondo completamente diverso e colpito dalla pandemia gli italiani sono dunque più̀ preoccupati e pessimisti, rispetto al 2019 e alla media europea.
Aumenta quindi la paura di perdere il lavoro e dell'ospedalizzazione, cresce il desiderio di avere una maggiore protezione verso la propria salute, la famiglia e la sfera economica e si rafforza la consapevolezza sull'assicurazione del credito. In generale, la pandemia ha ridotto le entrate economiche di tanti italiani, costringendoli a rimandare o annullare i progetti più̀ onerosi. E infatti, in cima alla piramide delle preoccupazioni c'è il timore di una riduzione delle entrate (75%; +2% sul 2019; contro il 70% europeo). Seguono la paura di una malattia grave (71%; +1% sul 2019) e della perdita della propria indipendenza (68%; -2%; 60% in Europa). Con il Covid-19 sono aumentati di ben 4 punti percentuali rispetto al 2019 sia il timore di perdere il lavoro (65%, contro il 58% in Europa), sia quello dell'ospedalizzazione (65%). Ma c'è di più̀. Se nel 2019 la paura di un disastro naturale, proprio come una pandemia, colpiva il 49% della popolazione, ora la percentuale sale al 56%. In compenso, però, le nuove abitudini hanno contribuito ad abbattere i timori relativi a furto o danneggiamento d'auto (53%; -4 %), aggressione (49%; -4 %), attentato terroristico (34%; -7 %).

E dunque, come abbiamo visto l'emergenza sanitaria ha sottolineato l'importanza del tutelarsi da eventi imprevisti. Il 62% degli italiani ritiene infatti positivo il fatto di poter disporre della protezione di una polizza (contro il 55% del 2019). Solo il 7% (contro l'11% europeo) si definisce “molto ben protetto”, anche se aumenta la percentuale di chi si sente “abbastanza protetto” (55%; +6 %) e diminuisce chi si sente “non molto protetto” (30%; -7 %). “La pandemia ha, quindi, accentuato il desiderio di protezione degli italiani in particolari su alcuni ambiti ritenuti più̀ impattanti. Al primo posto la malattia grave (40%; +7%.; in Germania è solo il 26%), seguita dalla perdita del lavoro (36%, +7 % il 19% in Germania) e dalle perdite finanziarie/riduzioni delle entrate (35%; +6%). In forte aumento anche le risposte relative alla malattia cronica, alla perdita di indipendenza all'incidente e alla morte”, si legge dal report.

Per quanto riguarda l'aspetto economico il 64% degli intervistati ha subito o pensa che subirà̀ una riduzione delle entrate. Una percentuale ben superiore rispetto alla media europea (58%) e a paesi come Germania (45%) e Francia (48%). A determinarla è per il 35% degli intervistati una temporanea riduzione del salario, per il 24% l'abbassamento delle ore di lavoro e per il 21% la perdita del lavoro. Proprio a causa dell'emergenza, inoltre, più̀ della metà degli italiani (il 56%, contro il 53% a livello europeo e il 33% in Germania) ha dovuto o dovrà posticipare o rinunciare del tutto ad un acquisto importante. Solo il 16%, invece, ha avuto o si aspetta di avere difficoltà nel saldare le bollette: un dato che sorprende se confrontato con la media europea (20%). Ma quanto ci vorrà per ripristinare il tasso di disoccupazione ai livelli pre-Covid? Su questo gli italiani sono più̀ pessimisti rispetto agli altri europei. Solo per il 3% (il 7% in Europa) bisognerà attendere fine anno, mentre il 59% (contro il 48% europeo, il 45% in Germania) crede che ci vorranno 3 anni o più̀.

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