La Fed al vaglio covid: prime proiezioni da fine 2019

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.6.2020
Tempo di lettura: 3'
Dopo sei mesi di silenzio, la Fed farà le sue proiezioni economiche sulla crisi covid. Le stesse che, lo scorso marzo, aveva rinunciato a dare. Nel frattempo rafforza il suo programma di aiuti alle piccole e medie imprese, mentre gli analisti scommettono su un indebolimento del dollaro

La Fed avrebbe dovuto dare le sue prime stime sui dati economici a venire nel mese di marzo. Ora, il contesto appare decisamente più favorevole per fare stime sull'andamento dell'economia, soprattutto alla luce dei dati positivi sulla disoccupazione e del mercato azionario Usa

Gli analisti si attendono da parte di Powell un prosieguo della politica monetaria accomodante e un indebolimento della divisa americana

Lo stesso Powell intanto ha rafforzato il Main street lending program, dedicato alle piccole e medie imprese

Quella dell'11/6/2020 non sarà una conferenza stampa come le altre per Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve a marzo aveva rinunciato a dare previsioni sull'incipiente crisi covid negli Usa.
Ora, il contesto appare decisamente più favorevole per fare stime sull'andamento dell'economia di qui ai prossimi mesi. Per iniziare, i dati sulla disoccupazione si sono rivelati migliori del previsto. Gli analisti si attendevano infatti un tasso di cittadini alla ricerca di un impiego pari al 14,4%, mentre la realtà ha restituito un insperato 13,3% grazie alla creazione di nuovi 2,5 milioni di posti di lavoro. La flessibilità del mercato del lavoro Usa funziona sempre, nel male e nel bene. Inoltre, anche i mercati azionari sembrano aver compensato le perdite dei giorni più bui della pandemia. Quale occasione migliore allora per rendere note le stime sull'andamento dell'economia? Molti si aspettano però brutti numeri dalle previsioni Fed sugli effetti della crisi covid.

Fed, un dollaro più debole per battere la crisi covid?


Daisuke Karakama, capo economista di mercato di Mizuho Bank, afferma che la Fed potrebbe indebolire il dollaro se avrà esaurito gli strumenti di politica economica. Tra gli investitori e alcuni analisti si ipotizza che la Fed potrebbe iniziare a controllare la curva dei rendimenti. Gli Usa hanno il vantaggio di avere la principale valuta di riserva globale: per tal motivo non è difficile indebolirla, se vogliono. In generale gli osservatori scommettono su una politica monetaria “aggressivamente accomodante”. Dopo le grandi mosse di liquidità dei mesi scorsi, spintesi a sostenere anche i titoli high yield, altri preferiscono puntare su un approccio attendista, ritenendo che i membri del Federal oper market committee (Fomc) preferiranno attendere settembre prima di impegnarsi in qualsiasi altro nuovo piano di stimoli.

Aiuti concreti per le piccole e medie imprese Usa: il Main street lending program


La Federal Reserve sembra però già smentire gli “attendisti”. Nella giornata del 9 giugno ha infatti deciso di allentare le condizioni del suo programma di prestiti alle piccole e medie imprese. Una mossa che sembra essere una risposta a quanti criticavano le disparità a favore delle società più forti nella distribuzione dei primi aiuti. È questo il tentativo della Fed di raggiungere il maggior numero di imprese colpite dallo shock economico covid. In particolare, la Fed ha abbassato l'importo minimo del Main Street Lending Program da 500.000 a 250.000 dollari, aumentando il tetto massimo. Ha poi esteso i termini del prestito da quattro a cinque anni, concedendo alle imprese di attendere due anni prima di iniziare a rimborsarlo (precedentemente era previsto solo un anno di attesa).

Lo stesso Jerome Powell ha detto che "supportare le piccole e medie imprese in modo che siano pronte a riaprire e reinserire i lavoratori contribuirà a favorire una ripresa economica su una base ampia". Infine, ha aggiunto di essere “fiducioso che i cambiamenti che stiamo apportando miglioreranno la capacità del Main Street Lending Program di sostenere l'occupazione durante questo difficile periodo".

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