Italia, poco attrattiva e indietro per educazione finanziaria

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L'Italia indietreggia. Per recuperare terreno servono riforme fiscali, semplificazione e maggiore equità. Nel nostro paese, c'è molto da fare anche in tema di educazione finanziaria

Secondo il Global attractiveness index, l'Italia è al 18esimo posto a livello globale, con un punteggio in peggioramento rispetto allo scorso anno: 60,36 da 61,15 nel Gai 2019

In Italia c'è anche un basso livello di educazione finanziaria: con un punteggio medio di 3,5 su  9 ricopre attualmente l'ultima posizione tra i Paesi del G20

Italia sempre meno attrattiva e in ultima posizione tra i paesi del G20 per educazione finanziaria. Secondo il Global attractiveness index (Gai) 2020, realizzato da The European House – Ambrosetti con Aviva Assicurazioni in Italia, Philip Morris Italia e Toyota Material Handling Italia, il nostro paese è al 18esimo posto a livello globale, con un punteggio in peggioramento rispetto allo scorso anno (60,36 da 61,15 nel Gai 2019).
Inoltre, se si analizzano specifiche macro-aree, si evidenziano delle criticità soprattutto nella macro-area efficienza. “Il total tax rate, per esempio, secondo gli ultimi dati Eurostat, passa dal 53,1% al 59,1%, posizionando il Paese al 129o posto, in peggioramento”, si legge nello studio dal quale emerge che per recuperare terreno sarebbero utili riforme fiscali, semplificazione e maggiore equità.
“L'attivazione della capacità trasformativa dell'Italia non è più rimandabile, in quanto con sempre maggiore difficoltà, nei prossimi anni, saremo in grado di vivere delle rendite del passato", ha commentato Valerio De Molli, ceo di The European House - Ambrosetti. Dal canto suo Marco Hannappel, amministratore delegato di Philip Morris Italia, ha aggiunto che la ripartenza "si collocherà in un nuovo scenario, in cui le imprese vincoleranno sempre meno i propri successi a un'area geografica specifica o a un paese in particolare” e che "in questa prospettiva di reshoring, il compito dell'Italia sarà quello di cogliere tale opportunità per attrarre e promuovere investimenti di imprese italiane e straniere".

In realtà, all'intero del Gai 2020 a risultare perdente è tutta Unione europea, che ha registra un processo di diminuzione dell'attrattività. Negli ultimi 5 anni, infatti, il 75% dei Paesi europei è in riduzione o stabile nel ranking, inoltre negli ultimi 10 anni la percentuale europea di investimenti diretti esteri sul totale globale è diminuita dal 43,7% al 30,7%.

Si è focalizzato invece sulla bassa educazione finanziaria Ignacio Izquierdo Saugar, chief executive officer di Aviva Assicurazioni in Italia, ricollegandosi al fatto che l'Italia - con un punteggio medio di 3,5 su  9 - ricopre attualmente l'ultima posizione tra i Paesi del G20.

“Sono 18,5 milioni le famiglie residenti nel Paese che non utilizzano strumenti finanziari – ha detto Izquierdo Saugar - Un livello maggiore di alfabetizzazione finanziaria sarebbe in grado di portare molteplici benefici all'economia reale del paese, come una maggiore capacità di attrarre investimenti esteri. Per migliorare è però fondamentale uno sforzo congiunto da parte delle Istituzioni e di tutti i player che operano nei settori finanziario e assicurativo”.

Un basso livello medio di educazione finanziaria come quello presente in Italia produce, infatti, un eccessivo accumulo di liquidità e frena lo sviluppo dei mercati finanziari (non a caso l'Italia è l'ultimo Paese in Europa per dimensioni del mercato Venture Capital). Non solo, l'accumulo di liquidità ha anche un costo nascosto, in quanto il valore reale della moneta viene eroso dall'inflazione: chi non ha investito negli ultimi 15 anni ha perso circa il 30% di ricchezza potenziale in termini reali.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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