Italia fanalino di coda Pil nel G7, volano Cina e India

Teresa Scarale
Teresa Scarale
26.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Il Belpaese nel 2021 crescerà meno di tutti i paesi economicamente più avanzati del globo. Il puntuale aggiornamento del World economic outlook del Fondo monetario internazionale è impietoso con il nostro paese, mentre Fitch minaccia il declassamento

L'economia italiana quest'anno crescerà del 3,0%, ossia 2,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni pregresse. Nel 2022 invece il Pil è stimato crescere del 3,6%, l'1,0% in più se paragonato alle ultime stime

Il Dragone è l'unica grande economia a crescere nel 2020 (+2,3). Per il 2021 il Paese di Mezzo dovrebbe crescere alla “vecchia maniera”, dell'8,1%, rallentando però nel 2022 (+5,6%)

Quando finalmente la crisi sarà terminata, la ricchezza aumenterà. Il Fondo prevede per i redditi globali un aumento di 9.000 miliardi, con benefici per tutti i paesi, inclusi 4.000 miliardi per le economie avanzate

Intanto però, a causa della pandemia le perdite complessive per la produzione mondiale ammontano a 22.000 miliardi di dollari nel periodo 2020-2025. La contrazione economica mondiale per il 2020, seppur inferiore alle attese (-3,5% invece del -4,4% previsto in precedenza), resta la peggiore dal 1929

L'International monetary fund ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil per l'Italia nel 2021. Una notizia che giunge particolarmente sgradita nel giorno dell'apertura ufficiale della crisi di governo. Secondo il World Economic Outlook per il 2021, l'economia italiana quest'anno crescerà del 3,0%, ossia 2,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni pregresse. Nel 2022 invece il Pil è stimato crescere del 3,6%, l'1,0% in più se paragonato alle ultime stime (ottobre 2020). Eppure nel 2020 la contrazione era stata inferiore alle attese: il Pil era calato del 9,2% rispetto al -10,6% previsto. Con le stime del Fondo fa il paio Fitch. L'agenzia di rating mette infatti in guardia dai rischi di politica economica legati al nostro paese.

«Le conseguenze della crisi politica non sono chiare», afferma Fitch. Nello stesso momento, ritiene «improbabili le elezioni anticipate. Tuttavia, l'avvento di un governo debole o una persistente incertezza politica «potrebbe danneggiare le prospettive di crescita dopo la pandemia».  L'agenzia, vede in agguato il fallimento nell'attuare «una credibile strategia di crescita post-pandemica», compreso «l'efficiente uso dei fondi Next generation Ue. Ciò ridurrebbe la probabilità di stabilizzare e ridurre il rapporto debito/pil.
Volano invece le economie del futuro, Cina e India. Il Dragone è l'unica grande economia a crescere nel 2020 (+2,3). Per il 2021 il Paese di Mezzo dovrebbe crescere alla “vecchia maniera”, dell'8,1%, rallentando però nel 2022 (+5,6%). L'India, partendo da una contrazione dell'8% nel 2020, nel 2021 dovrebbe impennarsi all'11,5% di crescita, per poi registrare nel 2022 un +6,8%.

Usa e Giappone dovrebbero tornare ai livelli di attività di fine del 2019 nella seconda parte del 2021. Per area euro e Gran Bretagna «l'attività è prevista tornare ai livelli di fine 2019 nel 2022», afferma la capoeconomista del Fmi, Gita Gopinath. «Resta molto da fare sul fronte della sanità e delle politiche economiche per limitare un danno persistente dalla severa contrazione del 2020 e assicurare una sostenuta ripresa». Proseguire con gli aiuti all'economia fino a una normalizzazione dell'attività è in questo frangente essenziale. Si deve puntare ad aumentare il potenziale di crescita, a tutelare i più deboli e ad accelerare la transizione a una minore dipendenza dal carbone. È prioritario assicurare ai sistemi sanitari le adeguate risorse per «battere la pandemia a livello globale.

«È necessario agire rapidamente per un ampio accesso ai vaccini e medicinali» per «correggere le profonde disuguaglianze che esistono al momento», prosegue in conferenza stampa la Gopinath. Le varianti del coronavirus ricordano che «la pandemia non è finita fino a quando non è finita ovunque». Quando finalmente la crisi sarà terminata, la ricchezza aumenterà. Il Fondo prevede per i redditi globali un aumento di 9.000 miliardi, con benefici per tutti i paesi, inclusi 4.000 miliardi per le economie avanzate.

Intanto però, a causa della pandemia le perdite complessive per la produzione mondiale ammontano a 22.000 miliardi di dollari nel periodo 2020-2025. La contrazione economica mondiale per il 2020, seppur inferiore alle attese (-3,5% invece del -4,4% previsto in precedenza), resta la peggiore dal 1929. 150 i paesi che «nel 2021 avranno redditi pro capite inferiori ai livelli del 2019», afferma la studiosa, prevedendo che nel 2020-2021 circa 90 milioni di persone scivoleranno nella povertà estrema.
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Queste le nuove stime del Fmi. Fra parentesi, le variazioni in punti percentuali rispetto alle previsioni di ottobre.

2020                   2021               2022

MONDO                                   -3,5%         +5,5% (+0,3)   +4,2% (-)

ECONOMIE AVANZATE    -4,9%          +4,3% (+0,4)   +3,1 (+0,2)

STATI UNITI                         -3,4%          +5,1% (+2,0)   +2,5% (-0,4)

AREA EURO                          -7,2%          +4,2% (-1,0)    +3,6% (+0,5)

GERMANIA                           -5,4%          +3,5% (-0,7)    +3,1% (-)

FRANCIA                                -9,0%          +5,5% (-0,5)    +4,1% (+1,2)

ITALIA                                     -9,2%          +3,0% (-2,2)    +3,6% (+1,0)

SPAGNA                                  -11,1%        +5,9% (-1,3)    +4,7% (+0,2)

GIAPPONE                             -5,1%          +3,1% (+0,8)   +2,4% (+0,7)

REGNO UNITO                     -10,0%        +4,5% (-1,4)    +5,0% (+1,8)

CANADA                                  -5,5%          +3,6% (-1,6)    +4,1% (+0,7)

ECONOMIE EMERGENTI -2,4%          +6,3% (+0,3)   +5,0% (-0,1)

RUSSIA                                    -3,6%          +3,0% (+0,2)   +3,9% (+1,6)

CINA                                        +2,3%         +8,1% (-0,1)    +5,6% (-0,2)

INDIA                                      -8,0%          +11,5% (+2,7) +6,8% (-1,2)

BRASILE                                 -4,5%          +3,6% (+0,8)   +2,6% (+0,3)

 
caporedattore

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