Inflazione: livelli pre-covid entro il 1° semestre del 2022

Rita Annunziata
6.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Il Fondo monetario internazionale torna a puntare i riflettori sull'inflazione. Atteso un recupero dei livelli pre-covid entro la metà del 2022

L’inflazione annuale nelle economie avanzate potrebbe raggiungere un picco del 3,6% in media negli ultimi mesi dell’anno per poi tornare al 2% entro il primo semestre del 2022

Fmi: “I responsabili politici dovranno percorrere una linea sottile tra il rimanere pazienti nel loro sostegno alla ripresa ed essere pronti ad agire rapidamente”

“La ripresa economica ha alimentato una rapida accelerazione dell'inflazione quest'anno per le economie avanzate e i mercati emergenti, guidata da una domanda solida, dalla carenza di forniture e dal rapido aumento dei prezzi delle commodity. Prevediamo che resterà probabilmente alta nei prossimi mesi prima di tornare ai livelli pre-covid entro la metà del 2022, anche se i rischi di un'accelerazione permangono”. Sono le parole delle economiste Francesca Caselli e Prachi Mishra del Fondo monetario internazionale che, in un nuovo post sul blog dell'organizzazione, tornano a fare il punto sul rialzo dei prezzi. E su cosa dovranno attendersi i responsabili politici.
La buona notizia per questi ultimi, osservano, è che “le aspettative di inflazione a lungo termine sono ben ancorate” ma a mancare è un allineamento degli economisti rispetto a quanto durerà la pressione al rialzo dei prezzi. “Alcuni hanno affermato che gli stimoli governativi potrebbero spingere i tassi di disoccupazione abbastanza in basso da aumentare i salari e surriscaldare le economie, forse disancorando le aspettative e determinando una spirale inflazionistica”, spiegano. Altri, invece, “stimano che le pressioni alla fine si riveleranno transitorie, man mano che un'unica impennata della spesa svanirà”. Di conseguenza, aggiungono, le economie avanzate affronteranno probabilmente spinte inflattive moderate nel breve periodo, con un impatto che si attenuerà con il passare del tempo.

Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, dunque, l'inflazione annuale in queste regioni potrebbe raggiungere un picco del 3,6% in media negli ultimi mesi dell'anno per poi tornare al 2% entro il primo semestre del 2022, nel rispetto degli obiettivi della Banca centrale europea. Potrebbero far meglio i mercati emergenti che si prevede toccheranno in media il 6,8% per poi scivolare al 4%. “Le proiezioni, tuttavia, sono accompagnate da una notevole incertezza e l'inflazione potrebbe rimanere elevata più a lungo”, avvertono le due economiste. “I fattori che contribuiscono potrebbero includere l'aumento dei prezzi delle abitazioni e la prolungata carenza di offerta nelle economie avanzate e in via di sviluppo o la pressione sui prezzi alimentari e il deprezzamento della valuta nei mercati emergenti”. Inoltre, i prezzi potrebbero impennare ancor più velocemente in caso di continue interruzioni della catena di approvvigionamento e ampie oscillazioni dei prezzi delle materie prime. In questo contesto, concludono, i responsabili politici dovranno “percorrere una linea sottile tra il rimanere pazienti nel loro sostegno alla ripresa ed essere pronti ad agire rapidamente”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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