Il trimestre resiliente delle banche europee

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
22.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Le trimestrali hanno certificato un sistema bancario europeo resiliente alle intemperie. Alla pressione sui ricavi le banche italiane hanno risposto con una buona gestione delle risorse: Unicredit ed Intesa sono i titoli da comprare

Le banche europee hanno mostrato un buon grado di resistenza alla comprensione dei margini di interesse e al calo degli utili. Le banche migliori del quarto trimestre sono state quelle spagnole

In un contesto di commissioni, utili, ma anche di costi e crediti deteriorati, in contrazione, Intesa San Paolo, Unicredit e Bper sono i titoli che per Goldman Sachs avranno i rialzi più ampi

Per Bain invece frammentazione, frattura tra banche più sane e banche più impattate, e valutazioni che stanno scendendo sono tre buoni motivi per attendersi già quest'anno nuove operazioni straordinarie

Il quadro generale per gli istituti bancari europei emerso dalle trimestrali recentemente pubblicate è stato positivo con una chiusura del 2020 “resiliente” che pone le basi per un 2021 “convincente”. Lato Italia, la riduzione dei costi operativi a compensato quella delle commissioni: Intesa è la migliore, ma anche Unicredit e Bper sono titoli da acquistare. In attesa del ritorno delle operazioni straordinarie.
Secondo Credit Suisse le banche europee hanno registrato un andamento virtuoso nell'ultima parte dell'anno. “Le banche hanno registrato un andamento trainato principalmente dai ricavi di base, divergendo dagli andamenti del terzo trimestre quando gli accantonamenti erano stati la componente chiave più monitorata” evidenziano gli analisti dell'istituto elvetico. Le migliori del quarto trimestre sono state le banche spagnole: una su tutte Caixa Bank. Il net interest income ha beneficiato da una parte di una crescita di volumi a prova di covid, anche se ancora contenuta, e dell'altra di maggiori contributi da parte delle Tltro, che hanno compensato le pressioni sui margini derivanti da tassi più bassi.

Italia: pressione sui ricavi core, ma crediti deteriorati in calo


Per quanto riguarda le banche italiane grazie al beneficio delle Tltro, il quarto trimestre è stato relativamente positivo con margini di interesse che hanno potuto respirare, mentre i prestiti sono aumentati per tutti tranne che per Unicredit. Lo dice un report di Goldman Sachs, che evidenzia che commissioni e costi siano stati in calo. Le prime sono diminuite del 3,2%: un trend quasi senza eccezioni. I secondi hanno fatto altrettanto, con una contrazione in aggregato del 3% su base annua. Infine, il margine d'interesse aggregato è sceso del 4,5%, con Intesa San Paolo e Banca Popolare di Milano in miglioramento mentre Monte Paschi, Bper e Unicredit in contrazione.

Le banche italiane da comprare


Alla luce di questo scenario Goldman Sachs ha apportato solo piccole modifiche ai giudizi sui titoli bancari italiani. Il giudizio su Unicredit, nonostante minori utili, commissioni e margine d'interesse, è positivo. La riduzione sui costi più che mitiga i problemi in entrata, con la stima sugli utili in espansione del 4% nel 2021. Il prezzo obiettivo è stato dunque rivisto al 12,8, il che implica un potenziale upside del 48%. Discorso simile per Intesa, con la differenza che per il gruppo guidato da Messina giocano a favore anche utili più alti: prezzo obiettivo a 2,65 e potenziale upside del 26%. Infine, anche Bper, per Goldman Sachs, è un titolo da comprare, che potrebbe giovare su future operazioni di M&A.

Ritorno del risiko bancario?


Proprio sul tema delle operazioni straordinarie bancarie si concentra un report di Bain: sia per banche europee, che non, il 2021 sarà un anno sulla falsariga del 2020. “Le valutazioni stanno scendendo, con un price-to-book value medio in calo del 35% a livello globale nel 2020. Anche dopo un graduale consolidamento, il settore bancario rimane frammentato in tutti i mercati principali, con le prime cinque banche che rappresentano solo il 30% dei depositi totali negli Stati Uniti, il 40% nel Regno Unito e il 38% in Cina. A differenza di molti altri settori, i regolatori – tra cui, ad esempio, la Bce - stanno creando condizioni che favoriscono il consolidamento. Inoltre, nonostante gli interventi dei governi, l'impatto economico del Covid-19 ha fatto sì che le banche che hanno affrontato la pandemia in una posizione più debole rispetto ai loro competitor si indebolissero ulteriormente, allargando la frattura tra le banche meno sane e quelle che sono rimaste relativamente robuste, nonostante le perdite e i coefficienti più bassi. Questa frattura creerà opportunità per gli operatori più forti per comprare, e per i player più deboli per esaminare i propri portafogli e valutare i potenziali asset da cedere”

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