Guerra ucraina: la crescita rallenta e gli italiani riducono i consumi

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Nicola Dimitri
8.6.2022
Tempo di lettura: 3'
In testa alle preoccupazioni degli italiani c’è l’aumento generalizzato dei prezzi del gas e l’esplosione dell’inflazione

Il 95% degli italiani si aspetta rilevanti ripercussioni a causa del conflitto in Ucraina sull’economia

Secondo l’ultimo rapporto “Global economic prospects” pubblicato dalla Banca mondiale la crescita dell’economia globale dovrebbe decelerare

Il conflitto in corso, a differenza di altre precedenti guerre, si distingue (tra le altre cose) per il fatto che l’Ucraina è avvertita dall’Europa come una nazione particolarmente vicina e, conseguentemente, ogni Stato europeo, oltre agli aspetti empatici legati ai crimini e alle ingiustizie che avvengono in territorio ucraino, si sente potenzialmente sotto minaccia.

Questo è vero al punto che 4 italiani su 10, come rileva un recente report elaborato da Area studi Legacoop-Ipsos, poiché si sentono fortemente intimoriti dalle possibili ripercussioni della guerra, ridurranno i consumi cercando di accumulare più ricchezza.

Più nel dettaglio, secondo le principali evidenze che emergono dal report “FragilItalia”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, sulla scorta di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione, gli italiani temono, soprattutto, un aumento generalizzato dei prezzi, l’esplodere dell’inflazione e una rilevante riduzione delle forniture di gas. Una preoccupazione che innesca una nuova volontà di risparmiare e ridurre i consumi. 

Il timore è, infatti, di perdere potere di acquisto e di vedere svalutati i propri risparmi.

Questi risultati mettono in evidenza che gli effetti del conflitto Russo-Ucraino sull’economia hanno appesantito difficoltà precedenti, già avvertite dalle famiglie italiane.

Ad esempio, secondo il report in commento, rispetto ad inizio anno aumentano le difficoltà di pagare rate di finanziamenti personali (in crescita di 10 punti, al 66%), di pagare l’affitto (in crescita di 12 punti, al 65%) e di pagare il mutuo (+ 9 punti, al 61%).

La fascia che più di altre appare in difficoltà è quella dei giovani tra i 18 e i 30 anni (il 76% ha difficoltà a pagare l’affitto), nonché i residenti nel Mezzogiorno.

Con riferimento ai consumi, l’81% degli intervistati dichiara di dover ridurre i consumi di gas ed energia elettrica; il 75% di abbigliamento (4 punti in più); il 74%  di benzina e gasolio (3 punti in più).

In testa alla lista dei consumi che subiranno i tagli più drastici o perfino, la completa rinuncia si colloca l’abbigliamento (33%), seguito dai prodotti cosmetici (30%), gas ed energia elettrica (entrambi al 29%) e da benzina e gasolio (26%).

Siffatto scenario, legato alla percezione delle preoccupazioni degli italiani che, evidentemente, ha risvolti anche sulle prospettive di consumo e risparmo, si inscrive in modo coerente nel più ampio contesto tratteggiato dalla Banca mondiale.

Secondo l’ultimo rapporto “Global economic prospects” pubblicato dalla Banca mondiale, infatti, la crescita dell’economia globale dovrebbe crollare dal 5,7 per cento nel 2021 al 2,9 per cento nel 2022. Dunque, ben al di sotto rispetto alle precedenti stime di gennaio.

Più nello specifico, la crescita delle economie avanzate potrebbe decelerare fino al 2,6 per cento nel 2022, e quella dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo, potrebbe scendere del 3,4 per cento (rispetto alle stime del 2021) nel 2022.

Secondo la banca mondiale, pertanto, occorre intervenire a livello nazionale con politiche idonee a scongiurare ulteriori rallentamenti dell'economia e proteggere i risparmi.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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