Fondi attivi e capitali privati: la migliore combinazione per il 2023

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
21.2.2023
Tempo di lettura: 3'
La ricetta dei fund selector per navigare l'incertezza dei mercati nel 2023 è chiara: aumentare la quota investita nei mercati privati, prediligere gli investimenti sostenibili e affidarsi alla gestione attiva

Inflazione e recessione sono inevitabili, questo è ormai chiaro. Quello che non è così certo è invece come i mercati reagiranno a questo scenario sfidante. Come calibrare il proprio portafoglio? Natixis Investment Managers ha intervistato 441 fund selector di società che gestiscono oltre 30 mila miliardi di dollari di patrimonio totale dei clienti, appartenenti alle principali piattaforme di gestione patrimoniale, banche private e assicurazioni di tutto il mondo, per capire qual è l’attuale sentiment di mercato.

I rischi per il 2023 

 

Le prospettive per gli intervistati sono difficili e piene di rischi. Per il 2023, inflazione (70%) e tassi d’interesse (63%) continuano a essere le principali preoccupazioni di portafoglio, mentre un errore delle Banche Centrali (52%) è al primo posto tra i rischi economici. Il 62% dei fund selector teme che il passaggio dal commercio globale a una produzione più domestica e alla delocalizzazione possa ostacolare la crescita. Questi rischi si presentano inoltre in un momento in cui l’industria della gestione patrimoniale sta affrontando cambiamenti radicali, con gli investitori che cercano servizi di pianificazione finanziaria più completi e le società devono rispondere alle nuove esigenze. Ad ogni modo, i fund selector rimangono ottimisti per l’anno a venire: il 73% afferma che manterrà o aumenterà le ipotesi di ritorno medio del 8,8%.


Sebbene pochi ritengano di dover apportare modifiche radicali alla strategia di portafoglio per raggiungere le aspettative di ritorno, nelle allocazioni sono in atto piccoli ma significativi cambiamenti per affrontare l’incerto contesto economico e di mercato.


La rinascita del reddito fisso


Se da un lato i fund selector considerano l’inflazione un rischio chiave per il portafoglio, dall’altro vedono una potenziale opportunità nei conseguenti rialzi dei tassi d’interesse. Tre quarti degli intervistati ritengono che l’aumento dei tassi porterà a una rinascita del fixed income tradizionale, con il 51% che dichiara di voler aumentare gli investimenti in titoli di Stato e un altro 46% che dichiara di voler aumentare le allocazioni in società investment grade. Sul fronte azionario, i fund selector sembrano essere relativamente ottimisti per il 2023, in quanto cercano di variare l’esposizione per cogliere il potenziale rialzo delle dislocazioni di mercato. Sei su dieci (59%) sono ottimisti sulle azioni, il 9% in più rispetto agli investitori istituzionali intervistati il mese prima.


Cresce l’appetito per gli investimenti alternativi 

 

Anche i fund selector prevedono di mitigare il rischio attraverso il continuo ricorso agli investimenti alternativi. Quasi sei su dieci affermano di raccomandare un aumento delle allocazioni in investimenti alternativi a causa di livelli di rischio più elevati. L’attenzione al rischio è tale che il 63% degli intervistati ritiene che gli alternativi debbano essere inseriti nei portafogli dei pensionati per contribuire a mitigare la loro esposizione. Nell’ambito dei prodotti alternativi, i fund selector sono più propensi ad aumentare l’allocazione alle infrastrutture (48%), seguite dal private equity (43%), dalle strategie absolute return (32%) e dal private debt (31%). Il 64% ritiene che nel 2023 i portafogli composti per il 60% da azioni, per il 20% da obbligazioni e per il 20% da alternativi sovraperformeranno i portafogli tradizionali 60:40.

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Meglio la gestione attiva in un mercato incerto


Un altro dato interessante che emerge dalla survey è come, nonostante gli scarsi risultati degli ultimi anni, la gestione attiva potrebbe risultare vincente in un contesto di mercato come quello del 2023. L’80% degli investitori professionali afferma che la gestione attiva è necessaria per trovare alfa durante una recessione e il 72% ritiene che gli investimenti attivi sovraperformeranno quelli passivi. Il 54% dei fund selector prevede inoltre che un’eventuale recessione rivelerà le principali inadeguatezze degli investimenti passivi e più della metà (67%) teme che i grandi flussi in entrata e in uscita dagli investimenti passivi intensificheranno i già elevati livelli di volatilità del mercato. Ciò ha spinto il 59% dei fund selector a considerare un aumento dell’allocazione ai fondi attivi quest’anno.


I cambiamenti normativi indirizzano l’interesse per gli esg


Si prevede che gli investimenti sostenibili registreranno il maggiore incremento di allocazione nel 2023, con il 61% dei fund selector che dichiara di voler aumentare l’esposizione, percentuale che sale al 74% nell’area Emea, dove la Mifid III impone a tutti i consulenti finanziari di discutere di investimenti sostenibili con i propri clienti. Solo il 48% dei fund selector in Nord America ha in programma di aumentare gli investimenti sostenibili. Molti guardano anche ai private asset per migliorare la propria offerta di sostenibilità, con il 30% che dichiara di volersi rivolgere ai mercati privati per l’impact investing. Ciò riflette la tendenza più ampia verso i mercati privati in generale. Anche se il quadro dei rendimenti inizia a cambiare, il 50% dichiara che aumenterà la propria offerta di investimenti privati e il 44% ritiene che gli asset privati rappresenteranno un rifugio sicuro per gli investitori.



Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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